domenica, dicembre 31, 2006

Buona fine e buon principio

Manca qualche ora all'anno nuovo... e io sono bloccata nell'impaccattere i libri di casa mia per prepararli al trasloco (tra 7 mesi!).
E come ogni anno penso alla mia personale lista di cose da portarmi nell'anno nuovo... quelle scoperte nel 2006 e che meritano di essere traghettate nell'anno nuovo.
Io ci rimetto in toto i miei compagni d'avventura del Political Game;
Anna, Barbara, Caterina, Leonardo e Rossana, compagni di un anno di Servizio Civile;
La Laurea;
L'esperienza della Web-Radio, e tutte le persone che ho conosciuto;
Le nuove coinquiline;
La radio.
Per forza di cose mi porterò anche la scelta di cambiare facoltà e città.
E quella presa ieri di iscrivermi in palestra

venerdì, dicembre 29, 2006

Mamma guarda... un libretto universitario!



Oggi in un sms una mia amica mi ha chiesto di tenerla aggiornata di "Come funziona in una università vera" dopo il mio sms stupito in seguito all'iscrizione alla specialistica all'università di Parma.


Questi pazzi mi hanno dato un libretto universitario... a me che sono andata avanti per 4 anni con i cedolini degli esami e il terrore di perderli! Mi hanno pure dato una mail personale sul server dell'università... d'ora in poi comunicheremo solo così, io e la segreteria studenti!


Prima impressione: loro, the others, si insomma... i parmensi, non sono in grado di dare indicazioni stradali. Quello dell'ufficio informazioni dell'azienda di trasporti mi ha fatto finire da tutt'altra parte. Lì uno mi ha semplicemente detto di riprendere il bus e scendere "non appena vedi movimento e vita" !

Gli altri studenti mi hanno fatta perdere alla ricerca della segreteria...

E non so neanche esattamente come sia fatta Parma, perchè oggi oltre a un freddo Caino c'era pure la nebbia... ma così tanta che sono sicura di essermi iscritta alla facoltà giusta solo grazie al mio nuovissimo libretto universitario!

Santa Claus is coming to town



e si è dimenticato il suo I-pod!

E io ne approfitto per ascoltarmi le canzoni di natale della Rubber Band (base dei beatles e canzoni classiche natalizie) e Ta-Dah....

Lo recupererà il prossimo anno.... se glielo lascio trovare!

lunedì, dicembre 25, 2006

25 alla seconda

Questo 25 dicembre compio 25 anni....
è il solo pensiero di oggi... oltre alle canzoni da caricare sul mio nuovissimo Ipod...

Tanti tanti auguri di Buon Natalea tutti!

mercoledì, dicembre 13, 2006

Anche quest'anno è fatto


Anche quest'anno l'albero di natale è stato fatto... tutta casa è addobbata... io aspetto solo Babbo Natale

Pinochet


In "Pallide bandiere" Paco Ignazio Taibo ci aveva preso dicendo "I dittatori muoiono nel loro letto" in riferimento a Pinochet.
A 91 anni il vecchio dittatore cileno è morto in seguito a un infarto.

Solo funerale militare per lui, nessun funerale di stato... e ci mancherebbe altro!
Ora la sensazione dovrebbe essere di sollievo, uno di quei personaggi che mi fanno venire il ribrezzo al solo sentirne il nome. Ma avrei preferito di gran lunga che prima di morire venisse condannato per i crimini di cui si è macchiato, per tutti i cileni desaparecidos, per chi è stato torturato e per chi è stato costretto all'esilio.
Purtroppo in Cile non c'è un Kirchner, manca quel coraggio di giudicare chi ha fatto veramente del male al proprio paese.
Intanto in Italia qualcosa si muove, e il reato di tortura viene introdotto nel nostro codice penale.

giovedì, dicembre 07, 2006

La Terra della mia Anima

Questo posto dovevo scriverlo da un bel pò, ma per un motivo o per un altro l'ho sempre rimandato...Ora forse sono pronta.
Inizio dicendo che è uno dei più bei libri che ho letto (come tutti quelli di Carlotto d'altronde, mi sia concesso un attimo di fanatismo sfegatato!)e uno dei migliori dell'autore.

Beniamino, storico compagno d'avventure dell'Alligatore, non è un personaggio di sola carta, esiste nella vita reale. E non sta per niente bene. Così prima di morire affida all'amico Massimo i suoi ricordi.
Ed è proprio attraverso le parole di questo "Gangster" all'antica, dall'etica inflessibile, che ritroviamo la storia di cinquant'anni dìItalia.
Dalla Milano liberata alla Croazia dell'ultima guerra balcanica, dalla prima malavita ai loschi traffici internazionali.
Un uomo che cerca "la terra della sua anima" che crede di averla trovata nella montagna dei primi contrabbandi, che poi pensa di averla trovata nel mare, si accorgerà poi che la vera terra della sua anima è un'altra...

Io poi non sono per nulla brava nelle recensioni e non saprei spiegarvi perchè questo libro è così bello, semplicemente mentre lo leggevo sentivo qualcosa smuoversi dentro di me.

Dal libro:
«Ho il cancro» disse.
«Lo so».
«Tre, al fegato».
«Fai sempre le cose in grande».

mercoledì, dicembre 06, 2006

Cadono le certezze....

Oggi ho fatto caso a una cosa.... Non solo i testimoni di Geova non suonano più al citofono, ma quando li trovi in strada e provano a darti uno dei loro opuscoli, basta dirgli di no con un sorriso, e loro non insistono... Che stiano cambiando tattica?

A 16 anni di distanza

Lo avevo ricordato già lo scorso anno e lo ricordo anche questo.... perchè secondo me fa sempre bene. Il 6 dicembre del 1990 un aereo militare nel corso di un'esercitazione si schiantò contro l'Istituto Tecnico Salvemini di Casalecchio di Reno (Bologna) uccidendo 12 ragazzi.
Per saperne di più (visto che se ne parla sempre TROPPO poco)

giovedì, novembre 30, 2006

Tanto per restare in tema...

In Cina i blogger dovranno fornire ai siti Internet che ospitano i loro blog tutte le informazioni sulla propria identità . Potranno continuare a usare lo pseudonimo, e le loro identità rimarranno di carattere confidenziale, sempre che non scrivano o facciano nulla di illegale o dannoso per il pubblico. Che conoscendo i precedenti cinesi potrebbe essere anche la divulgazione di una ricetta cinese, nel caso loro decidessero che è segreto di stato...

mercoledì, novembre 29, 2006

Ma è veramente quello il problema?

Il ministro Fioroni in seguito al video del ragazzo down picchiato dai compagni di classe pensa a "un giro di vite su internet" e non si vergogna a prendere come punto di riferimento i filtri usati in dal governo cinese, "Con obbietivi diversi", si intende!
L'obiettivo è quello di difendere i minori da ciò a cui sono esposti in rete...
Credo che rispetto a questa vicenda si stia perdendo il vero punto della discussione, e mi ritrovo nelle parole di Ernesto Assante sul suo blog
Il problema non è che sia girato in internet quel video, ma che qualcuno abbia picchiato un ragazzo e che abbia ritenuto divertente filmarlo.
Le botte ci sarebbero anche senza videofonino e senza internet, lo dice una che (come tanti altri) è andata a scuola quando il cellulare non c'era!
Mi ritrovo in tanti post scritti in questi ultimi giorni, quello di Zambardino nel "Giù le mani dalla libertà del web" di Adinolfi e soprattutto nel titolo di Luca Sofri: 404 Ministro not found.

