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lunedì, luglio 12, 2010
Look Back in anger?
Mi ritrovo ad ascoltare gli Oasis, in una mattina di riposo dopo 3 giorni di lavoro.
Non che sia una fan sfegatata, ma mi piacciono, soprattutto i vecchi album.
Non lavoro oggi, potrei andare in piscina, ma il sole va e viene. Vorrei preparare un dolce, ma fa troppo caldo per accendere il forno. Così ascolto musica e riordino cose sul computer.
Intanto arriva "Don't look back in anger". Una delle mie preferite. La conosco a memoria e la canticchio e la traduco contemporaneamente. E ci penso. Penso, ma io, mi guardo indietro con rabbia? Ci sono rancori che mi porto ancora dietro? Scelte fatte da me o che altri hanno fatto per me che mi rodono ancora?
è che alla fine se non lavori finisci per arrovellarti su queste domande stupide e magari finisci per fare un consuntivo.
Beh, sono fortunata. Non guardo indietro con rabbia. Sono convinta che ogni passo fatto mi abbia fatto crescere, se non nell'immediato a posteriori sì.
Anche quelle scelte che ho creduto difficili da portare avanti, quelle che hanno richiesto forza e decisione, quelle che mi hanno fatto piangere. Anche con quelle, forse per quelle, sono cresciuta. Magari con qualcuno non parlo più lo stesso, perché fa troppo male, perché è ancora troppo presto. Ma non porto rancori, non mi rimprovero nulla e sto serena così.
Ora sto qui e attendo serena il mio Godot.
Intanto la canzone è finita e io cambio musica. Si passa a Max Gazzè, "A cuore scalzo".
lunedì, luglio 05, 2010
EquiLibrismi - Il ghiaccio
Fa caldo. D'altra parte è arrivata l'estate, che ti volevi aspettare? Con un caldo del genere, ti verrebbe da rinunciare al solito rito del caffè. Ma per una malata come me è quasi impossibile. Ma io ho la mia soluzione, che non è il caffè freddo (che personalmente trovo imbevibile), ma il pugliesissimo (e qui le mie radici si sentono) caffè in ghiaccio.
Sta di fatto che da quando un collega mi ha fatto tornare in mente questa soluzione, mezzo ufficio l'ha adottata.
Quando venerdì, durante una classica pausa dal lavoro ci siamo concessi la nostra bevanda preferita, alla cassa abbiamo avuto una sorpresa. Quei 2 cubetti di ghiaccio nel bicchiere ci sono costati 20cent in più. Mah.
Perché questo è un EquiLibrismo? Perché una volta usciti dal bar non ho potuto non pensare alla scoperta del ghiaccio, raccontata da Garcia Lorca in "Cent'anni di solitudine" (uno dei miei libri preferiti)
"Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendìa si sarebbericordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. [...]""[...] al centro della tenda, dove c'era un gigante col torace peloso e latesta rapata, con un anello di rame nel naso e una pesante catena di ferro alla caviglia, che custodivaun cofano da pirata. Quando il gigante lo scoperchiò, il cofano lasciò sfuggire un alitoglaciale. Dentro c'era soltanto un enorme blocco trasparente, con infiniti aghi interni nei qualisi frantumava in stelle colorate il chiarore del crepuscolo. Sconcertato, sapendo che i bambiniaspettavano una spiegazione immediata, José Arcadio Buendìa si azzardò a mormorare:"È il diamante più grande del mondo.""No," corresse lo zingaro. "È ghiaccio."José Arcadio Buendìa, senza capire, allungò la mane verso il blocco, ma il gigante gliela scostò:"Altri cinque reales per toccarlo," disse. José Arcadio Buendìa li pagò, e allora mise la manosul ghiaccio, e ve la tenne per diversi minuti, mentre il cuore gli si gonfiava di timore e di giubiloal contatto col mistero. Senza sapere cosa dire, pagò altri dieci reales perché i suoi figli vivesserola prodigiosa esperienza. Il piccolo José Arcadio si rifiutò di toccarlo. Invece, Aureliano fece unpasso avanti, appoggiò la mano e la ritirò subito. "Sta bollendo," esclamò spaventato. Ma suo padrenon gli fece caso. Ubriacato dall'evidenza del prodigio, in quel momento si dimenticò dellafrustrazione delle sue imprese deliranti e del corpo di Melquíades abbandonato all'appetito deicalamari. Pagò altri cinque reales, e con la mano appoggiata al blocco di ghiaccio, come se stesserendendo testimonianza sul testo sacro, esclamò:"Questa è la grande invenzione del nostro tempo."[...]"
lunedì, aprile 26, 2010
Musica e pensieri
C'è la poesia nelle dita che volano leggere sui tasti. c'è la poesia, nei suoni che producono quelle note, disegnate su un pentagramma, o semplicemente presenti nella mente del pianista. C'è poesia nella costanza dell'esercizio, che porta a quella perfezione.
