giovedì, marzo 26, 2009

Protagonisti


Sempre per la serie "coccoliamo l'ego", oggi su Repubblica.it una foto del manifesto per la campagna elettorale di Bologna. Con la foto scattata dalla scrivente. Io non avevo ancora trovato il tempo di fermarmi in mezzo alla strada a scattare la foto al cartellone. così ringrazio l'ignoto fotografo ri repubblica....

lunedì, marzo 16, 2009

Aborti di società

"Corrado Augias, nei primi mesi del 2009, sta raccogliendo una serie di lettere su aborti volontari, terapeutici e spontanei. Le donne che hanno abortito scrivono ad Augias e raccontano quello che di tremendo hanno vissuto nei reparti di ostetricia e ginecologia degli ospedali italiani, dove lo stato etico mostra la sua faccia più vera e spaventosa. (...) A scrivere ad Augias ieri è stata una donna di Milano, che all’ospedale Fatebenefratelli è andata per una gravidanza che si è interrotta di colpo, al quarto mese, con la rottura delle acque. Purtroppo non ho trovato la lettera online e quindi ve la racconto a memoria. Le hanno fatto una puntura, l’hanno lasciata sola mentre aspettavano che si dilatasse, l’hanno toccata in tre o quattro senza presentarsi, medici diversi ogni mezz’ora. Poi, dopo averla lasciata in corsia per un po’, l’hanno portata in ambulatorio, e lì, finalmente, ha lei espulso il feto. Dopodiché l’hanno messa in una stanza con una mamma che allattava. Un’infermiera è entrata a chiederle come volesse chiamare il bambino. Lei per un attimo ha creduto che fosse vivo. L’infermiera le ha poi detto che era per un registro amministrativo. A Milano, in Italia, nel 2009, una donna che abortisce, volontariamente o no, la paga cara. Prendere atto, leggere le lettere ad Augias, alzarsi in piedi urlando la prossima volta che qualcuno si dice preoccupato per il numero degli aborti".
Dal Blog di Matteo Bordone. Grazie a Ludik per la segnalazione

mercoledì, marzo 11, 2009

Applico alla vita i puntini di sospensione

Oggi ho chiuso un'altra porta. Oggi ho lasciato dietro di me un altro mondo.
Forse ora sono esagerata. Ma al momento sento che è un mondo che ha succhiato le mie forze per 5 mesi, e che a me ha lasciato veramente poco. Quindi si, sono felice di chiuderla quella porta. Anche se forse, dovrei sentirla come una mia piccola sconfitta. Ho lasciato altre cose indietro per questo. E ora, dopo questi mesi mi sono accorta che no, non sono fatta per quel modo di gestire e fare le cose. Anche se, onestamente, penso di aver dato il 100% fino a dicembre. Poi ho visto con occhi diversi alcune cose, alcuni attegiamenti. Ma no, non sono scappata. è stato un caso che un'altra occasione, sinceramente migliore, mi arrivasse in coincidenza con lo scoppio di una sgradevole situazione.
Io so affrontare lo stress, quindi so di non aver ceduto alle prime responsabilità. Semplicemente se devo lavorare preferisco farlo a condizioni che mi aggradino di più.
Io so trattare le persone, e non credo che urlare e insultare alla cieca sia il modo migliore per ottenerle. Bastano poche parole, dette bene e al posto giusto. E non c'è bisogno di urla, basta un tono fermo. Ma questo alcuni non lo sanno comprendere.
I dipendenti vanno trattati con massimo rispetto, e io su questo non transigo.
Così oggi chiudo un'esperienza che nell'insieme reputo negativa. Perchè sento che non mi ha lasciato nulla dentro. Anzi ha tolto spazio a molti delle mie passioni, al mio studio, e mi lascia con forti mal di testa, e qalche diottria in meno.

Scrivo sull'agenda una citazione al giorno (quasi), per riprendermi un mio spazio poetico.
Nelle ultime due sere ho riassaporato vecchi piaceri. Sedersi, accendere la radio e ascoltare "Alle otto della sera". Sarà la sigla, sarà la narrazione degli argomenti (quasi sempre interessanti), o il tono di voce che impongono di tenere al conduttore. Ma ha un effetto balsamico.
Bolle d'aria che rompono la superficie dell'acqua.
Però.... però.... da venerdì parte un'avventura nuova.
Da venerdì verrò pagata, anche, per fare una cosa che amo, anzi due.
Verrò pagata per fotografare e per lavorare alla campagna elettorale del candidato sindaco di Bologna. Quindi foto e politica.
Ho già conosciuto parte dei futuri colleghi. E sento intorno un clima di stima. E questo mi stimola e mi dà energie.
In più in questi giorni Bologna sta per essere tappezzata con nuovi manifesti del candidato. E su quei manifesti la foto, è una di quelle che ho scattato io.
Ieri sera tornando a casa, era quasi l'una, ne ho visto uno. Sono arrivata alla prima rotonda, ho girato e ci sono ripassata, lentamente, davanti. Per poi girarmi alla rotonda successiva e rivederlo di nuovo..... è stata una piccola emozione.
è vero, è un lavoro che mi coprirà fino al 7 giugno, poi chissà. Ma alle volta bisogna rischiarsela.

sabato, marzo 07, 2009

Iago

Le città sono tappezzate dai manifesti di un nuovo film italiano "Iago", che credo sia un tentativo di "Romeo+Giulietta" di De Capriana memoria.

Ecco, l'unico Iago che sono disposta a ricordare.....