A margine di tutto ciò: durante la discussione della mia tesi di laurea la correlatrice disse che le mie conclusioni erano pessimiste, poichè sostenevo che visto che i mezzi per creare la grande muraglia nel web ai cinesi (e a tanti altri paesi)vengono dall'America e dall'Europa un domani anche noi ci saremmo potuti trovare in situazioni simili.... chi ha passato la mia tesi a Fioroni?

martedì, novembre 28, 2006

Nuove prospettive

Tra qualche mese il sottotilo del blog cambierà... non sarò più fuori sede a Roma.
Ho appena chiamato il padrone di casa, a Gennaio torno a Bologna.
Non è facile per me, sono profondamente innamorata di questa città e tutto sommato mi piace anche la mia facoltà... Ma oggi mi hanno delusa a tal punto da spingermi a prendere la mia decisione, sancita con quella telefonata. Professori che da anni non fanno altro che sottolineare quanto siano stati bravi a trovare gli spazi e i professori quando altro non è che il dovere della facoltà, sicuramente non un vanto dopo che per 4 anni io ho fatto lezioni nei cinema.
Professori che si lamentano che alle lezioni del primo anno della specialistica non ci sono studenti, le lezioni sono iniziate il 16 novembre, noi abbiamo saputo solo il 22 se eravamo entrati o no e che solo il 21 dicembre sapremo per quale curriculum (e un discorso sbillacco, me ne rendo conto)... che lezione dovrei seguire? Divinazione???!
Lo stesso professore rassicura una ragazza, lei è arrivata 115° e vorrebbe accedere al corso in "Professioni dell'informazione", a cui accedono solo 40, e le dice che tutto sommato potrebbe farcela! Quello è uno dei corsi più ambiti e i posti sono pochi...
No, la delusione è stata veramente troppa, e visto che per questa volta io posso decidere lo faccio, non senza ansia e titubanze... Torno a Bologna, vedrò di accedere a un corso dell'università di Parma. Poi alla lunga forse avrò l'opportunità di tornare a Roma, ma sprecare tempo e soldi in un corso che non mi piace non credo sia giusto....
Ma quanto è dura decidere!

venerdì, novembre 24, 2006

La mia generazione si è salvata...

Nel 1994 avevo 15 anni, e il libro cult era "Jack Frusciante è uscito dal gruppo", di Enrico Brizzi.
A Bologna leggerlo era d'obbligo, nel liceo classico dovevo ho frequentato il primo anno poi se non lo avevi letto eri un reietto... e iniziava così:

“Presto sarebbe volato via pure quello stupido febbraio e il vecchio Alex si sentiva profondamente infelice ma in modo distaccato, come se la sua vita appartenesse – sensazione fin troppo tipica e cruda ne convengo – a qualcun altroMa non ghignate, per favore, poiché all’epoca il vecchio Alex non aveva ancora compiuto i diciott’anni e in quei giorni il cielo di Bologna era espressivo come un blocco di ghisa sorda e da simili espressività non avreste potuto aspettarvi niente d’esaltante, neppure uno di quei bei temporaloni definitivi che lavano le strade e da quasi due settimane la città giaceva tramortita sotto una pioggia esangue senza nome.”

Sapevo allora, e a maggior ragione oggi, che non si trattava di un capolavoro della letteratura... ma è probabilmente il tipico romanzetto che descrive l'adolescenza e l'amore.

Nel 1992 Federico Moccia tentò di fare uscire per la prima volta il suo romanzo "Tre metri sopra il cielo"
""Cathia ha il più bel culo d'Europa." Il rosso graffito splende in tutta la sua sfacciataggine su una colonna del ponte di Corso Francia.Vicino, un'aquila reale, scolpita tanto tempo fa, ha sicuramente visto il colpevole, ma non parlerà mai. Poco più sotto, come un piccolo aquilott protetto dai rapaci artigli di marmo, c'è seduto lui.Capelli corti, quasi a spazzola, sfumatura dietro il collo come quella di un marine, un giubbotto Levi's chiaro.Il colletto tirato su, una Marlboro in bocca, i Ray-Ban agli occhi. Ha un'aria da duro, anche se non ne ha bisogno. Un sorriso bellissimo, ma sono pochi quelli che hanno avuto la fortuna di apprezzarlo"

Non gli andò troppo bene, e leggenda vuole che venisse scambiato sotto forma di fotocopie tra adolescenti.
Ora, pur continuando a deprecare fermamente la decisione di un editor della Feltrinelli di ripubblicarlo, ringrazio il cielo che non fosse il libro cult della mia generazione.

L'incipit del film lo recitano tutte le quindicenni in tutte le salse... e se lo sento di nuovo giuro che tento di bruciare il master di quel film!

"Bpm, beats per minutes, battiti al minuto, senza sosta, tieni il ritmo, la puntina scorre sulla traccia... Jungle 170 bpm... Techno 140 bpm... House 120 bpm... Quello che preferisco sta tra i 60 e i 70, quello che devi sempre fermarti ad ascoltare, quello che ti da il ritmo e che ti fa girare la testa se sale a 120... il battito su cui si basano tutti i battiti del mondo, il bpm del cuore, ascoltalo fratello, è la tua traccia personale, non smettere mai di ballarci sopra, a volte stagli dietro altre volte avanti, non smettere mai di sognare nuovi suoni, campionare nuovi Bit, nuovo rombi di motore da mixare con i suoni del caos che ti senti dentro... ridi fratello, FM 107.3, Radio Caos il tuo bpm."

Finirà vero, prima o poi?!

lunedì, novembre 20, 2006

7 a 0

Ieri ho passato il pomeriggio a casa davanti alla tv.
Sono rimasta parecchio perplessa da alcuni discorsi sentiti a proposito della mega vittoria della Roma contro il Catania.
Pare che secondo molti (e secondo un contrito Spalletti che ha aspettato i giocatori del Catania per strigergli la mano) a un certo punto della partita, più o meno dopo il 4 a 0, i giocatori si sarebbero dovuti dare 'na calmata e smettere di segnare, onde evitare di umiliare l'avversario.
Ora, io ho giocato a pallavolo e per anni a Hockey. E per quanto le mie non fossero piccole squadre una cose che mi è stata insegnata è che nel bene o nel male si deve giocare fino all'ultimo secondo. A mio, modestissimo, parere non è umiliare l'avversario continuare ad andare a rete finchè si può, semmai è più umiliante per chi sta perdendo se gli avversari si chiudono a fare melina nella loro metà di campo o smettere di giocare....

L'altra cosa che mi ha lasciata perplessa è che non sia crollato il mio palazzo dalle urla... che abiti in un condominio laziale??!

venerdì, novembre 17, 2006

Referendum???!!!

Oggi andando sul sito di trenitalia (giusto per vedere se ancora è vivo o è il primo taglio che hanno fatto) e leggo che ci sono gli sconti per il referendum in Emilia-Romagna e Marche...
Ora io mi chiedo, ma che referendum è? Di che si parla? Ho pure chiamato casa per saperne di più ma pure a Bologna non se ne sa nulla....
Qualcuno sa qualcosa? o io ho le traveggole?

lunedì, novembre 13, 2006

Dita incrociate

Se domani vi riuscisse di tenere le dita incrociate dalle 15 per almeno un'oretta o due ve ne sarei molto grata... poi volendo si può fare un raduno e stabilire il record del maggior numero di persone con le dita incrociare per maggior tempo....
fate come volete... ma pensatemi!

mercoledì, novembre 08, 2006

I nemici di internet

Corea del Nord, Arabia Saudita, Cina, Cuba, Tunisia, Egitto, Bielorussia, Birmania, Iran, Siria, Turkmenistan, Uzbekistan e Vietnam fanno parte della classifica dei paesi nemici di Internet secondo Reporter Sans Frontiere.
I Cyber dissidenti che sono in carcere per aver fatto circolare in rete notizie o opinioni non gradite ai loro governi sono 60, dei quali 52 sono quelli cinesi...

venerdì, novembre 03, 2006

Non va mai bene nulla

Fino a tre giorni fa il caldo era insopportabilmente fuori stagione, non ci si capiva nulla.
Ora nel giro di 12 ore è sceso un gelo invernale! Giuro che ieri uscendo all'1.00 dalla radio ho dovuto dare la precedenza a un pinguino!!!!!
E intanto nei supermercati già da una settimana hanno iniziato a mettere offerte su alberi di natale e babbi natali da appendere alla finestra.... ma mancano quasi 2 mesi!!!! che fretta c'avete?!

giovedì, ottobre 12, 2006

A volte ritornano

Pare che ora i cinesi possano di nuovo consultare Wikipedia... ma solo un pochino (volevo scrivere Pechino, ma la battuta mi pare pessima)

martedì, ottobre 10, 2006

Nuove mirabolanti avventure

Da oggi inizio il mio stage a Radio Città Futura nella redazione del programma "Domani è tardi" di Mario Adinolfi... Vediamo che finisco col combinare

venerdì, settembre 15, 2006

La mia Ninna Nanna

Alle volte, incaponendosi su Google, si scovano i propri ricordi d'infanzia che non avrei mai immaginato di ripescare.
Come la Ninna Nanna che mi cantava la mia mamma quando ero piccola, quella che ancora adesso, a quasi 2 anni suonati,di tanto in tanto le chiedo di ricantarmi....
E invece eccola qua (e ho ripescato pure l'audio, così non chiederò più amia madre di cantarmelaper tenerla a mente!)