A volte la musica, per un po', ha il potere di liberare la mente. Dimentico quello che mi opprime, quello che mi fa soffrire, lascio che le note entrino nella testa, che i suoni vaghino per il cervello, svuotato dal balsamo della musica.
E per un attimo, quelle dita che volano tra i tasti sono come i miei pensieri, che lentamente lievitano per aria, si mescolano, come si mescolano le note.
E tra i suoni respiro, i polmoni si riempiono, di aria e di musica.
A volte la musica, per un po', ha il potere di liberare la mente. Dimentico quello che mi opprime, quello che mi fa soffrire, lascio che le note entrino nella testa, che i suoni vaghino per il cervello, svuotato dal balsamo della musica.
E per un attimo, quelle dita che volano tra i tasti sono come i miei pensieri, che lentamente lievitano per aria, si mescolano, come si mescolano le note.
E tra i suoni respiro, i polmoni si riempiono, di aria e di musica.
mercoledì, aprile 21, 2010
EquiLibrismi - L'amore del bambino
La lettura è solitudine.
Si legge da soli anche quando si è in due.
(I. Calvino, Se una notte d'inverno un viaggiatore)
Sto leggendo: "Neppure un rigo in cronaca" di Gino&Michele. è un periodo così, ho bisogno di libri che facciano piangere. Struggenti o divertenti. Per questa volta la decisione ha voluto che siano le risate a provocare le lacrime.
Mentre leggevo questo libro, che è la descrizione della periferia milanese, fine anni '50, tra primi grandi show televisivi e le prime fiat cinquecento, raccontate con gli occhi di due bambini, mi ha colpita una frase:
Gli adulti non sanno quanto può amare un bambino. Se lo sono dimenticati, se ne sono dimenticati apposta. Altrimenti non si spiegherebbe come mai tutto l'amore che viene dopo è così limitato.
Ecco. Trovare una frase del genere, in un libro di questo genere ti coglie impreparata. Un pò te lo chiedi... ma com'erano le cotte di quando ero piccola. Un pò mi chiedo anche che fine abbia fatto quel ragazzino, quello della mia prima cotta. Paolo, si chiamava. Paolo e Francesca, molto dantesco, e intanto l'autobus passa davanti a Ponte Milvio (e ti domandi, ma è romantico da quando Moccia s'è inventato i lucchetti, o era romantico da prima e Moccia lo ha lucchettato?) E poi ti chiedi, se è vero che l'amore adulto (posso ormai considerarmi in quella fase, no?) sia effettivamente limitato.La risposta è semplice, E' lì in un angolo del cervello, neanche troppo nascosta. E' semplice: sì. E' limitato. Perché non lo sai cos'è. Non sai se a volte l'amore è prendere armi e bagagli e uscire da quella storia, perché fa solo troppo male. Se è resistere, nonostante tutto. E' limitato, perché non lo sai vivere. Io sto qui, guardo l'orizzonte, e attendo la mia risposta, quella illimitata, quella dell'amore bambino.
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giovedì, marzo 18, 2010
Descrizioni ben fatte
Mi capita, ogni tanto, di rileggere un pezzettino di questo libro. Si tratta di un libro di poesie e racconti del 2002. Lo pubblicarono mio padre e il suo socio, un modo per sostenere i progetti di Emergency. Avventori del locale donarono i loro pensieri. Semplici bevitori e scrittori noti (come Erri De Luca). Tra tutti mi colpì questo, un inglese parlava dello spirito del locale e parlava di mio padre, che prima di fare "l'oste" a tempo pieno (di locali ne ha avuti altri, nel locale che gestiva conobbe mia madre, tutti dai nomi curiosi: La Fargue, La Vereda e infine il Mutenye) era un falegname.
CHE COS’È ESATTAMENTE UN MUTENYE?
