Questo è un post che macera nella mia testa e sulla mia moleskine da tempo, poi per un motivo o per un altro, non ho mai trovato il tempo, la voglia, il modo di esprimerlo.
Ma oggi sto col piede sul limite delle sopportazioni. E oggi la tastiera scorre sotto le mie dita. I pensieri si trasformano in lettere sullo schermo bianco.
Sarà l'incazzatura che mi rende così prolifica...
Sta di fatto che io ho una passione. Grande, e nota a tutti. Perchè la macchina fotografica vive quasi con me. Perchè gli investimenti che faccio sono tutti in quel verso. E capita, a volte di avere belle soddisfazioni. Il problema è che le soddisfazioni non pagano affitti, tasse o vestiti. Riempiono l'anima, E basta.
Uno vorrebbe farne un lavoro di questa passione. O una parte del suo lavoro. Il problema è che, sarà la crisi, saranno mille altre cose, il lavoro, quel lavoro, non arriva. E mentre tu lasci che le ansie ti assalgano. Perchè ci sarebe da pagare la rata dell'univeristà, ci sono i libri da comprare, e di pesare sui genitori proprio non ti va. Ecco, mentre tu stai così, mentre pensi che si, vabbè, a questo punto va bene anche tornare a fare la commessa, chi se ne frega, basta che mi renda indipendente. Ecco, piano piano scopri che, cazzo, il significato della parola COPYRIGHT e ignoto ai più. E le tue foto se le fregano, le usano. E un pò ti rode, perchè sarebbe carino, che ne so, un rigo di ringraziamento, il mio nome sulle foto, un riscontro economico (che tanto non costo quanto un fotografo professionista). Nulla. Forse perchè una foto la vedi, e non vedi quello che c'è dietro. Non vedi i soldi spesi in attrezzatura, non vedi il tempo passato, la passione, lo studio. Vedi solo l'atto finale, e ti pare nulla di male.
Medito.
Medito che forse è il caso di farsi dure. Di iniziare seriamente a spedire fatture. O se non si è capaci di questo. Appendere il flash a un chiodo.
Visualizzazione post con etichetta lavoro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lavoro. Mostra tutti i post
martedì, settembre 22, 2009
incazzandosi
martedì, maggio 05, 2009
Ecco il perchè
Provo a rispondere a chi, nel commento ad un album fotografico su facebook mi chiede: "perchè sprechi del tempo per quel cumulo di pecoroni che io macellerei volentieri"
Non perdo tempo. Lavoro. E lavoro non per una persona, un partito. Lavoro per un progetto, che va oltre l'orticello dei cazzi miei.
Vedi, il punto è questo. Da un lato i politici degli ultimi anni hanno portato avanti un modo di fare politica che ha allontanato la maggiorparte delle persone.
E allora, c'è chi semplicemente decide che di politca non vuole più saperne. Fingendo di non accorgersi che tutto quello che fai è politica. Perchè se tu, o un tuo caro, dall'oggi al domani vi ritrovate in mezzo alla strada, senza neanche uno straccio di cassa integrazione. Anche quello è politica. Se un mese prima ti hanno detassato gli straordinari, che magari la tua azienda te ne ha fatti fare comunque pochi, e poi il mese dopo siete dietro a chiudere, o non ti rinnovano il contratto. Anche quella è politica. Se nelle famiglie da settembre uno dei due coniugi, prevedibilmente la donna, dovrà lasciare il lavoro perchè non c'è più il tempo pieno a scuola, che si occupi di tuo figlio, mentre tu lavori. Anche quella è politica.
Puoi decidere di macellare tutti i pecoroni. E non votare. Ma devi essere coscente che tutto quello che succederà, un pò te lo sarai cercato.
Oppure. Puoi decidere di guardarti intorno, togliendo le fette di prosciutto dagli occhi. E andare oltre le grida populistiche di un comico improvissatosi aizzatore di masse. Che fa indiscriminatamente di tutta l'erba un fascio. Al rogo tutto e tutti. I migliori, quelli senza macchia, siamo solo noi. Io qualcosa lo condivido con Grillo. Ma molte cose no.