NINNA NANNA PER VOCE E MANDOLONCELLO
(di Carlo d'Angiò)
Teresa de Sio: voce; Eugenio Bennato: mandoloncello

Quanno vene 'a nuttata
e t'adduorme, figlio mio,
suonna l'angeli d' 'o cielo,
nun fa 'a vita comm' 'a mia
nun fa 'a vita comm' 'a mia.
Duorme rosa 'ncarnata,
mamma toja s'è nnammurata
'e chisti uocchie accussi belli
'e 'sta vocca ' nzuccarata
'e 'sta faccia tonna tonna
comm'a chella d' 'a Madonna.
Nunn'avé mai paura
de lu lupo e d' 'o mammone
sulo e ricchi e d' 'e putienti
ca se magnano la gente
ma la sciorta cagnarrà
si tu nun te faje magnà.
Duorne, core 'ndurato,
ca la vita è faticata,
'o sasiccio e 'a suppressata
c' 'e magnammo quanno è festa,
mò magnammo li rapeste,
l'acqua e 'o pane, si ce stà.
Comm'a lu codachiatto
t''è addurmuto e staje sunnanno
è pazzielle d' e criature
'o turrone, 'a caramella,
quanno vene ' a Bifania,
te l'accatto, figlio mio.
Mò ca t'aggio cantato
chesta nonna profumata
si te sciti 'int 'a nuttata
nun cadé a copp' 'o lietto
ca si cade, figlio mio,
nun te vengo cchiù a piglià.

Problemi tecnici

Flickr ha deciso che l'account free non può mostrere più di 200 foto. io ho sforato (di brutto)... loro propongono di fare l'account pro... a parte che di dargli 25$ non ne ho proprio voglia... chi conosce metodi alternativi per "stivare" le foto? simili a flickr comefunzionalità?
Per il momento ho scoveto zoomr... ma non mi convince tanto...
Idee? Consigli?

Notte bianca e dintorni


Ok, dopo aver parlato di malattie... mi sono malata!!!
Però neanche il raffreddore ha potuto tenerm lontana dalla notte bianca. Quest'anno l'ho passata al Campidoglio a vedere lo spettacolo... Magia pura il balletto di Giulietta e Romeo...
Poi sono tornata a Bologna per farmi un pò di relax e guarire... e con grande sconcerto ho un pensiero che rimpalla nel mio cervello: "A BOLOGNA LA NOTTE BIANCA CHIUDEREBBE ALL'UNA!"

giovedì, agosto 31, 2006

Malattie

Forse è vero... sono malata...
Ma è colpa mia se ho già deciso l'argomento della tesi specialistica prima ancora di aver fatto il test d'ingresso??!!!

giovedì, agosto 24, 2006

E carletto chi è....


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Originally uploaded by framino.
L'ultima settimana di vacanze passata dai nonni è stata all'insegna del piccolino di casa.... Carlo.
Una scimmietta urlatrice, che dopo 5 minuti dalla sveglia è già pronto a metterti KO con tutta la sua energia...
e mi manca ora che sono tornata a Roma... forse avrei dovuto mettermelo in valigia

mercoledì, agosto 23, 2006

qualcuno dovrebbe farlo...

andrebbero vietati i panini al salame sui treni, soprattutto i notturni.
Che poi nella battaglia per trovare una posizione comoda per addormentarti finisci a 20 centimetri dalla bocca del mangiatore di salame e rischi la morte per asfissia in 2 minuti e 15 secondi!

venerdì, agosto 04, 2006

Betty


Dopo due numeri di posta del quorum mi sono molto identificata in Betty, così oggi dovendo scegliere le ciabattine con cui affronterò l'estate (escluse le scarpette con cui affronterò gli scogli, che sono già in valigi per salvaguardare i miei iedi e il resto delle mie ossa), la mia scelta è caduta su degli infradito su cui è disegnata la mia amica Betty.
Al ritorno dalle vacanze riferirò sui consigli d'amore che ha saputo darmi.
Mica saranno trash?

lunedì, luglio 24, 2006

Doraemon

Vi ricordate il cartone animato del gato Doraemon?
Ecco, io ho un dubbio. Anni fa qualcuno mi raccontò di aver visto l'ultima puntata del cartone, che si concludeva svelando che in realtà si trattava della fantasia del piccolo Nobita, che è in coma. Nella scena finale i genitori di Nobita escono dall'ospedale piangendo perchè il piccolo è morto.
Ora, questo racconto mi ha fatto sprofondare nella depressione. L'altra sera raccontando il finale ad altre persone (perchè a questo punto non devo soffrire solo io!!!) mi è stato detto che forse non è così, che me l'avranno raccontato per dispetto... Ora io chiedo: Qualcuno sa??? Io devoi sapere la Verità!!!!

mercoledì, luglio 19, 2006

Piazza Vittorio, l’Italia del futuro Gli immigrati, uno specchio per la società italiana


"Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio", di Amara Lakhous (edizioni E/O, nella collana Assolo). é un libro bellissimo, saranno tre mesi che l'ho comprato e che lo rileggo riscoprendolo ogni volta. Un'assonanza con Gadda e una somiglianza con il "così è se vi pare" di Pirandello.
"Il Gladiatore" viene ucciso nell’ascensore di un palazzo di Piazza Vittorio, attorno all’omicidio si snoda un’indagine che porta il lettore nell’universo del più multietnico dei quartieri di Roma.
Frammenti di vita quotidiana si intrecciano attorno all’ascensore, all’origine di tante dispute condominiali, rappresentando lo scontro di civiltà che infiamma il dibattito politico, sociale e religioso-culturale dei nostri giorni. I protagonisti, che di volta in volta salgono sulla scena, raccontano la loro verità, i loro drammi e i mille equivoci quotidiani.

Non si tratta solo di un giallo, ma una riflessione sull’Italia multi-etnica e sul paese che verrà, raccontato con ironia e con un occhio esterno da Amara.
Qui l'intervista che gli ho fatto.
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“Il Gladiatore” viene ucciso nell’ascensore di un palazzo di Piazza Vittorio, attorno all’omicidio si snoda un’indagine che porta il  lettore nell’universo del più multietnico dei quartieri di Roma.
Frammenti di vita quotidiana si intrecciano attorno all’ascensore, all’origine di tante dispute condominiali, rappresentando lo scontro di civiltà che infiamma il dibattito politico, sociale e religioso-culturale dei nostri
giorni. I protagonisti, che di volta in volta salgono sulla scena, raccontano la loro verità, i loro drammi e i mille equivoci quotidiani.
Il romanzo di  Amara Lakhous “Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio”, edito da  E/O, non è solo un giallo, ma una riflessione sull’Italia multi-etnica e sul paese che verrà.
Ne parliamo con l’autore.

Lei ha vissuto in un centro di accoglienza a Piazza Vittorio per molto tempo.  Può raccontarci questa esperienza?

Ho lavorato per 6 anni in quel Centro di accoglienza, di cui 3 vivendo con questi ragazzi che provenivano da Paesi in guerra, in conflitto o da i grande disagio. Questa esperienza mi ha cambiato veramente la vita, lo dico con molta sincerità. Mi ha dato la possibilità di conoscere il mondo nel senso lato della parola.
Non si tratta dell’esperienza del turista che va in un paese per 15 giorni, o gira il mondo per riposarsi. Nel centro sono entrato in contatto con tante persone provenienti da diverse culture, e ho avuto la possibilità di vedere il mondo diversamente. Sono uscito dalla mia identità, quella algerina mussulmana e araba, e ho sconfinato.
E’ stata un’esperienza molto importante. Il mio romanzo è il frutto di quanto ho vissuto in quegli anni. Altrimenti non sarebbe stato possibile scriverlo.

Cos’è l’integrazione culturale?