Traduzione di: Andrea Tuveri
Forse non è stata solo una coincidenza se la strada di un uomo con un passato di ferro ha incontrato quella di un uomo con una passione per il legno. Decenni segnati da un freddo contatto con il ferro e il vetro hanno lasciato tracce che non si vedono ma che la vita, l’amicizia e forse il profondo colore del legno riescono a rendere meno tangibili.
Forse per noi la forza naturale emanata dalle venature di una trave appena piallata ha più importanza di quella che riusciamo a comprendere, e magari non è solo l’animo di un combattente come Sante Notarnicola a volersi segretamente avvicinare al morbido contatto con la natura, e non sono solo le mani di un mastro artigiano come Cosimo Minonne ad allungarsi inavvertitamente fino a sfiorare la delicata superficie di un legno ben levigato.
Il nostro amore per il legno scaturisce da un irrefrenabile istinto primordiale. I misteri degli alberi ci affascinano ancora prima che imparassimo ad usare e ad abusare degli altri materiali che la Terra ci ha donato. Ci siamo riparati sotto i rami, ne abbiamo rosicchiato la corteccia con i denti e abbiamo acceso fuochi quando la pietra era solo una dura realtà, quando l’oro non era che uno strano bagliore nel terreno e il vetro null’altro che un sogno lontano da venire. Se davvero abbiamo un animo di ferro, cose di cui spesso dubito, allora batte in noi sicuramente un cuore di legno, e le due cose insieme creano il senso di magia che si cela dietro alla parola Mutenye.
Circa cinque anni fa, quando venne inaugurata la nuova osteria in via del Pratello, tutti conoscevano benissimo i proprietari ma nessuno sapeva cosa significava il nome. Una marea notturna di clienti, amici, innamorati, seguaci della moda, appassionati di flipper e filosofi di mezzanotte salì e rifluì alla luce del nuovo faro che mandava i suoi segnali nella notte bolognese, e in quelle serate nacquero e si diffusero le più svariate teorie su cosa fosse in realtà un Mutenye. Era senz’altro uno strumento musicale etnico, una tribù africana, una società segreta, una marca di sigari cubani o un’isola abbandonata, a una cert’ora della notte è inutile tentare di fermare le proprie fantasie. Ma per quanto ogni teoria avesse un suo fascino personale, nessuna di queste corrispondeva alla realtà, perché la verità sull’enigma del Mutenye era ben più semplice. Il Mutenye è un viaggiatore senza passaporto, un’amante al quale non serve un letto, un prete che non ha bisogno di bibbia. La risposta era già lì con noi,era negli sgabelli sui quali sedevamo, nel bancone sul quale ci sporgevamo e nelle porte dalle quali uscivamo per rientrare dopo aver risolto le il grosso delle problematiche mondiali del momento.
Il Mutenye è il contatto caldo e naturale con il legno di un albero che cresce nello Zaire, è l’arte e la cura di un mastro artigiano, ed è soprattutto l’affetto spontaneo di due persone che, come gli alber, sanno benissimo dove sono le proprie radici.
mercoledì, marzo 03, 2010
Un mese senza te
Ti stupisci a guardare il calendario. E accorgerti che è passato un mese.Un mese fa ero in viaggio verso Sud. Per salutarti. Un'ultima volta.
C'eravamo visti solo 7 giorni prima. Era tanto che non venivo a trovarti. Forse hai anche pensato che non pensassi più a te. Quando ero piccola ci vedevamo tutte le estati, a volte anche per altre feste. Poi sono cresciuta, si fanno tante cose. Le feste le passi in famiglia, perchè abiti fuori casa. Le estati le passi con gli amici, quei 15 giorni che il lavoro ti lascia.
E così ho lasciato passare 2 estati senza vederci.
E quando ti ho salutato ti ho detto: "ci vediamo presto". Mi hai risposto come sempre: "Ehhh, chissà.".
Questa volta avevi ragione tu, è stato l'ultimo bacio che mi hai dato, l'ultima carezza.
Mentre ti accompagnavamo siamo passati vicino ad un uliveto. Non ho potuto non pensare alle giornate estive passate insieme. Le campagne, gli animali. Le serate passate seduti su un pezzo di tufo, fuori di casa. Io guardavo le luci che vedevo dei paesi vicini, i rumori che sentivo arrivare. Tu mi raccontavi di quale paese ci fosse, degli animali notturni.
Di tutte le volte che quando tornavo dal mare mi chiedevi: "Li hai portati i pesciolini?, no? e che sei andata a fare al mare!", o le sere invernali passate accanto alla stufa, a mangiare le arachidi calde.
