sabato, dicembre 17, 2011

Calendario dell'avvento. - 9 Liberate Babbo Natale

Che dire. Era il 2005 e un blogger (su splinder, qundi ora "disperso") lanciò un appello. Ma quei Babbo Natale appesi alla finestre, ai balconi. Quelli che se non fai attenzione rischi di scambiarli per ladri che si arrampicano, poi ti avvicini e provi un po' di pena per quel Babbo Natale appeso lì, al freddo e al gelo. Ecco, quelli lì.

sabato, dicembre 10, 2011

Quel che ti resta dentro

Si avvicina a me per chiedere una cosa di lavoro. Ma mentre si avvicina mi dice "A tu, la ragazza col bellissimo pendente".
Il pendente in questione è una chiave di violino comprata da un artigiano a Torino. L'ho vista sul banchetto e me ne sono innamorata.
 Così mi chiede "Suoni?". Do la solita risposta, sorridendo "Il campanello".

venerdì, dicembre 02, 2011

Calendario dell'avvento. -23 - Tornare Bambini

Forse è parte del fascino del Natale, quell'autorizzazione generalizzata a tornare un po' bambini.
E ci sono artisti che sanno farlo.
Se siete a Torino, se programmate di passarci qualche giorno (dovreste proprio),

giovedì, dicembre 01, 2011

EquiLibrismi - Pazza per l'autore

Se Dio esiste, spero che abbia una scusa valida.
Oggi è il compleanno di Daniel Pennac.
I miei autori preferiti sono tanti. Tra quelli ancora viventi c'è lui.
I 10 comandamenti del lettore sono opera sua, così come quella meravigliosa invenzione della famiglia Malaussène e le vicende del sosia del sosia di un dittatore in "Così è la vita"

Calendario dell'avvento. -24 - Filastrocche sotto l'albero

Ci ho scritto l'ultimo post. Ho un compleanno un po' "egocentrico". Mi piace giocarci.
Così, anche quest'anno, parto con il calendario dell'Avvento. Il mio.
Primo giorno, una filastrocca di Rodari (che esiste anche in versione di racconto lungo).
Buona lettura

Il pianeta degli alberi di Natale

venerdì, novembre 25, 2011

L'annosa questione del mio compleanno

Succede sempre. Vado orgogliosa della mia data di nascita e capita spesso che la sveli.
Così ogni volta che dico di essere nata il 25 dicembre sorgono 2 domande. A una è semplice rispondere.
1 - il 25? Il giorno di Natale?! (Sì, l'ultima volta che ho controllato erano ancora coincidenti)
2- Ma quindi, un regalo solo? che sfiga?

venerdì, novembre 18, 2011

EquiLibrismi - Titoli che non stanno bene su tutto

Non so se anche voi siete mai stati malati, costretti a letto e avete iniziato a fare zapping. 
Nonostante il digitale terrestre la mattina in tv non c'è nulla. Così Real Time ha gioco facile nel rapirvi e tenervi incollati ai suoi programmi.
Tra questi c'è "Cortesie per gli ospiti", programma a cui partecipano 2 coppie che a turno cucinano ospitando la coppia "avversaria" e i 3 giudici.
Ecco. Io non so chi abbia scelto il titolo del format, ma è lo stesso di un libro di Ian McEwan. 

Musica per Ipod caldi

Questo post nasce da un "EquiLibrismo". Ieri ho iniziato "Sono contrario alle emozioni" di Diego De Silva. 
Vincenzo Malinconico, il protagonista, ha una smodata passione per la musica leggera anni '70 e nel suo lettore mp3 maschera canzoni di Peppino Di Capri in mezzo a jazz ed altra musica "di qualità". 
Ieri sera ho preso il mio ipod e ho controllato cosa c'è nascosto tra le altre canzoni.

giovedì, novembre 03, 2011

EquiLibrismi- Cosa sono le nuvole

"Quando penso a Pasolini, a come agiva rispetto alla società,
 alle cose, mi stimo molto poco" 
(Massimo Troisi)


A volte EquiLibrismo è anche quel filo che collega le arti. Scrittura, cinema, musica.

martedì, novembre 01, 2011

Scenografia della comunicazione

Disclaimer: questo post parla di comunicazione e di politica. 
E può darsi che io non capisca nulla di nessuna delle due. 