Il discorso dell’integrazione è molto ampio. Nel caso italiano integrazione culturale vuol dire imparare l’italiano. È vedere un senegalese, un algerino, un tunisino, un marocchino parlare tra loro non in francese, che è la lingua della colonizzazione, ma in italiano, una lingua di comunicazione diversa. Questo tipo di integrazione in Italia c’è. Io ad esempio parlando con un Bengalese non uso l’inglese, ma l’italiano, e questa è una grandissima opportunità.
Esiste anche un’integrazione economica, perché gli immigrati pagano le tasse, partecipano alla vita economica.

Detto questo, possiamo parlare di quello che manca, l’integrazione politica. Cioè dare il diritto agli immigrati di partecipare alla vita politica, almeno della loro città. Usando la metafora dell’ascensore e del condominio, come ho fatto nel libro, credo che sia ingiusto escludere alcuni condomini, non farli partecipi delle decisioni sulla gestione del loro palazzo, quando pagano il condominio e le spese. La metafora del condominio somiglia molto alla metafora della città. Dare la possibilità a queste persone di partecipare al voto amministrativo è molto importante.

In questo senso che ne pensi della nomina a Roma di Jean Leonard Tuadì ad assessore e l’elezione dei consiglieri aggiunti da parte delle comunità straniere?

Sono certamente dei passi avanti positivi. Il rischio però è quello di dare l’impressione di un cambiamento che poi in realtà non avviene. La nomina di Jean Leonard Tuadì e l’elezione per i consiglieri aggiunti, sono cose molto importanti, ma servono solo a rompere il ghiaccio, e non bastano. Non si possono usare queste due cose positive per ignorare tutto il resto. Credo sia necessario che in questa legislatura venga introdotto il diritto di voto amministrativo agli immigrati. E’ fondamentale, non si può ignorarlo.

Amedeo, il protagonista del libro, è considerato dagli italiani uno di loro, anche alcuni stranieri lo considerano italiano. un esempio di integrazione? quali sono gli elementi che favoriscono una buona integrazione?
Amedeo non lo vedo sotto l’ottica dell’integrazione, ma sotto quella dell’identità.
Si può fare un discorso sull’identità paragonandola a una ricetta gastronomica: si mettono insieme un po’ di religione, un po’ di lingua, un po’ di storia, un po’ di calcio.
In questi giorni, ad esempio, l’identità italiana è rappresentata da una persona che tifa per l’Italia, mette la bandiera alla finestra, urla “siamo campioni”, “viva l’Italia”, va a festeggiare al Circo Massimo. Alla fine magari si scopre che solo forse è cattolico, parla italiano e ha un nome italiano. Per questo la questione dell’identità come ricetta gastronomica non mi ha mai convinto. Penso che sia un concetto molto dinamico ed elastico, che dipende anche dalle esperienze che si fanno.
In questi anni, lasciando Piazza Vittorio, mi sono convinto di questa identità aperta, e mi sono accorto che in parte sono diventato pakistano, albanese, italiano. Il concetto fondamentale dell’identità è la condivisione.
Gli immigrati che vivono in questo paese da 15 anni hanno condiviso con gli italiani la politica, seguendo, passivamente, le elezioni, partecipandovi attivamente in altri aspetti. Hanno subito, sia in positivo che in negativo, gli effetti delle decisioni dei governi. Penso che siano italiani a tutti gli effetti, hanno quindi diritto alla cittadinanza. Così non capisco come gli italiani nati all’estero abbiano diritto a votare, sapendo che per la maggior parte non conoscono molto il paese essendo di terza o quarta generazione. Magari in una partita Brasile-Italia tifano per il Brasile, non pagano le tasse, non condividono nulla con gli italiani e sono riusciti a decidere il futuro dell’Italia. È possibile questo?

Nel suo libro uno dei personaggi odia la pizza e la pasta, come se imparando una cucina, e con essa una cultura, diversa perdesse la propria cucina e la propria cultura. è un messaggio contro il pericolo di un’integrazione che diviene omologazione al paese in cui si vive?


Il caso di Parviz è significativo. L’odio per la pasta e per la pizza è solo un pretesto con cui manifesta il suo profondo disagio.
Vivendo a Piazza Vittorio per 6 anni posso dire di aver visto e vissuto l’Italia del domani.
Il Paese oggi può scegliere tra due strade molto diverse.
La prima è quella di un’”Italia aperta”, non nel senso di permettere ad ogni comunità di fare ciò che vuole solo in nome della propria cultura. Si tratta di un’”Italia plurale”, ricca di tutte le diverse culture che vivono insieme, ovviamente nel rispetto delle leggi e della dignità umana.
L’altra strada è l’“Italia del ghetto”, che impedisce agli immigrati di avere i loro diritti di cittadinanza, li indebolisce sul piano amministrativo. La Bossi-Fini ha fatto questo, ha indebolito gli immigrati regolari, sono deboli nei confronti del datore di lavoro. Non si capisce come mai da una parte c’è la legge Biagi sul lavoro flessibile e dall’altra si chiede agli immigrati di avere un lavoro a tempo indeterminato, perché se ci si presenta con un contratto di 3 mesi non si ottiene il permesso di soggiorno, visto che le attese sono almeno di 9 mesi.
Questo è il grande paradosso.
Bisogna dare la possibilità agli immigrati di essere cittadini, senza aprire le porte a tutti, dare anche delle regole, ma con la promessa di cittadinanza, non si può lasciare la situazione com’è attualmente.


Piazza Vittorio come una piccola Italia, in cui vengono alla luce i pregiudizi degli italiani sugli stranieri e delle diverse comunità migranti al proprio interno?

Infatti io ho raccontato una storia multi-etnica, che ha anche lo scopo di far vedere che come tra un milanese, un napoletano e un romano ci siano delle differenze, dei modi di vedere il mondo diversi, anche tra gli immigrati stessi ci sono differenze.
Dobbiamo imparare a convivere, per questo la metafora del condominio è bella, perché la gente che vive nello stesso posto deve trovare modi e soluzioni per vivere armoniosamente insieme.

Cos’è la letteratura migrante?

Dalla letteratura migrante potrebbero venire due contributi per la letteratura italiana.
Il primo aspetto, il doppio sguardo, io dico “guardare la realtà con due occhi, non con un occhio solo”.
Di solito quando si entra in un ambiente nuovo si cerca di conoscerlo meglio, come un gatto che entrato in una casa la prima cosa che fa è esplorarla. Così l’immigrato, quando arriva in un paese, per sopravvivere, cerca di conoscere bene l’ambiente in cui vivrà e ha la possibilità di guardare la realtà con uno sguardo diverso rispetto a chi ci vive da sempre.
Questo è uno dei pregi della letteratura migrante, cogliere aspetti nuovi della realtà italiana che gli italiani non riescono a cogliere. Come lo specchio, che serve a farci vedere cose che noi con i nostri occhi non possiamo vedere.
L’immigrato, quando ha la possibilità di narrare, di raccontare, può fungere da specchio per gli italiani. Il mio romanzo vuole essere questo, spero di esserci riuscito.
Il secondo contributo riguarda la lingua, venendo da un altro background culturale lo scrittore immigrato ha la possibilità di arricchire la lingua italiana. Io nel mio romanzo ho cercato di farlo, di arricchire, fecondare la lingua italiana partendo da quella araba. Insistendo però su un punto importante, ovvero che la lingua araba è stata una componente importante della lingua italiana, perché per più di due secoli è stata la lingua ufficiale in Sicilia, regione che ha avuto un grande ruolo nel panorama culturale italiano.
Il contributo linguistico è fondamentale in questo senso.

Lei non si limita a tradurre, ma riscrive i suoi testi per l’edizione italiana. in cosa consiste esattamente questo lavoro?