è passato un mese. E ogni tanto mi fermo a pensarti. A pensare a tutte le cose che ci sono state, a tutte quelle che non ci saranno più.
giovedì, aprile 02, 2009
In bilico, fra tutti i miei vorrei.
Una levataccia oggi. Per essere alle 7 all'appuntamento che mi ha condotta ad Amalfi.
Certo, una conferma che Roma ti riempie gli occhi di bellezza, anche quando sono assonnati.
Viaggio in macchina, tra giornali, chiacchiere e sonnecchiamenti.
Piano piano si scorge il mare, e poi la costiera.
Amalfi è bella. E io avevo proprio voglia di vedere il mare. Per fortuna è uscito il sole, speriamo che regga anche per i prossimi giorni.
Passare accanto al tuo paese mi ha scosso per un pò. Ma forse è peggio vedere le cartoline di Pompei, ricordarmi di quella giornata, in cui forse avrei dovuto capire che era meglio chiudere tutto, piuttosto che trascinarla oltre per anni.
Ed è dolorosa la tua sorda indifferenza e le mie lacrime, che vorrebbero urlare, ma restano mute
sabato, febbraio 28, 2009
Senza titolo.
E qualcosa rimane,
tra le pagine chiare e le pagine scure.
E cancello il tuo nome dalla mia facciata
Francesco De Gregori - "Rimmel"

Che non vogliono saperne di smettere di scendere.
Ci sono ore passate a cercare di chiarirsi.
A sperare che tutto torni come prima.
Come troppo tempo prima.
Le cose non torneranno così. Ma forse per una volta, saremo onesti.
Alcune cose si chiudono per sempre.
Lasciando, però, ricordi, sapori e colori.
Lasciando l'affetto.
Mi dico che ti odio, che mi hai ferito. Ma so che da domani ti cercherò. Come è sempre successo in questi anni. Perchè sai di me, più di quanto io stessa sappia. Perchè sai consolarmi come nessun altro. Perchè sai farmi ridere.
Eppure, mentre ora ti parlo, e lascio che tu, per la prima volta ti apra con me. Mentre ti sembro serena e distaccata... piango, e non so fermare le lacrime...
Perchè so che ho deciso di chiudere per sempre un lato del nostro rapporto. Ma so che non riesco a fare a meno di te.
Sempre e per sempre tu
Ricordati dovunque sei, se mi cercherai
Sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai
Francesco De Gregori - "Sempre per sempre"
domenica, febbraio 22, 2009
Il nuovo segretario
Ho diviso il viaggio sul treno e sul pulman con alcuni delegati.Io avevo le cuffie, leggevo. Ma sentivo i loro discorsi.
Sono entrata nella fiera, e mentre ritiravo il mio pass, mentre salutavo i primi volti amici, mentre cercavo gli altri amici, sentivo i discorsi delle persone.
Insomma. Non c’era storia. Pareva che il voto sarebbe stato combattuto tre le primarie subito e il segretario di transizione.
Pareva, appunto. Perché la storia è stata un’altra. Perché il voto è stato nettamente a favore della posizione proposta dalla dirigenza. Un segretario fino a ottobre. E poi primarie.
Sembrava combattutta l'assemblea. Durante gli interventi la platea rumoreggia. A strappare più applausi tra i relatori è Gad Lerner. Poi un gruppo di primaristi si agita, ma viene rubricato come un gruppo di facinorosi. "Così ci mostriamo solo divisi" tuona qualcuno, cercando di farli tacere.
Sembrava.... perchè in realtà è “Un’assemblea di delegati che da potenziali rivoluzionari s’è trasformata in un’assemblea di struzzi” (Cit. Flaminia)
Ma la domanda che serpeggia è: “Ma a ottobre ci arriveremo?” e come? E se alle Europee non passiamo neanche lo sbarramento al 4%? (Infatti Berlusconi lo ha fatto mettere con questa speranza…). E se regaliamo al PDL le maggiori città, nelle prossime amministrative? (e già, qualcuno mi sfotte dicendo che potevamo candidare a segretario Cofferati, a sto punto…)
Si aprono le danze.
Mi aspettavo almeno 3 o 4 candidati. Invece si presentano solo Franceschini e Parisi. Uno, allora si chiede. Ma Bersani?! Ma tutti quelli che negli ultimi mesi hanno detto ogni 3 minuti che loro avrebbero fatto meglio? Ora hanno tutti paura di bruciarsi?