Anche io penso che lo stipendio e i privilegi dei nostri rappresentanti siano troppo alti. Ma non credo che SOLO diminuendoli si risolvano i problemi del paese. Una volta che tutti quei soldi restano in cassa, bisogna saperli usare.
Anche io credo che il contributo pubblico ai giornali sia esagerato. Ma lo è solo quando questo contributo viene elargito a fogli pubblicati solo per capriccio di 3 parlamentarucoli, o quando il giornale in questione stampa migliaia di copie in più (che poi regala o vanno al macero), solo per poter avere un contributo più alto. Quel contributo statale garantisce a certi giornali di andare in edicola, e di informare. Giornali che da quando quel contributo non c'è più, rischiano di chiudere, impoverendo il nostro panorama informativo (già fin troppo scarso e controllato).
Ci vogliono progetti concreti. Non solo urla contro questo o quell'altro.
E allora. L'altra scelta è lavorarci. Tenendo sempre presente un orizzonte che scavalca, come dicevo, il nostro cortile. Perchè la verità è che parte della disaffezione politica che c'è, è dovuta ad un eccesso di individualismo. Il sindaco, il parlamentare o chi per essi non è in grado di risolvere il mio problema? E allora sono tutti degli incapaci.
è un lavoro che si fa perchè un domani, si spera non troppo lontano, tutte le donne possano decidere, in piena libertà, se andare a lavorare o stare in casa coi figli. E sia una scelta non dettata dai conti che ci si fanno in casa (il mio stipendio, e qualcosa in più, va tutto alla baby sitter). Perchè ci sia l'accesso reale, per chi vuole, all'università. Perchè una volta finiti gli studi ci si possa realizzare nel proprio campo. E non fare i precari a vita. Perchè più nessun genitore debba andare a prendere la spesa alla Caritas, e poi, tornato a casa, fingere di essere stato al supermercato. Solo per dignità.
Da entrambe le parti ci sono politici che pensano solo ai loro affari, e a se stessi. Ma c'è anche chi lavora, e pensa seriamente al paese.
è per il progetto che presenta una di queste persone che io lavoro.
Non perdo tempo. Lavoro. E lavoro non per una persona, un partito. Lavoro per un progetto, che va oltre l'orticello dei cazzi miei.
Vedi, il punto è questo. Da un lato i politici degli ultimi anni hanno portato avanti un modo di fare politica che ha allontanato la maggiorparte delle persone.
E allora, c'è chi semplicemente decide che di politca non vuole più saperne. Fingendo di non accorgersi che tutto quello che fai è politica. Perchè se tu, o un tuo caro, dall'oggi al domani vi ritrovate in mezzo alla strada, senza neanche uno straccio di cassa integrazione. Anche quello è politica. Se un mese prima ti hanno detassato gli straordinari, che magari la tua azienda te ne ha fatti fare comunque pochi, e poi il mese dopo siete dietro a chiudere, o non ti rinnovano il contratto. Anche quella è politica. Se nelle famiglie da settembre uno dei due coniugi, prevedibilmente la donna, dovrà lasciare il lavoro perchè non c'è più il tempo pieno a scuola, che si occupi di tuo figlio, mentre tu lavori. Anche quella è politica.
Puoi decidere di macellare tutti i pecoroni. E non votare. Ma devi essere coscente che tutto quello che succederà, un pò te lo sarai cercato.
Oppure. Puoi decidere di guardarti intorno, togliendo le fette di prosciutto dagli occhi. E andare oltre le grida populistiche di un comico improvissatosi aizzatore di masse. Che fa indiscriminatamente di tutta l'erba un fascio. Al rogo tutto e tutti. I migliori, quelli senza macchia, siamo solo noi. Io qualcosa lo condivido con Grillo. Ma molte cose no.
Anche io penso che lo stipendio e i privilegi dei nostri rappresentanti siano troppo alti. Ma non credo che SOLO diminuendoli si risolvano i problemi del paese. Una volta che tutti quei soldi restano in cassa, bisogna saperli usare.