È un lavoro enorme, veramente faticoso, ci ho messo più di due anni a riscriverlo lavorando su 30 stesure.
L’altro lavoro importante l’ho fatto nell’uso dei dialetti. Ho recuperato in questo senso la poetica di Gadda e di Pasolini sull’uso dei diversi dialetti.
Il mio italiano rimane arabizzato, contaminato, per questo ci sono passaggi che possono suonare strani all’orecchio italiano che non è abituato alle immagini o alle metafore provenienti dall’arabo.
Non è una traduzione, perché di solito il traduttore non può tagliare le parti e, soprattutto, non può aggiungerne. Mentre io in questo romanzo ho aggiunto molte parti, ecco perché la riscrittura è evidente. Si tratta di un modo nuovo, di fare letteratura, che inevitabilmente arricchisce la letteratura italiana.

mercoledì, luglio 12, 2006

Wish you were here


A Syd Barret
Originally uploaded by framino.
Ieri è arrivata la notizia che è morto uno dei fondatori dei Pink Floyd. Sulla sua figura i fan del gruppo si dividono chi dice che dopo la sua uscita i Pink abbiano fatto il salto, chi sostiene che abbiano perso l'anima "giocosa", iniziando a prendersi troppo sul serio....
Io so che Wish you were Here è una delle canzoni più belle che conosca... se non la più bella!

martedì, luglio 11, 2006

...e si dopano mangiando bambini

Un premio a Calderoli... per favore!!!!!
«Quella di Berlino è una vittoria della nostra identità, dove una squadra che ha schierato lombardi, campani, veneti o calabresi, [notare che si è degnato di spingersi sotto al Pò!] ha vinto contro una squadra che ha perso, immolando per il risultato la propria identità, schierando negri, islamici e comunisti»

Che poi che bisogno c'era di accanirsi sui francesi, che si ritrovano con un giocatore che di tanto in tanto tira craniate e hanno perso?

L'uomo con la scopa in mano


Si dice degli uomini che non sappiano fare le faccende di casa, che neanche sanno da che parte si tenga la scopa.
Beh, qui c'è un'eccezione. Lui lo sa come si tiene una scopa, non fosse altro che per passarla alla prima donna che gli passa davanti apostrofandola col suo modo da "Uomo più cattivo d'Europa", come qualcuno lo ha ribattezzato.
Perchè la pubblico oggi? Perchè ieri quest'uomo era sul palco del Circo Massimo. Io guardavo la tv e l'ho visto aggirarsi, incurante sul palco. Fare su e giù per le scale, passare tra Timperi e Verdone mentre attendevano che scendessero i calciatori. E ridevo, pensando che se Cannavaro gli avesse intralciato il cammino lui, senza scomporsi, gli avrebbe detto: "E levate, ah nanetto".
In tutto ciò: CAMPIONI DEL MONDO...
e se qualcuno torna a suonare col clacson sotto casa mia alle 3 di notte io gli sguinzaglio dietro un'intera muta di cani affamati!

giovedì, luglio 06, 2006

Il mare nello Specchio


AUT_4107
Originally uploaded by framino.
A Roma oggi è nuvolo, ma si muore di caldo.
E io ho più che mai voglia di andarmene al mare. Voglia di sole, di pelle salata, di acqua fresca e di scogli. Voglia di Fichi d'india e di anguria.
Voglia andare in vacanza... ora

lunedì, giugno 26, 2006

SI-NO

Sì 38,3% 9.260.853 voti
No 61,7% 14.870.759 voti


Italia-Australia 1-0

Che se no qualcuno si arrabbia!

lunedì, giugno 05, 2006

Cresci, Charlie Brown

I peanuts sono sempre stati i miei preferiti (insieme a Mafalda e il gruppo TNT).
Federico immagina come sarebbe Charlie da grande...La mia preferita è Lucy, insieme a Snoopy, ovvio.

mercoledì, maggio 31, 2006

Quest'uomo inizia a prendere punti

Mastella, neo ministro della giustizia, inizia il suo mandato ad ottimi passi.
Promette la grazia per Sofri e non si scorda che tutto questo è nato dalla richiesta di grazia per Ovidio Bompressi, e invia subito il fascicolo al quirinale...
che mi tocchi rivalutarlo?

martedì, maggio 30, 2006

Palladium


Foto sparse dall'attesa dei risultati elettorali al palladium






La Sala Stampa





Intervista immaginaria di Marco ad Alberto

Ubi maior....

Lascio a Johhny Palomba il commento politico, perchè mi ha rubato il pensiero dal cervello:

risurtatilettorali


lamiofatticabbrio

lunedì, maggio 29, 2006

Attesa

Tra qualche ora al Palladium inizierà l'attesa dei risultati.
Sono curiosa, come sempre, e in più ansiosa. Anche se tutti intorno mi dicono che non c'è nulla da temere io sono ansiosa lo stesso. Spero in una bella, anzi bellissima vittoria, e spero in una serata allegrissima.... vedremo.
Intanto tra qualche ora mi potrete sentire da qui

venerdì, maggio 26, 2006

Remember

Va di moda. Ultimamente i revival sulla generazione che negli anni ‘80 era piccina picciò li sento ovunque. A Sabatonotte Gianluca Neri ha rispolverato un vecchio post di Luca Sofri sull’argomento, tempo due giorni e Federico mi invia una mail sul tema. E io mi lascio trascinare…
I miei ricordi d’infanzia sono molto legati al cortile del mio palazzo a Bologna. Eravamo una mezza dozzina di bambini più o meno della stessa età, io ero la più piccola, poi c’era il “gruppo B”, quello dei fratellini/sorelline che ci portavamo dietro.
Un’associazione a delinquere, un mese fa con la mia vicina di casa abbiamo ripensato a tutto quello che abbiamo combinato e siamo finite con le lacrime agli occhi. Abbiamo bucato con la punta degli ombrelli il soffitto dell’atrio del palazzo, dove passavano i tubi del riscaldamento. Abbiamo tolto alcune mattonelle alla pavimentazione vicino a dove iniziava il prato per avere un gradino più basso che ci facesse scorazzare con le bici sull’erba.
Le nostre mamme che ci chiamavano dal balcone per farci tornare a mangiare e noi a urlare “Mamy. Altri 5 minuti…. TI PREGOOOO!”, che poi erano un’altra mezz’ora. Le partite a pallavolo col pallone che finiva regolarmente o nei garage o nella spietatissima siepe che è stata causa della morte di centinaia di palloni, le liti tra maschi e femmine. Nascondino, con Manuel che puntualmente si nascondeva sull’albero per scenderti poi alle spalle e fare tana libera-tutti.
Un due tre stella, campana, il salto della corda e le petizioni all’assemblea condominiale per chiedere di mettere nel cortile uno scivolo, un’altalena e una volta abbiamo pure provato a chiedere una piscina… ovviamente non abbiamo ottenuto neanche un palloncino!
I banchetti sulla strada per vedere fumetti, braccialetti fatti col cotone e altre cianfrusaglie che puntualmente non comprava nessuno, i giochi inventati, come quando fingevamo di essere Occhi di Gatto, però essendo in 4 inventammo una quarta sorella.
Siamo tutti sopravvissuti a cadute rocambolesche, al terrore delle siringhe nel cortile, alle macchine che sfrecciavano sulla strada e agli autisti incarogniti per qualche nostra marachellata, all’acqua bevuta dal rubinetto della cantina, ai gavettoni in estate e alle palle di neve in inverno.

Quanta nostalgia… posso tornare piccola?

è quasi finita...

Ormai siamo vicini alla chiusura della campagna. E forse è tempo di qualche bilancio.
Oggi sono stanca, veramente tanto, mi fa male ogni parte del corpo e anche mentalmente non sono proprio lucida. E qualcuno mi chiede perché io abbia speso tante energie in questa campagna, perché, visto che io non voterò per il candidato per cui ho lavorato.
Forse parte della risposta l’ho trovata ieri pomeriggio sulla Terrazza del Pincio, quel panorama che mi toglie il fiato e quella sensazione di orgoglio nel vivere in questa città, seppure tra mille problemi di traffico e per trovare una casa, i sorrisi che ti strappano alcune colorite romanità, quella sensazione che si prova quando vai a sentire uno scrittore leggere i suoi brani in quella stupenda cornice che è la Basilica di Massenzio, quando vai a sentire un grande concerto sotto il Colosseo o nel verde di Villa Borghese, quando cammini tutta la notte nel centro di Roma tra uno spettacolo e un concerto.
Non ho mai avuto dubbi che tutto questo valesse questi due mesi no-stop di fatica. Che affinché questo continui l’unica strada è che Veltroni continui a essere il sindaco di questa città. Poi un capitolo a parte sarebbe quanto io sia cambiata grazie a questa esperienza sia dal punto di vista professionale che umano. Ma questo è un capitolo che attendo a scrivere. So solo che guardandomi un attimo alle spalle mi accorgo che non sono più così timida come 2 mesi fa. E questo è solo un bene.