Franceschini inizia a parlare… e il simbolo del PD cade dal podio, da cui parla. Segni del destino?
Ora la domanda è. Chi scegliere tra l’ombra di Walter e Parisi, anzi Crozza che imita Parisi.
Mah. E Così, verso le 17 si è pronti ad accogliere il nome del nuovo segretario. Certo, che delusione.
Non ci sono Exit Pool. E la Finocchiaro non è la Marcuzzi, quindi neanche un po’ di suspance prima di dire il nome del nuovo segretario del PD.
Nulla. Franceschini è il nuovo segretario. Prende posizioni nette su alcuni punti. Posizioni che andavano prese già molto tempo fa. Però per il resto. Non mi trasmette il carisma che era di Walter.
Finisce il suo discorso. Parte la “Canzone Popolare”.
Poi, volendo essere più terreni, più, è proprio il caso di dirlo, di pancia…. Ma vogliamo parlare di quello schifo di catering che ci è stato proposto??? Castagnetti mi ha rubato da sotto il naso l’ultima, insipida pizzetta. Almeno il 27 ottobre, a Milano, Prodi mi precluse l’ultimo panino alla mortadella (che poi mi pare pure giusto…). No questo ai tempi di Walter non accadeva.
L’assemblea finisce. Nel giro di mezz’oretta la sala si svuota, ai desk della sala stampa, e a quelli di PdNetwork si battono gli ultimi pezzi. Io scarico le ultime foto.
Flaminia se ne va. Imbaccuccata in una sciarpa rossa (“soffia il vento, infuria la bufera”)
Marco ci racconta barzellette, riciclandole da quelle del Cavalliere. Io, Ivana e Giacomo prendiamo la metro nella direzione sbagliata. Arriviamo al capolinea, e finiamo in deposito…
Ma, come direbbe il nostro ex segretario, e come scrive il mio segretario in pectore Marco: “non si pensi che il pd sia senza direzione....c'è sempre 1 deposito x tempi migliori. Grazie francesca,giaocmo,ivana x questo insegnamento”
Io, personalmente, attendo le primarie.
giovedì, febbraio 19, 2009
Pensieri sparsi (in attesa di caffeina)
Oggi, alla luce di un nuovo giorno.... boh. Non è cambiato molto.
Il video della conferenza stampa di Veltroni non sono riuscita a vederlo tutto. Non resisto.
Nello stesso posto, nell'ottobre del 2007 si festeggiava la vittoria delle primarie... Nel video, qua e là, ci sono facce di persone che conosco bene. Di volontari che ci credono. Facce tristi, mogie. E un pò mi fa male.
Stoppo.
Tanto quello che ha detto in soldoni lo so.
Si chiude un ciclo. Vediamo che ci aspetta.
A sto punto se si fanno le primarie mi candido. Tanto vale tutto, me sà.
Serata rimbalzante.
Un regalo inaspettato.
Un giro nel vecchio posto di lavoro, due chiacchiere con vecchi colleghi, con un vecchio capo. Navigano in acque peggiori di quelle del PD.
Su msn i discorsi rimbalzano. PD, Sanremo, un pò di Amici.
Con Cinzia si pensa a un nuovo partito. E si pensa a lavori di Under Desk, fatti da una nota esponenente della corrente Teodem. Porterà il cilicio anche in quelle situazioni? Peppe, esprimiti!
C'è una strana tizia che canta sul palco di sanremo. Sul blog di Repubblica sostengono che sia la fidanza di Groucho Marx. Effettivamente....
Masterizzo le oltre 200 foto decenti che ho scattato ieri sera.
Vorrei rivedere "molto rumore per nulla". Ma è tardi, mi addormenterei guardandolo...
Depressione e Fastidio.
La Feltrinelli mi ha mandato "La casa del sonno". Con tutte le pagine, questa volta.
Riordinerò i pensieri leggendo.
Attendendo un esame ad alto tasso alcolico.
Mmmm M M M My Sharona.....
Il video della conferenza stampa di Veltroni non sono riuscita a vederlo tutto. Non resisto.
Nello stesso posto, nell'ottobre del 2007 si festeggiava la vittoria delle primarie... Nel video, qua e là, ci sono facce di persone che conosco bene. Di volontari che ci credono. Facce tristi, mogie. E un pò mi fa male.
Stoppo.
Tanto quello che ha detto in soldoni lo so.
Si chiude un ciclo. Vediamo che ci aspetta.