Anche io credo che il contributo pubblico ai giornali sia esagerato. Ma lo è solo quando questo contributo viene elargito a fogli pubblicati solo per capriccio di 3 parlamentarucoli, o quando il giornale in questione stampa migliaia di copie in più (che poi regala o vanno al macero), solo per poter avere un contributo più alto. Quel contributo statale garantisce a certi giornali di andare in edicola, e di informare. Giornali che da quando quel contributo non c'è più, rischiano di chiudere, impoverendo il nostro panorama informativo (già fin troppo scarso e controllato).
Ci vogliono progetti concreti. Non solo urla contro questo o quell'altro.
E allora. L'altra scelta è lavorarci. Tenendo sempre presente un orizzonte che scavalca, come dicevo, il nostro cortile. Perchè la verità è che parte della disaffezione politica che c'è, è dovuta ad un eccesso di individualismo. Il sindaco, il parlamentare o chi per essi non è in grado di risolvere il mio problema? E allora sono tutti degli incapaci.
è un lavoro che si fa perchè un domani, si spera non troppo lontano, tutte le donne possano decidere, in piena libertà, se andare a lavorare o stare in casa coi figli. E sia una scelta non dettata dai conti che ci si fanno in casa (il mio stipendio, e qualcosa in più, va tutto alla baby sitter). Perchè ci sia l'accesso reale, per chi vuole, all'università. Perchè una volta finiti gli studi ci si possa realizzare nel proprio campo. E non fare i precari a vita. Perchè più nessun genitore debba andare a prendere la spesa alla Caritas, e poi, tornato a casa, fingere di essere stato al supermercato. Solo per dignità.
Da entrambe le parti ci sono politici che pensano solo ai loro affari, e a se stessi. Ma c'è anche chi lavora, e pensa seriamente al paese.
è per il progetto che presenta una di queste persone che io lavoro.
mercoledì, marzo 11, 2009
Applico alla vita i puntini di sospensione
Oggi ho chiuso un'altra porta. Oggi ho lasciato dietro di me un altro mondo.
Forse ora sono esagerata. Ma al momento sento che è un mondo che ha succhiato le mie forze per 5 mesi, e che a me ha lasciato veramente poco. Quindi si, sono felice di chiuderla quella porta. Anche se for
se, dovrei sentirla come una mia piccola sconfitta. Ho lasciato altre cose indietro per questo. E ora, dopo questi mesi mi sono accorta che no, non sono fatta per quel modo di gestire e fare le cose. Anche se, onestamente, penso di aver dato il 100% fino a dicembre. Poi ho visto con occhi diversi alcune cose, alcuni attegiamenti. Ma no, non sono scappata. è stato un caso che un'altra occasione, sinceramente migliore, mi arrivasse in coincidenza con lo scoppio di una sgradevole situazione.
Io so affrontare lo stress, quindi so di non aver ceduto alle prime responsabilità. Semplicemente se devo lavorare preferisco farlo a condizioni che mi aggradino di più.
Io so trattare le persone, e non credo che urlare e insultare alla cieca sia il modo migliore per ottenerle. Bastano poche parole, dette bene e al posto giusto. E non c'è bisogno di urla, basta un tono fermo. Ma questo alcuni non lo sanno comprendere.
I dipendenti vanno trattati con massimo rispetto, e io su questo non transigo.
Così oggi chiudo un'esperienza che nell'insieme reputo negativa. Perchè sento che non mi ha lasciato nulla dentro. Anzi ha tolto spazio a molti delle mie passioni, al mio studio, e mi lascia con forti mal di testa, e qalche diottria in meno.
Scrivo sull'agenda una citazione al giorno (quasi), per riprendermi un mio spazio poetico.
Nelle ultime due sere ho riassaporato vecchi piaceri. Sedersi, accendere la radio e ascoltare "Alle otto della sera". Sarà la sigla, sarà la narrazione degli argomenti (quasi sempre interessanti), o il tono di voce che impongono di tenere al conduttore. Ma ha un effetto balsamico.
Da venerdì verrò pagata, anche, per fare una cosa che amo, anzi due.
Verrò pagata per fotografare e per lavorare alla campagna elettorale del candidato sindaco di Bologna. Quindi foto e politica.
Ho già conosciuto parte dei futuri colleghi. E sento intorno un clima di stima. E questo mi stimola e mi dà energie.
In più in questi giorni Bologna sta per essere tappezzata con nuovi manifesti del candidato. E su quei manifesti la foto, è una di quelle che ho scattato io.