martedì, maggio 23, 2006

Il Luca Geloso

Ieri alla festa di Francesco Luca si è dimostrato geloso del fatto che io non gli abbia mai scattato foto altamente poetiche come questa foto sarda














il fatto è che lui non ispira questo tipo di foto, toccherà spiegarglielo... Nel frattempo fa scuola mettendosi in posa (anzi, pretendendo a gran voce) queste foto.... e chi sono io per negargli un flash e la giusta ribalta?

sabato, maggio 13, 2006

Mi sono innamorata

Sbam, accade. Non puoi farci nulla, quando il colpo di fulmine ti prende puoi solo accettare l'evento e sapere che prima o poi passerà.
Mi sono innamorata, che ci posso fare?
l'ho visto sul blog di Grazia e me ne sono perdutamente, follemente innamorata.
Se chiudo gli occhi mi ci vedo passeggiare con lui nelle calde giornate che sono alle porte. Andarci al cinema, a una mostra, in libreria. Un pic-nic al parco, perchè no?
Beh, non è irraggiungibile, diciamo che richiede qualche rinuncia.... ma per il momento resta lì, su una pagina di internet a farmi gola.




















Non ci starei benissimo con queste fragoline??

venerdì, maggio 12, 2006

sms ingannevoli

Oroscopo vodafone di stamattina : "In amore preparatevi a cambiamenti. Batticuore"
Ma vaffanculo, và!
La mamma mi ha insegnato a non dire parolacce.... ma quando ce vò ce vò!


p.s. credo sia uno dei post più profondi dell'ultimo periodo

FESTA


Domani, 13 maggio 2006, alle 22.30 in via Pietralata 159/a
FESTA di Primi Cittadini
Musica, Cibo, Alcool
sottoscrizione 5€

martedì, maggio 09, 2006

Pres.del.Rep

Dopo aver sentito dei voti a Berlusconi, Previti, Oriana Fallaci, Vasco, Moggi e Guccini sinceramente credo che Bertinotti sia un signore e non abbia voluto mostrare le schede coi disegnini osceni sopra!
Ma su, per 7.000€ al mese la smettiamo di fare i bambinoni??
e comunque abbiamo una presidentessa della Repubblica: Scheda Bianca

domenica, maggio 07, 2006

La mia mamma

La mia mamma è bravissima, è un vulcano di creatività e di idee.
La mia mamma somiglia a Mafalda fisicamente (è alta uguale :p) e caratterialmente.
Mi ha insegnato l’amore per la lettura.
Mi ha insegnato a non arrendermi alle prime difficoltà.
Mi ha insegnato a sbatterci la testa prima di arrendermi del tutto.
Per la mia mamma sono la più bella.
Per la mia mamma sono la più brava.
La mia mamma mi manda sms dolcissimi.
La mia mamma cucina benissimo.
La mia mamma sa mandare email
La mia mamma chatta.
La mia mamma conosce l’indirizzo di questo blog.
Visto che ho una mamma internauta io gli auguri per la festa della Mamma glieli faccio da qui.
Ti voglio Bene

mercoledì, maggio 03, 2006

Piazza San Giovanni

Ne sono uscita viva.... anche se lunedì sera dubitavo di esserlo.
Tra domenica e lunedì ho passato 24 ore in quel posto. vagando nel backstage, mostrando ogni 3 secondi netti il pass alla sicurezza. Tentando di placare e convincere cantanti, attori, autori a farsi intervistare. Direi che il bottino è stato ricco, e io ho pure un filo di abbronzatura sul viso.
e ho pure intervistato i Nomadi, i miei miti dell'infanzia!

lunedì, aprile 24, 2006

Le mille bolle blu

Io non so quanto sia normale che una ventiquattrenne passi qualche ora della sua domenica pomeriggio a fae le bolle.... ma mi sono divertita un mucchio, e a un certo punto, affacciandomi alla finestra ho visto la strada invasa dalle mie bolle di sapone.
Ma d'altra parte ieri pomeriggio c'è chi si è preso a cuscinate in piazza....

martedì, aprile 18, 2006

Non puoi fermare la Primavera



C'è una canzone che da giorni mi culla, è la colonna sonora di "La Tigre e la Neve", ultimo, a mio parere stupendo, film di Roberto Benigni

You Can Never Hold Back Spring
( Waits/Brennan )

You can never hold back spring
You can be sure that I will never
Stop believing
The blushing rose will climb
Spring ahead or fall behind
Winter dreams the same dream
Every time
You can never hold back spring
Even though you've lost your way
The world keeps dreaming of spring
So close your eyes
Open you heart
To one who's dreaming of you
You can never hold back spring
Baby
Remember everything that spring
Can bring
You can never hold back spring


Non puoi mai fermare la primavera
(trad. P. Nussio)

Non puoi mai fermare la primavera,
Puoi essere sicuro che io non smetterò
mai di crederci,
La rosa si arrampicherà mentre arrossisce:
Salta su o cade indietro,
La primavera davanti o l’autunno indietro,
E gli inverni sognano ogni volta lo stesso sogno.
Non puoi mai fermare la primavera,
Anche se ti sei perso per strada
Il mondo continua a sognare di balzi e di primavera,
E allora chiudi gli occhi ed apri il tuo cuore
A colui che sta sognando di te.
Non puoi mai fermare la primavera,
dolcezza,
Ricordati di tutto ciò che può portarti la primavera,
Non puoi mai fermare la primavera.

domenica, aprile 16, 2006

Tempo di...

frSia chiaro, io l'avevo detto che chiunque dei due vincese sarebbe stata questione di poco... ma Sant'Alò, non di COSì poco.... sono in parte delusa e in parte sorpresa (dal fatto che la salvezza sia arrivata dagli italiani all'estero, il che la dice lunga su come venga percepito da fuori il nostro ormai ex governo).
Io dopo aver deciso chi votare (in realtà era ben chiaro da parecchio tempo) ora mi trovo a fare i conti col mio cervellino e a prendere altre decisioni inportanti, per me.
La prima è arrivata 15 giorni fa, quando ho deciso di rimandare l'iscrizione alla specialistica a ottobre, e dedicarmi ad altri progetti, che dovrebbero contribuire alla mia formazione professionale (fa molto serio detto così!).
Ora è il turno di affrontare altri versanti, ma penso che lavorandoci ai fianchi uno a uno dovrei passare questo periodo grigio striato di rosa.
Somewhere Over the raimbow Blue birds fly....

venerdì, aprile 07, 2006

interesseperzonale

se davero nullo fate pé voi fatelo pemmé. perché alla fine dimolo è giusto che ognuno penzi ammè. dommenica ellunedì commorta carma fate sta icz inderpostoggiusto. nullo dovete fà pevvoi. fatelo pemmè. fateme erfavore mannateme addormì storegazzino che ciò mardetesta. levateme detorno ercaciara fateme stofavore. fatelo pemmé. fateme passa sto mardidenti. stanasea. mannamio annanna stopupo frignone. fatelo pemmé mica pevvoi. mannamolo accantà stavanzo de balera. famoie fà naturné mondiale tipo incina nammerica imperù. basta che se leva dallochhi mia. fatelo pemmé che nuielafaccio manco appronunciallo asto coatto. davero fatelo pemmé navorta tanto. levamose demezzo sta cambiale stamosca stazzanzara stoclaczon che cessona nelle recchie sta macchina parcheggiata indoppiafila storicordo decane pestrada stotelefoninochessonarcinema stomozzicone buttato darfinestrino stoforistrada chepassa corrosso.
e sepopo nullo volete fà pé me
fatelo
pé sto popolo coiione risparmiato di un cafone
Johnny Palomba

martedì, aprile 04, 2006

cogliona io!

il dubbio è se in giro ci sono abbastanza cervelloni che votino per i Suoi interessi.
Vabbè sono cogliona, che ci posso fare?