A sto punto se si fanno le primarie mi candido. Tanto vale tutto, me sà.
Serata rimbalzante.
Un regalo inaspettato.
Un giro nel vecchio posto di lavoro, due chiacchiere con vecchi colleghi, con un vecchio capo. Navigano in acque peggiori di quelle del PD.
Su msn i discorsi rimbalzano. PD, Sanremo, un pò di Amici.
Con Cinzia si pensa a un nuovo partito. E si pensa a lavori di Under Desk, fatti da una nota esponenente della corrente Teodem. Porterà il cilicio anche in quelle situazioni? Peppe, esprimiti!
C'è una strana tizia che canta sul palco di sanremo. Sul blog di Repubblica sostengono che sia la fidanza di Groucho Marx. Effettivamente....
Masterizzo le oltre 200 foto decenti che ho scattato ieri sera.
Vorrei rivedere "molto rumore per nulla". Ma è tardi, mi addormenterei guardandolo...
Depressione e Fastidio.
La Feltrinelli mi ha mandato "La casa del sonno". Con tutte le pagine, questa volta.
Riordinerò i pensieri leggendo.
Attendendo un esame ad alto tasso alcolico.
Mmmm M M M My Sharona.....
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mercoledì, febbraio 04, 2009
C'è un post anche per te
Li ho tutti appuntati sul mio quaderno Moleskine. Prima o poi vedranno la luce. Credo.
è che non c'ho mai voglia di mettermi a ricopiarli. Prima o poi innonderò il blog.
è solo questione di tempo.
sabato, agosto 30, 2008
lo zibaldone (post pre-vacanziero)
Warning: post ad alto contenuto di pensieri random, così come sfrecciano nella mia testolina.Oggi è stato il mio ultimo giorno di lavoro, prima di due settimane di meritate ferie.
è la prima volta che parto per le vacanze a settembre, solitamanente per me questo mese coincideva con la fine della pacchia estiva. Ma magari sarà l'inizio di una sana abitudine.
Oggi in negozio ho imparato un pò di cosette... Che chi di solito ha poca pazienza può ritrovarsi, insapettatamente, a passare per santo non essendo ancora saltato al collo di quella donnetta rossa che continua a petulare dandogli indicazioni su come sistemare il pc che lei stessa ha "imputtanato".
Ho imparato che "imputtanato" è un termine tecnico.
Ho imparato che a volte subire gli insulti di un cliente col sorriso stampato in faccia lo rende innocuo, addiritura si scusa lui con te...
Ho imparato che i tre quarti di possessori di pc non dovrebbero possederlo un pc, perchè fanno solo danni.
Ho imparato a trattenermi dal ridere quando mi viene ripetutamente chiesto l'upgrade (detto come si scrive) di un prodotto.
Ho imparato che mediamente salvando i dati di un pc di un uomo si possono trovare da 3 film porno in sù e almeno una decina di diverse donne nude.
A volte la stessa donna nuda la incroci su più pc.
Credo che sarà più facile che io finisca il super sudoku (16 caselle, numeri da 1 a 16) piuttosto che riesca a compilare la scheda dei "Macchianera Blog Awards" (se avete voglia/tempo fatelo, è divertente), vorrei tanto, ma dopo un pò mi scoraggio!
Devo ancora preparare le valige. Non so che libri portarmi da leggere, qualche suggerimento?
C'è gente che arriva qui con le richieste più strambe:
"culi di cartapesta": no, non ho ancora provato a costruirli, ma se ne trovi sono curiosa di vederli
"annunci bukkake": no, non fa per me. Ritenta sarai più fortunato.
"bukkake beatles": non mi risulta, ma chiedi al tizio di sopra.
"ultima puntata di doraemon": ne ho parlato, non ho avuto il coraggio di vederla, se si chiude come mi hanno detto mi rovinerei ricordi d'infanzia.
"3 4 5 ottobre internazionale a ferrara": sarò lì, spero sia come lo scorso anno.
Poi tante altre... ma questa è la top delle stramberie.
A volte una frase ti solleva da terra di quei 20-25 metri, e chi te l'ha scritta non lo sa neanche... e magari è solo una carineria eccessiva, ma chissenefrega va bene così.
Al ritorno dalle vacanze toccherà incastrare esami, studiare duramente....
ma per ora, guardo la valigia vuota e penso a come riempirla, guardo la macchian fotografica che freme, e mi preparo all'ozio.
io inizio a rilassarmi.