Ieri sera tornando a casa, era quasi l'una, ne ho visto uno. Sono arrivata alla prima rotonda, ho girato e ci sono ripassata, lentamente, davanti. Per poi girarmi alla rotonda successiva e rivederlo di nuovo..... è stata una piccola emozione.
è vero, è un lavoro che mi coprirà fino al 7 giugno, poi chissà. Ma alle volta bisogna rischiarsela.
Forse ora sono esagerata. Ma al momento sento che è un mondo che ha succhiato le mie forze per 5 mesi, e che a me ha lasciato veramente poco. Quindi si, sono felice di chiuderla quella porta. Anche se for
se, dovrei sentirla come una mia piccola sconfitta. Ho lasciato altre cose indietro per questo. E ora, dopo questi mesi mi sono accorta che no, non sono fatta per quel modo di gestire e fare le cose. Anche se, onestamente, penso di aver dato il 100% fino a dicembre. Poi ho visto con occhi diversi alcune cose, alcuni attegiamenti. Ma no, non sono scappata. è stato un caso che un'altra occasione, sinceramente migliore, mi arrivasse in coincidenza con lo scoppio di una sgradevole situazione.Io so affrontare lo stress, quindi so di non aver ceduto alle prime responsabilità. Semplicemente se devo lavorare preferisco farlo a condizioni che mi aggradino di più.
Io so trattare le persone, e non credo che urlare e insultare alla cieca sia il modo migliore per ottenerle. Bastano poche parole, dette bene e al posto giusto. E non c'è bisogno di urla, basta un tono fermo. Ma questo alcuni non lo sanno comprendere.
I dipendenti vanno trattati con massimo rispetto, e io su questo non transigo.
Così oggi chiudo un'esperienza che nell'insieme reputo negativa. Perchè sento che non mi ha lasciato nulla dentro. Anzi ha tolto spazio a molti delle mie passioni, al mio studio, e mi lascia con forti mal di testa, e qalche diottria in meno.
Scrivo sull'agenda una citazione al giorno (quasi), per riprendermi un mio spazio poetico.
Nelle ultime due sere ho riassaporato vecchi piaceri. Sedersi, accendere la radio e ascoltare "Alle otto della sera". Sarà la sigla, sarà la narrazione degli argomenti (quasi sempre interessanti), o il tono di voce che impongono di tenere al conduttore. Ma ha un effetto balsamico.
Bolle d'aria che rompono la superficie dell'acqua.
Però.... però.... da venerdì parte un'avventura nuova.Da venerdì verrò pagata, anche, per fare una cosa che amo, anzi due.
Verrò pagata per fotografare e per lavorare alla campagna elettorale del candidato sindaco di Bologna. Quindi foto e politica.
Ho già conosciuto parte dei futuri colleghi. E sento intorno un clima di stima. E questo mi stimola e mi dà energie.
In più in questi giorni Bologna sta per essere tappezzata con nuovi manifesti del candidato. E su quei manifesti la foto, è una di quelle che ho scattato io.
Ieri sera tornando a casa, era quasi l'una, ne ho visto uno. Sono arrivata alla prima rotonda, ho girato e ci sono ripassata, lentamente, davanti. Per poi girarmi alla rotonda successiva e rivederlo di nuovo..... è stata una piccola emozione.
è vero, è un lavoro che mi coprirà fino al 7 giugno, poi chissà. Ma alle volta bisogna rischiarsela.
venerdì, gennaio 23, 2009
Sogni romani
Mercoledì sono andata a Roma. Per un colloquio. Una bella opportunità, un lavoro interessante, in un ambiente stimolante, una città che amo (e non è una sorpresa per nessuno), un'occasione che mi piacerebbe se si concretizzasse.
Il colloquio è andato, spero, bene. Ora attendo una chiamata entro oggi, che mi dica che devo tornare per fare un secondo colloquio. E poi, più avanti, una telefonata che mi informi che è il caso di cercarmi casa a Roma.