Manuale d'uso

Io continuo a essere convinta che ognuno di noi alla nascita dovrebbe essere dotato di un manuale d'uso. Per se stessi soprattutto, almeno si capirebbe qualcosa. Visto che tal volta non ci si capisce da soli figurarsi se ci capiscono gli altri.
Sarebbe comodo, conosci una persona ti presenti e poi, quando si capisce che ci si frequenterà.... zac: "Ecco, tieni, questo è il mio manuale d'uso, leggitelo e ci vediamo qui dopo. Io intanto mi leggo il tuo!"
Allora, visto che in dotazione non ci viene dato, io inizio a mettere qui il mio... quel poco che di me ho capito in 24 anni di convivenza forzata.

MANUALE D'USO DI FRANCESCA MINONNE
Prodotto Made in Italy, nello stabilimento di Bologna. Lotto del 25/12/1981
Versione 1.0, non si prevedono altre versioni (per fortuna di questo universo)
Il prodotto viene venduto unitamente alla macchina fotografica.
Buongiorno e complimenti per l'acquisto effettuato.
Il prodotto è già montato, si alcuni pezzi vi sembreranno difettosi, ma non vi preoccupate, non li sostituiremo.
Il cervello non è venduto insieme al resto del corpo, dovrete acquistarlo a parte.
1- Non sembra, perchè chiacchiera sempre, ma Francesca è timida. Se inserita in un nuovo ambiente passa molto tempo in silenzio e in disparte. Vi sta osservando per capire come inserirsi. Piano piano lo farà... probabilmente sarà la vostra fine
2- Non riesce a dire di no. Se le chiedete un favore ci proverà a farvelo, magari non le riesce, ma ci prova.
3- Non sa "incassare" i complimenti, sembra che gli facciano quasi dispiacere. In realtà ne è contanta ma è in imbarazzo e non sa che dire
4- è tremendamente pigra
5- attira su di se sfighe incredibili.... ma almeno non le tiene per sè e fa sorridere altri
post in aggiornamento

lunedì, aprile 03, 2006

Lezione di fisica

Se da un mezzo in corsa (ad esempio un'automobile) viene lanciato un oggetto (poniamo ad esempio un uovo) questo acquisterà quella velocità e andando a scontrarsi con un altro oggetto (diciamo la schiena di una povera ragazza) l'impatto risulterà molto forte....
Ora capisco che probabilmente non sia chiaro.... il risultato di tutto ciò è una contusione alla spalla sinistra e un forte male alla cervicale.

Se non capite la fisica non andate in giro a lanciare uova per la strada!!!!!!!

venerdì, marzo 31, 2006

Scene da dimenticare

Accade che dai propri errori non si impari mai abbastanza. E io sono particolarmente recidiva.
L'ho rifatto, ho messo le scarpe malefiche. Ma a giornata lo richiedeva, e io ormai mi sto abituando a portarle... o almeno credo.
Mercoledì a Roma era bello, ed era pure caldo.
Camminavo per il centro, facendo i miei piccoli passetti e fissando i piedi, assicurandomi di non metterli in posizioni che porterebbero la mia caviglia a sicura morte.
A un certo punto il sole sembra riscaldare di più, i capelli sembrano morbidi e ben pettinati e accade un piccolo miracolo... io non fisso più i piedi, la borsa, fregata a mia zia, sembra essere perfetta per la giornta, non faccio più micropassetti, ma falcate sicure. Cammino dritta fissando la meta (la fermata del bus).... 2 minuti di gloria e di sensazione di sicurezza.
Purtroppo io non sono una diva di Hollywood, e Roma e i suoi san pietrini metterebbero a dura prova anche la migliore top model.... così passati i due minuti eccola la scena che i turisti giapponesi che stavano seduti a mangiare il gelato riporteranno con loro (e ringrazio che non avessero le macchinette a portata di mano, o starei tra le foto che mostrano agli amici al loro rientro).
Tra un sanpietrino e l'altro ne manca uno.... della grandezza esatta del mio tacco, così la sicurezza si frantuma in due secondi netti, io sento l'equilibrio venire meno, e allungo un braccio in cerca di appoggio, che trovo prontamente nella fiancata di un furgone, che purtroppo però decide di partire esattamente in quel momento, e rischio di volare a terra. La mia mente vede già immagini di ambulanze, il medico che mi toglie la scarpa e la caviglia che si gonfia all'inverosimile...
Per mia fortuna la caviglia non si storce. Io però riesco ad arrivare a terra e sbattere il sedere su un gradino e scivolare giù sull'altro, e a rovessciarmi addosso metà della bottiglietta d'acqua che mi preparavo a bere...
Vabbè... ma i miei 2 minuti di gloria me li sono goduta!

domenica, marzo 26, 2006

In fondo allo scatolone

Mia madre dice che le fotografie non si buttano. Ha addirittura un album con le fotografie brutte. Quelle col dito davanti l'obiettivo, quelle sfuocate, con l'inquadratura a ramengo oppure io con un occhio gonfissimo.... Ebbene tornata a Bologna per qualche giorno trovo una scatola piena zeppa di fotografie che ho fatto io.
La prima macchina fotografica che mi ricordi l'avevo trovata dentro un fustino di detersivo. e la qualità delle foto è veramente pessima, un pò per la macchinetta un pò per la mano.
Mi ricordo la macchina fotografica di mia madre, la marca non mi sovviene, ma era una di quelle semi professioali, fuoco e regolazione dei tempi a mano. Poi quando ho preso la licenza media un mio zio mi regalò una macchinetta tutta mia. Compatta e automatica, una kodak. Mi ha accompagnato fino alla fine delle superiori. poi si è rotta, e qualche anno fa è arrivata la mia digitale.
A guardarle passano davanti agli occhi i ricordi di quando le ho scattate, i luoghi che difficilmente rivedrò, le imperfezioni della principiante (non che ora sia una professionista, ma almeno riesco a non avere foto con soggetti totalmente sfuocati), gli amici...
Sono veramente tante... e ancora di più i negativi. Chissà dove stanno le foto mancanti!
E qualcuno in questi anni è riuscito a rubarmi la macchinetta, perchè ci sono anche foto mie: con un cappellino che non so più che fine abbia fatto, durante una gita scolastica o un viaggio tra amici. Durante le partite di hockey...
Appena riesco le metto sul pc e le inserisco nella mia galleria....

giovedì, marzo 23, 2006

La prima volta...


A volte le cose accadono all'improvviso, e non te la senti di dire di no al'ultimo momento. Così nell'uggiosa mattinata del primo giorno di primavera mi sono ritrovata a fare la mia prima corrispondenza in diretta per una radio... e che radio! "Primi Cittadini", la web radio del comitato Veltroni.
L'occasione era l'inaugurazione dopo i restauri del casino nobile di Villa Torlonia...
I problemi tecnici hanno tentato di mettermi il bastone tra le ruote. Ma quando si è in ballo non si fa più caso a nulla, la faccia me la stavo già giocando, e così ho fatto finta di nulla e sono andata oltre.
Ormai sono avviata per la luminosa strada della radio.... ehm ehm...