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domenica, luglio 27, 2008
Saper perdere...
"noi, con il nostro 47,3 per cento, non ce ne andiamo, stiamo qua a costruire la nostra battaglia". (Nichi Vendola)
è in corso il congresso di Rifondazione Comunista.
Ancora non è stato scelto il segretario, ma pare ormai ovvio che Nichi Vendola sia in minoranza. Ma da questa dichiarazione mi sembra una persona intelligente. Non cerca una scissione, nessun nuovo partito di comunisti... si resta, si combatte, si costruisce, anche se si viene sconfitti.
è in corso il congresso di Rifondazione Comunista.
Ancora non è stato scelto il segretario, ma pare ormai ovvio che Nichi Vendola sia in minoranza. Ma da questa dichiarazione mi sembra una persona intelligente. Non cerca una scissione, nessun nuovo partito di comunisti... si resta, si combatte, si costruisce, anche se si viene sconfitti.
venerdì, luglio 18, 2008
muoversi, muoversi
Io sono fatta così.
Penso che le cose cambino, migliorino, ma per farlo ci si deve rimboccare le maniche e cercare di fare qualcosa. Se stai fermo a sperare che le cose cambino da sè, non concluderai nulla.
Così, in una notte mi sono accorta che il mio stato stanco, ansioso e apatico, non sarebbe potuto passare così, da un momento all'altro.
Chi mi conosce può dire che sono pigra, lo so, me ne vanto anche un pochino, ma apatica no.
Ho capito cosa potesse esserne la causa. E ieri mattina ho fatto la mia prima mossa, ieri ho pensato: "cascasse il mondo oggi sarà un buongiorno!". Ci sono stati alcuni intralci, ma alla fine, almeno per il mio umore è stato un buongiorno.
Io credo nella forza di pensiero... e credo che questo possa cambiare alcune cose. Sono andata in erboristeria, e mi sono fatta preparare i fiori di Bach, un'amica me ne parlava da tempo, e voglio provare.
Sarà una combinazione tra la voglia di uscire dal brutto momento, i fiori di bach, la consapevolezza che se voglio ce la faccio, ma questi due giorni stanno andando già meglio.
Poi ci sono persone che hanno un dono.... o forse sono solo congiunzioni astrali, o il caso... o qualunque altra cosa sia. Ma loro ti fanno una telefonata proprio nei momenti in cui tu hai bisogno di sapere che qualcuno si ricorda di te. E poi ti fanno delle proposte che ti proiettano già due mesi avanti, ti fanno pensare, progettare... e ti fa solo bene.
E allora grazie a me, grazie a questo carattere del piffero che ogni tanto ha delle sue risorse nascoste, e grazie a quelle persone che non lo sanno, ma per me sono molto importanti.
Penso che le cose cambino, migliorino, ma per farlo ci si deve rimboccare le maniche e cercare di fare qualcosa. Se stai fermo a sperare che le cose cambino da sè, non concluderai nulla.
Così, in una notte mi sono accorta che il mio stato stanco, ansioso e apatico, non sarebbe potuto passare così, da un momento all'altro.
Chi mi conosce può dire che sono pigra, lo so, me ne vanto anche un pochino, ma apatica no.
Ho capito cosa potesse esserne la causa. E ieri mattina ho fatto la mia prima mossa, ieri ho pensato: "cascasse il mondo oggi sarà un buongiorno!". Ci sono stati alcuni intralci, ma alla fine, almeno per il mio umore è stato un buongiorno.
Io credo nella forza di pensiero... e credo che questo possa cambiare alcune cose. Sono andata in erboristeria, e mi sono fatta preparare i fiori di Bach, un'amica me ne parlava da tempo, e voglio provare.
Sarà una combinazione tra la voglia di uscire dal brutto momento, i fiori di bach, la consapevolezza che se voglio ce la faccio, ma questi due giorni stanno andando già meglio.
Poi ci sono persone che hanno un dono.... o forse sono solo congiunzioni astrali, o il caso... o qualunque altra cosa sia. Ma loro ti fanno una telefonata proprio nei momenti in cui tu hai bisogno di sapere che qualcuno si ricorda di te. E poi ti fanno delle proposte che ti proiettano già due mesi avanti, ti fanno pensare, progettare... e ti fa solo bene.