Così, mentre facevo i miei giri per Roma, ho stilato la mia classifica:
1- il caffè a Bologna, quando ti va bene, costa 1€. A Roma 0.80€. Fatte le debite proporzioni è come dire che ogni 5 caffè, uno è gratis (a voi pare poco? io mercoledì tra le 8 e le 15 ne ho bevuti 5)
2- Le 10.30 di Roma sono le 11 di Bologna. Non è che i romani siano ritardatari, ci sono due fusi orari diversi.
3- A Roma c'è la mia isola serena, "La Feltrinelli" di Galleria Colonna. 4 piani, con tanti divanetti. Mi posso piazzare su un divanetto e sfogliare libri a mio piacimento (c'è anche un bar, dentro la libreria).
4. Incontri signori gentili, che prendono la tua valigia e te la portano sul Bus. Certo, tu per 10 secondi hai un infarto, pensi che te la stiano fregando sotto il naso. Poi lo ringrazi (mentre a denti stretti lo mandi a fanculizzarsi).
5- il treno arriva a Roma con 6 minuti di anticipo. Il treno mi riporta a Bologna con 10 minuti di ritardo.
6- la carbonara, e i supplì.
7- Scoprire perchè Luca abbia uno spazzolino nel portapenne accanto al computer dell'ufficio.
8- Scoprire perchè Domenico risponda in tedesco a una domanda in Inglese.
9- Staccare una fattura a Marco che sa descrivere il mio portfolio da fotografa meglio di come saprei fare io. Cioè, io non lo so proprio descrivere, il problema è quello.
10- sdebitarmi dell'ospitalità con Angela, offrendole una bella torta.
Beh. Ora resto in attesa della chiamata. Sperando che arrivi.
Il colloquio è andato, spero, bene. Ora attendo una chiamata entro oggi, che mi dica che devo tornare per fare un secondo colloquio. E poi, più avanti, una telefonata che mi informi che è il caso di cercarmi casa a Roma.
Così, mentre facevo i miei giri per Roma, ho stilato la mia classifica:
1- il caffè a Bologna, quando ti va bene, costa 1€. A Roma 0.80€. Fatte le debite proporzioni è come dire che ogni 5 caffè, uno è gratis (a voi pare poco? io mercoledì tra le 8 e le 15 ne ho bevuti 5)
2- Le 10.30 di Roma sono le 11 di Bologna. Non è che i romani siano ritardatari, ci sono due fusi orari diversi.
3- A Roma c'è la mia isola serena, "La Feltrinelli" di Galleria Colonna. 4 piani, con tanti divanetti. Mi posso piazzare su un divanetto e sfogliare libri a mio piacimento (c'è anche un bar, dentro la libreria).
4. Incontri signori gentili, che prendono la tua valigia e te la portano sul Bus. Certo, tu per 10 secondi hai un infarto, pensi che te la stiano fregando sotto il naso. Poi lo ringrazi (mentre a denti stretti lo mandi a fanculizzarsi).
5- il treno arriva a Roma con 6 minuti di anticipo. Il treno mi riporta a Bologna con 10 minuti di ritardo.
6- la carbonara, e i supplì.
7- Scoprire perchè Luca abbia uno spazzolino nel portapenne accanto al computer dell'ufficio.
8- Scoprire perchè Domenico risponda in tedesco a una domanda in Inglese.
9- Staccare una fattura a Marco che sa descrivere il mio portfolio da fotografa meglio di come saprei fare io. Cioè, io non lo so proprio descrivere, il problema è quello.
10- sdebitarmi dell'ospitalità con Angela, offrendole una bella torta.
Beh. Ora resto in attesa della chiamata. Sperando che arrivi.
lunedì, dicembre 08, 2008
Un anno dopo.
Un anno di dolore. Un anno di parole.
Tante quelle spese intorno a questa immane tragedia. Questa enorme ferita. Che qualcuno vorrebbe richiudere solo a parole d'aria... perchè poi non ci si presenta neanche alle commemorazioni (troppi impegnati a prepararsi per la prima della Scala?!).
Beh, è il caso di farsi del male ascoltando queste parole, di un magistrale Valerio Mastandrea...
mercoledì, ottobre 08, 2008
Nuovi orizzonti?
Un anno e mezzo fa scrivevo qui della firma del contratto.