giovedì, marzo 16, 2006

Alien Vs Predator

“Metti un indeciso davanti alla tv”, questo l'appello di Forza Italia per l'evento tv della campagna elettorale, il primo duello/scontro/confronto tra i leader delle due coalizioni: Berlusconi e Prodi (in rigoroso ordine alfabetico)
E io sono un'indecisa, infatti ancora non so in che paese emigrare se dovesse vince ancora Berlusconi, e non sono così sicura di volere Prodi capo del prossimo governo (non so quanti parlamentari usciranno vivi dal primo discorso del premier).
Tutti i giornali hanno dedicato ampio spazio all'evento, spiegando le regole, con schemi sulla disposizione di duellanti, giornalisti e telecamere e con schede dalle quali si viene a conoscenza di caratteristiche fisiche (possibile che il nano di Arcore sia 1,70? 2 cm più alto di me??!!!), dell'educazione e delle abitudini sui due, tanto da portarmi a chiedere se ci sono gli estremi per una denuncia al redattore del Corriere che ci ha tenuto a farmi sapere che il Presidente del Consiglio va a dormire solo con la biancheria intima...
Ore 21, il tempo di salutarsi di scambiarsi due parole sulla giornata e concordare le pizze da ordinare, e puntuale la trasmissione ha inizio.
Lo studio è bianco, diafano, per non incorrere nel rischio che qualche colore possa richiamare una delle parte politiche, forse solo il partito della scheda bianca...
Il moderatore, Clemente Mimun, illustra le regole del confronto e introduce i giornalisti a cui è affidato il compito di rivolgere le domande ai candidati, allo scopo di guidare la mano degli indecisi da una parte o l'altra della scheda.
Volendo stringere il confronto è deludente, al moderatore non riesce di contenere Berlusconi che spesso sfora. Prodi ci mette un po' a carburare, e noi tifosi cerchiamo di incoraggiarlo, affinchè allo scadere del tempo abbia concluso almeno una frase.
Per tutta la disfida si parla poco di quello che il prossimo governo farà per il Paese, Berlusconi è un torrente di cifre, percentuali e attestati di stima per il lavoro del governo da parte di altri paesi, Prodi di tanto in tanto si anima, ma il tono da prete di campagna non lo abbandona mai, al suo massimo afferma che “Bertinotti è uomo d'onore” (se dice che ti fa cadere il governo non ci sono dubbi, lo farà).
A Berlusconi scappa detto che la Moratti, “che ha lasciato il governo per fare il sindaco di Milano”, ci viene invidiata da molti altri paesi... ci si chiede quale paese sia ansioso di radere al suolo il proprio sistema scolastico.
I giornalisti non fanno domande sulla politica estera (l'unica che vagamente ci si avvicina è l'ultima sull'Iran), chiedono posizioni su temi ma non chiedono cosa intendano, concretamente, fare i due schieramenti una volta al governo.
Attendiamo ansiosi che Berlusconi richiami in causa i Comunisti, come in ogni suo discorso, ma non lo fa, almeno non esplicitamente, certo alla domanda sul conflitto d'interessi gli riesce di dire che lui non se lo sente addosso, che è uscito solo 4 volte perchè in parlamento si prendevano decisioni che lo riguardassero, ma soprattutto il vero conflitto d'interessi non è il suo.... ma quello delle cooperative rosse, ovviamente. E quando Prodi obietta che la legge sulle tasse da imporre alle cooperative è opera proprio del governo uscente per un attimo immagino il cervello di Berlusconi dire: “Cribbio, e io? Dove ero?”
Berlusconi per tutta la durata del confronto mentre parla scrive o disegna su dei fogli, malignamente viene da pensare che sia una strategia per spostare l'attenzione degli spettatori sulle sue mani più che sulle sue parole, oppure che stia prendendo appunti per un discorso futuro, raramente guarda dritto in camera. Nell'appello finale si dichiara deluso dalla serata, perché quel sistema non permette di illustrare i programmi, per circa metà del tempo viene ripreso di profilo, ci si chiede se sia lui che ha sbagliato camera o la regia (ma domani il Processo di Biscardi farà luce su questo incidente).
Prodi appare più sicuro, sembra non leggere da appunti, guarda spesso direttamente in camera, gli interventi restano nel tempo assegnato, sfora di rado e solo di qualche secondo, tal volta anche risparmiando qualche secondo (sicuramente Berlusconi dirà che il motivo è che Prodi non ha argomenti, mentre lui ha tanto da dire)
Il ruolo del moderatore avrebbe potuto essere ricoperto da chiunque altro.
Gli indecisi? Probabilmente hanno già cambiato canale...

Io sto qua



Io sto lì, tra Rifondazione e i Verdi, lontana da Margherita, e il resto del Centro-Destra.... e voi?

martedì, marzo 14, 2006

La terra che fa morire

Come già detto qui, per l'80%, si cazzeggia, ma ogni tanto dal mondo reale arriva qualche cosa che lascia basiti e che fa pensare... e allora un post è doveroso, per dare un megafono a notizie importanti.
Di storie così ce ne sono altre nel nostro Paese, ce ne sono state e, purtroppo, ce ne saranno ancora.
è una storia che mi avevano già raccontato, perchè sotto il sole estivo, tra un bagno e un altro avevo conosciuto una persona del posto.
Una storia che parte da Monfalcone e Porto Marghera, passa per il Kossovo e, in questo caso, fa una fermata in un paesino della Campania, dove si muore giovanissimi perchè l'aria è malata.
O meglio, qualcuno l'avvelena...
leggere per credere

p.s. grazie a Luca per la segnalazione

mercoledì, marzo 08, 2006

8 marzo


Il primo che mi fa gli auguri lo scotenno....
Oggi NON è la festa della donna! Al massimo vi passo la giornata della donna... ma che non sia una scusa per ricordarsi dei problemi delle donne solo per un giorno su 365!
e poi per tutti i numi.....
IO SONO ALLERGICA ALLE MIMOSE!

martedì, febbraio 28, 2006

Sui tacchi


è inutile, fanno tanto figo, ne guadagna la camminata e l'appeal... ma fanno un male da morirci!
Ho comprato un paio di scarpe con 8-10 cm di tacco. ma l'idea di mollarle così senza mai metterle per paura di avere dolore mi ha spinta a metterle.
Ok, esistono delle regole:
- Mai mettere scarpe del genere se si deve fare avanti e indietro tutto il giorno in ufficio.
- Mai metterle se si prevede di uscire e di non passare da casa prima per riposarsi un attimo
- Mai metterle se si sa che poi si dovrà fare un bal pezzo a piedi, stanche...
E soprattutto un avviso ai maschietti: Mai, mai, far arrabbiare una ragazza stanca con quei tacchi ai piedi, potrebbe voler poggiare il tacco sul morbido del vostro mocassino...

giovedì, febbraio 23, 2006

in Autobus mente fuori piove


in Autobus mente fuori piove
Originally uploaded by framino.
Poi dicono che sono malata.... ma è vero, io con la macchina fotografica ci dormo pure. E così l'altra sera mentre ero in autobus mi è venuto spontaneo provare a vedere che effetto veniva... e non mi dispiace

Noir

Massimo Carlotto spiega perché il “noir” è tornato di moda:
“Il pubblico si è stancato di storie consolatorie, che non rispecchiano la realtà dei nostri giorni. Solo nel cinema italiano e nelle fiction televisive il buono vince sempre e la giustizia trionfa. La situazione che stiamo vivendo è molto più complessa. Il confine fra il bene e il male, fra buoni e cattivi diventa sempre più incerto. E il genere noir, penso a scrittori come Chandler o Hammett, ha sempre funzionato come una sorta di specchio che riflette il clima di un’epoca“.

Ecco perchè sono malata di noir ed ecco perchè domani sera vado a vedere "Arrivederci amore, ciao" che esce domani nelle sale.
In primis perchè il libro è stupendo e dal trailer il film promette bene, poi perchè Boni è un attore che mi piace molto e dopo l'altro giorno alla Feltrinelli sento che il ruolo di Pellegrini sarà stato interpretato al meglio...

martedì, febbraio 21, 2006

Senza aggiungere altro

"Se tu fossi qui davanti a me, non potresti sentire la mia voce. Nove anni fa sono stato colpito dalla sclerosi laterale amiotrofica. E’ una malattia neuromuscolare oggi incurabile, che rende chi ne è colpito paralitico e incapace di parlare con la propria voce. Oggi, grazie alla scienza, posso di nuovo comunicare. Impiego mediamente 30 secondi per scrivere una parola, che poi verrà letta dal sintetizzatore vocale del computer grazie al quale posso parlare, esprimermi. In una parola, vivere. Le parole per me sono divenute una risorsa scarsa. Devo distillarle una per una, come una cosa preziosa. Eppure, ce ne sono mille che vorrei urlare. Per dare a migliaia di persone come me una speranza. Perché la ricerca che potrebbe salvarci non si fermi. C’era un tempo per i miracoli della fede. C’è un tempo per i miracoli della scienza. Un giorno il mio medico potrà, lo spero, dirmi: “Prova ad alzarti, perché forse cammini”. Il fatto è che non ho molto tempo, non abbiamo molto tempo. E, tra una lacrima e un sorriso, le nostre dure esistenze non hanno bisogno degli anatemi dei fondamentalisti religiosi, ma del silenzio della libertà. Le nostre esistenze hanno bisogno di libertà per la ricerca scientifica. Ma non possono aspettare. Non possono aspettare le scuse di uno dei prossimi papi”.
Luca Coscioni
http://www.stampalternativa.it/liberacultura/index.php?p=7