E allora grazie a me, grazie a questo carattere del piffero che ogni tanto ha delle sue risorse nascoste, e grazie a quelle persone che non lo sanno, ma per me sono molto importanti.
mercoledì, luglio 16, 2008
pensieri (neanche il titolo mi esce)

Penso che gli amici dovrebbero ascoltarti, anche quando sei tu ad aver bisogno di conforto, non solo quando la cosa è un bisogno di conforto reciproco.
Penso che pur dando un valore molto alto alla parola amicizia alle volte elargisco troppa amicizia.
Penso che non posso continuare ad inseguire principi azzurri, ranocchi, sette nani e compagnia danzante. Che ogni tanto devo smetterla di cercarli io. Ora me ne sto qui, chi vorrà saprà trovarmi.
Penso che ho bisogno di mare, e basta! nessun pensiero.
Ho bisogno di un lavoro nuovo, di un lavoro che mi somigli, di un lavoro che per me abbia un senso.
Ho bisogno di tutto questo, e di molto altro.
Nel frattempo l'unica cosa che riesco a fare è scrivere qui. Perchè molto è bloccato e ancora non riesce ad uscire.
martedì, aprile 29, 2008
quel che resta....

Un'altra batosta... che proprio non ci voleva.
Ieri ho riordinato le mie cose, e ho trovato un pò di fogli, appunti sparsi, che ho usato in questa campagna elettorale. Quel che resta di un mese e mezzo di impegno. Che spero trovi un modo per andare avanti, per non restare confinato al solo momento " caldo".
Quello che resta... il mio mac, fido compagno di avventura, che ha caricato foto e tenuto il segno dei miei pensieri; la mia Moleskine, che ha tenuto per me gli impegni, biglietti del treno con cui sono andata a Roma, e dietro i quali ho segnato numeri di telefono e le foto selezionate; uno dei miei obiettivi, che ha catturato visi, mani, speranze; l'ipod, che senza la mia musica i miei pensieri non avrebbero colonna sonora, e farebbero più fatica a fluire; il cellulare, mezzo necessario se collabori a distanza; il pass dell'ultimo giorno, quello passato come un'ebete davanti a un monitor, sperando che i risultati cambiassero; i gadget della campagna elettorale e la mail di Marco, perchè le belle parole le porto sempre con me.
Tutte queste cose mi hanno aiutata, su molti di queste ho appuntato pensieri, speranze.... infrante? forse, ma pronte a ripartire.
domenica, aprile 27, 2008
pensieri di domenica
Ieri sera ho fatto una torta con la mia cuginetta. Era tanto che non mi mettevo in cucina, e che non facevo un dolce. Ho pensato ai miei amici romani, i grandi fan dei miei dolci.Stamattina la colazione è stata dolce, sole, e torta al cioccolato, gnammete.
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Finire i traslochi riporta alla luce vecchie cose, e tra queste anche foto.
Ecco, io da piccola ero così. E pare pure che dicessi cose del tipo:
"Mamma, sai, la nonna non ha più i tacchini, conigli, le galline..."
"no? E dove sono?"
"Boh, sono diventati tutti secondo!"
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4 ministri leghisti?!! 4 ministri leghisti??!!!
No beh, forse si sono sbagliati.. 4 ministri leghisti??! E che, le ha vinte la lega da sola le elezioni??.... ehm si pare!
Buon Ballottaggio ai romani.... attenti, o vi trovete 4 assessori leghisti!
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sabato, marzo 15, 2008
pensieri stanchi
Oggi mi sento fuori posto... al lavoro vero e a quello presunto.
mi sento strana, sarà l'asma... ma c'è qualcosa di strano.... sono in una di quelle giornate in cui faccio cose stupide come mandare sms a mia madre "mi vuoi bene?", come una bambina....
A volte sono una bambina, e mi piace così....
Ma ora sono stanca. sono le 23.30 e sono in piedi dalle 6. e ancora non ho pranzato, e la cosa mi sembra assurda.
Se non mi muovo perdo pure l'ultimo autobus, e sarebbe ancora più assurdo!
mi sento strana, sarà l'asma... ma c'è qualcosa di strano.... sono in una di quelle giornate in cui faccio cose stupide come mandare sms a mia madre "mi vuoi bene?", come una bambina....
A volte sono una bambina, e mi piace così....
Ma ora sono stanca. sono le 23.30 e sono in piedi dalle 6. e ancora non ho pranzato, e la cosa mi sembra assurda.
Se non mi muovo perdo pure l'ultimo autobus, e sarebbe ancora più assurdo!
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