In un anno e mezzo è cambiato molto. Ho sempre lavorato consapevole che questo non era il mio lavoro, ma comunque mi aiutava ad essere indipendente, mi ha concesso di togliermi qualche sfizio (il mac, la reflex, qualche viaggetto...), mi ha fatto conoscere persone nuove. Ma nell'ultimo periodo le cose sono cambiate. Se prima mi guardavo timidamente intorno alla ricerca di un lavoro nuovo, ora ci guardavo sempre più spesso e con maggiore convinzione.
E così lunedì sono andata ad un colloquio. Direi che è andato bene, visto che posso già preparare la lettera di dimissione.
Ma i cambiamenti mi turbano sempre. Lascio una sicurezza e faccio un salto nel vuoto. Ma forse rischiare qualcosa è necessario, e se non ora, quando?
Quindi mi aspetta un'agenzia di comunicazione, mi occuperò dell'ufficio inizialmente, ma poi piano piano si cresce. E vedrò dove sono in grado di arrivare, se riuscirò.
Si cresce, si rischia, si va.
In un anno e mezzo è cambiato molto. Ho sempre lavorato consapevole che questo non era il mio lavoro, ma comunque mi aiutava ad essere indipendente, mi ha concesso di togliermi qualche sfizio (il mac, la reflex, qualche viaggetto...), mi ha fatto conoscere persone nuove. Ma nell'ultimo periodo le cose sono cambiate. Se prima mi guardavo timidamente intorno alla ricerca di un lavoro nuovo, ora ci guardavo sempre più spesso e con maggiore convinzione.
E così lunedì sono andata ad un colloquio. Direi che è andato bene, visto che posso già preparare la lettera di dimissione.
Ma i cambiamenti mi turbano sempre. Lascio una sicurezza e faccio un salto nel vuoto. Ma forse rischiare qualcosa è necessario, e se non ora, quando?
Quindi mi aspetta un'agenzia di comunicazione, mi occuperò dell'ufficio inizialmente, ma poi piano piano si cresce. E vedrò dove sono in grado di arrivare, se riuscirò.
Si cresce, si rischia, si va.
sabato, agosto 30, 2008
lo zibaldone (post pre-vacanziero)
Warning: post ad alto contenuto di pensieri random, così come sfrecciano nella mia testolina.Oggi è stato il mio ultimo giorno di lavoro, prima di due settimane di meritate ferie.
è la prima volta che parto per le vacanze a settembre, solitamanente per me questo mese coincideva con la fine della pacchia estiva. Ma magari sarà l'inizio di una sana abitudine.
Oggi in negozio ho imparato un pò di cosette... Che chi di solito ha poca pazienza può ritrovarsi, insapettatamente, a passare per santo non essendo ancora saltato al collo di quella donnetta rossa che continua a petulare dandogli indicazioni su come sistemare il pc che lei stessa ha "imputtanato".
Ho imparato che "imputtanato" è un termine tecnico.
Ho imparato che a volte subire gli insulti di un cliente col sorriso stampato in faccia lo rende innocuo, addiritura si scusa lui con te...
Ho imparato che i tre quarti di possessori di pc non dovrebbero possederlo un pc, perchè fanno solo danni.
Ho imparato a trattenermi dal ridere quando mi viene ripetutamente chiesto l'upgrade (detto come si scrive) di un prodotto.
Ho imparato che mediamente salvando i dati di un pc di un uomo si possono trovare da 3 film porno in sù e almeno una decina di diverse donne nude.
A volte la stessa donna nuda la incroci su più pc.
Credo che sarà più facile che io finisca il super sudoku (16 caselle, numeri da 1 a 16) piuttosto che riesca a compilare la scheda dei "Macchianera Blog Awards" (se avete voglia/tempo fatelo, è divertente), vorrei tanto, ma dopo un pò mi scoraggio!
Devo ancora preparare le valige. Non so che libri portarmi da leggere, qualche suggerimento?
C'è gente che arriva qui con le richieste più strambe:
"culi di cartapesta": no, non ho ancora provato a costruirli, ma se ne trovi sono curiosa di vederli
"annunci bukkake": no, non fa per me. Ritenta sarai più fortunato.
"bukkake beatles": non mi risulta, ma chiedi al tizio di sopra.
"ultima puntata di doraemon": ne ho parlato, non ho avuto il coraggio di vederla, se si chiude come mi hanno detto mi rovinerei ricordi d'infanzia.
"3 4 5 ottobre internazionale a ferrara": sarò lì, spero sia come lo scorso anno.
Poi tante altre... ma questa è la top delle stramberie.
A volte una frase ti solleva da terra di quei 20-25 metri, e chi te l'ha scritta non lo sa neanche... e magari è solo una carineria eccessiva, ma chissenefrega va bene così.
Al ritorno dalle vacanze toccherà incastrare esami, studiare duramente....
ma per ora, guardo la valigia vuota e penso a come riempirla, guardo la macchian fotografica che freme, e mi preparo all'ozio.
io inizio a rilassarmi.
Etichette:
chiavi di ricerca,
gioia,
lavoro,
pensieri,
stramberie,
vacanze
lunedì, maggio 07, 2007
Firmato...
Ho firmato il mio primo, vero, contratto di lavoro. Scadenza: 15 agosto. Però il primo passo è fatto. Addetta al servizio clienti, in un negozio di informatica. In soldoni sto lì a vendere computer. E già nei primi 4 giorni di lavoro verole domande assurde non mancano. C'è quello che insiste per sapere che ventola monti il computer, chiedendomi: "ma non è che lo può aprire?", c'è la signora che non sa nemmeno cosa sia un floppy disk e che temendo che mi possa esimere dalla nostra conversazione mi tiene per il braccio.
un signore preoccupato: "Senta, ma con questo computer, posso vedere i film porno che ho sul mio pc? non è che il parental control di Vista me li blocca?".
Poi accade che si rientri dalla pausa pranzo, e che nonostante indossi una giacca, che copre la camicia della divisa, i clienti mi fermino... ma l'ho scritto in fronte che lavoro lì??!
Nelle ultime due settimane ho accumulato 120 ore di lavoro.... e all'orizzonte c'è un esame da dare. Non so se essere serena o iniziare a tremare...
un signore preoccupato: "Senta, ma con questo computer, posso vedere i film porno che ho sul mio pc? non è che il parental control di Vista me li blocca?".
Poi accade che si rientri dalla pausa pranzo, e che nonostante indossi una giacca, che copre la camicia della divisa, i clienti mi fermino... ma l'ho scritto in fronte che lavoro lì??!
Nelle ultime due settimane ho accumulato 120 ore di lavoro.... e all'orizzonte c'è un esame da dare. Non so se essere serena o iniziare a tremare...
domenica, marzo 25, 2007
La ragazza con la valigia
Qualche anno fa qualcuno mi diede questo sporannome, un famoso film che non ho mai visto (faccio mea culpa), in quel periodo tra le fiere in cui mi muovevo, i viaggi di piacere e i su e giù tra Roma e Bologna, avevo continuamente la valigia pronta. Poi mi sono fermata.
Adesso riprendo la valigia, per tre settimane vado a Marcon. Per lavoro. Una nuova avventura, nuove conoscenze che preannunciano tante risate... ma soprattutto all'orizzonte un lavoro, pagato!
Adesso riprendo la valigia, per tre settimane vado a Marcon. Per lavoro. Una nuova avventura, nuove conoscenze che preannunciano tante risate... ma soprattutto all'orizzonte un lavoro, pagato!
giovedì, gennaio 18, 2007
Fantasia ai minimi termini
Ho appena inviato un curriculum, nel testo della mail non sapevo che scrivere. Così dopo qualche tentennamento l'ho inviata col testo: "Male che vada mi dite di si".
Io mi assumerei solo per questo!
Io mi assumerei solo per questo!
mercoledì, gennaio 17, 2007
Caro Ministro...
Caro Cesare Damiano,
Lei che è ministro del lavoro di un governo di sinistra, di un partito di sinistra (così mi dicono), la prego: faccia qualcosa di sinistra, e faccia qualcosa per i giovani.
Perchè qua a guardarsi attorno c'è da piangere.
Il mondo del lavoro, per chi cerca di metterci il naso ora, è il regno degli stage.
Mesi a lavorare e di soldi non se ne vedono neanche per errore. E ovviamente l'assunzione a fine stage non è assicurata, anzi nella maggior parte dei casi è un bel ciao con la manina e via per la propria strada.
Così loro (i donatori di lavoro), possono permettersi di avere personale a gratis, e noi stiamo in giro a cercare un lavoro che ci permetta di mantenerci e di iniziare a costruire il nostro futuro.
Girando per colloqui si sente di tutto, dall'agenzia di lavoro interinale che ti propone 3 mesi di stage, non retribuito, pretendendo 8 ore al giorno, con pausa pranzo ovvio (ma visto che non mi paghi posso pure saltarla, che tanto con che mi compro il pranzo?), al call center che vorrebbe pagarti 3€ l'ora, lorde si capisce! E poi c'è il call center che ti promette che i numeri telefonici che chiamerai sono utenti selezionati, per poi farti avere una pagina di elenco telefonico.
E credo ancora di essere fortunata rispetto alla media dei giovani che cercano lavoro e che vedono realtà al limite della fantascienza.
Vogliamo iniziare a stabilire che gli stage vadano pagati? In base alle possibilità dell'azienda, ma una retribuzione ci deve essere.
Personalmente ho terminato cartucce di stampante a furia di curriculum, stufa di rifare fototessere su fototessere ne ho inclusa una nel curriculum, invio di media una trentina di curriculum al giorno via mail, e non cerco il lavoro della mia vita, mi accontento di qualcosa che mi permetta, ora che vivo ancora in casa, di non dover chiedere ai miei genitori i soldi per andare al cinema o per comprarmi un libro.
Ora capisco che in questo momento sul tavolo ci sia la questione di chi deve e vorrebbe andare in pensione... ma per chi vorrebbe lavorare, si può ancora fare qualcosa?
Lei che è ministro del lavoro di un governo di sinistra, di un partito di sinistra (così mi dicono), la prego: faccia qualcosa di sinistra, e faccia qualcosa per i giovani.
Perchè qua a guardarsi attorno c'è da piangere.
Il mondo del lavoro, per chi cerca di metterci il naso ora, è il regno degli stage.
Mesi a lavorare e di soldi non se ne vedono neanche per errore. E ovviamente l'assunzione a fine stage non è assicurata, anzi nella maggior parte dei casi è un bel ciao con la manina e via per la propria strada.
Così loro (i donatori di lavoro), possono permettersi di avere personale a gratis, e noi stiamo in giro a cercare un lavoro che ci permetta di mantenerci e di iniziare a costruire il nostro futuro.
Girando per colloqui si sente di tutto, dall'agenzia di lavoro interinale che ti propone 3 mesi di stage, non retribuito, pretendendo 8 ore al giorno, con pausa pranzo ovvio (ma visto che non mi paghi posso pure saltarla, che tanto con che mi compro il pranzo?), al call center che vorrebbe pagarti 3€ l'ora, lorde si capisce! E poi c'è il call center che ti promette che i numeri telefonici che chiamerai sono utenti selezionati, per poi farti avere una pagina di elenco telefonico.
E credo ancora di essere fortunata rispetto alla media dei giovani che cercano lavoro e che vedono realtà al limite della fantascienza.
Vogliamo iniziare a stabilire che gli stage vadano pagati? In base alle possibilità dell'azienda, ma una retribuzione ci deve essere.
Personalmente ho terminato cartucce di stampante a furia di curriculum, stufa di rifare fototessere su fototessere ne ho inclusa una nel curriculum, invio di media una trentina di curriculum al giorno via mail, e non cerco il lavoro della mia vita, mi accontento di qualcosa che mi permetta, ora che vivo ancora in casa, di non dover chiedere ai miei genitori i soldi per andare al cinema o per comprarmi un libro.
Ora capisco che in questo momento sul tavolo ci sia la questione di chi deve e vorrebbe andare in pensione... ma per chi vorrebbe lavorare, si può ancora fare qualcosa?
martedì, ottobre 10, 2006
Nuove mirabolanti avventure
Da oggi inizio il mio stage a Radio Città Futura nella redazione del programma "Domani è tardi" di Mario Adinolfi... Vediamo che finisco col combinare
Iscriviti a:
Post (Atom)