Questo è stato il week-end di Matteo Renzi. Dopo un anno è tornato alla Leopolda e in questo week-end è stato impossibile ignorarlo. E' stato il week-end della scenografia della comunicazione. Dimostrazione di come, spesso, lasciamo che sia il contorno ad affascinarci, rendendoci disponibili a soprassedere su contenuti. Ecco perché qui entro poco nei contenuti e più sulle scelte di comunicazione e su alcuni "buchi"

mercoledì, ottobre 26, 2011

Ma che disatro...

... io mi maledico, ho scelto te, una donna, per amico....

Battisti non è stato il primo, né l'ultimo a cantare l'amicizia tra i 2 sessi. Tra le righedel testo ("la gelosia non è lecita") si legge l'eterno dilemma: "Esiste l'amicizia tra uomo e donna".


giovedì, ottobre 20, 2011

La cattura di Gheddafi

Gheddafi é stato catturato mentre aspettava il bus oggi a Roma... ha passato così tanto tempo alla fermata che i carabinieri sono passati, si sono detti "Ma.... è lui?", sono tornati indietro, lo hanno riguardato rallentando si sono detti "cazzo, mi sa che è lui", hanno chiamato un'altra pattuglia per chiedere conferma. Anche questi altri 2 si sono detti "ma è lui?", e sono tornati indietro a controllare, si sono fatti mandare una foto recente dalla centrale. Si sono organizzati ed è stato catturato.
E tutti quelli fermi ad aspettare il bus hanno pensato "i soliti privilegi della casta, noi aspettiamo ore il bus e questo viene portato via pure col lampeggiante"

sabato, ottobre 15, 2011

EquiLibrismi - Festeggiando Calvino

Il «tuo» classico è quello che non può esserti indifferente 
e che ti serve per definire te stesso in rapporto 
e magari in contrasto con lui.
 Italo Calvino. Lezioni Americane

Oggi sarebbe stato il compleanno di Calvino. Google lo festeggia a modo suo, con un Doodle ispirato alle Cosmicomiche. Io con 2 incipit.
E per voi, qual è il più bello di Calvino?

giovedì, ottobre 06, 2011

mercoledì, ottobre 05, 2011

Wikipedia si oscura

Una legge rischia di rendere impossibile il lavoro portato avanti in questi anni da Wikipedia. E la popolare enciclopedia online si oscura

venerdì, settembre 23, 2011

L'amara tazzina

Non so se sia il percorso dei più o è stato solo il mio. Ma il mio incontro con il caffè amaro è stata una lunga strada. Passata dal primo periodo in cui bevevo caffè, quando anche 3 cucchiani di zucchero mi sembravano non bastassero a renderlo dolce, al caffè con un po' meno zucchero, ma macchiato caldo, al mio classico cucchiano e mezzo, con una predilizione per lo zucchero di canna o il miele.

giovedì, agosto 25, 2011

Quel nanetto dispettoso

No, non si parla né del Pres. del Cons. né di Brunetta (del nano glielo ha dato Bossi, non io. N.d.A per evitare querele ;)).

Il nanetto dispettoso in questione è quello che nella mia famiglia, situata a Bologna ma pugliese di madre e padre, viene chiamato "Lo scazzamuridde". Ora, la scrittura esatta sono quasi certa che non sia questa, ma la descrizione è di un figuro dispettoso che ti nasconde gli oggetti e poi li fa riapparire.

venerdì, agosto 19, 2011

EquiLibrismi - letture estive

Estate, vacanze, sole e mare... il mio periodo d'oro per la lettura.
Due settimane di vacanze sono volate, e con loro 4 libri. Anche se poi, come sostiene, Giulia, in spiaggia non si riesce a leggere un granché. Tra bambini urlanti, genitori che urlano ancora più dei bimbi, e le storie di vita dei bagnanti che si mettono di mezzo alla tua lettura.

sabato, agosto 06, 2011

Ma l'anno finisce ad Agosto?

Ed eccole, arrivano. 2 settimane di ferie. Un anticipo l'avevo avuto a luglio. Ma queste sono quelle "vere". Quelle che in realtà chiudono l'anno. Perché, diciamolo, l'anno finisce veramente quando fai le vacanze estive.

giovedì, agosto 04, 2011

Quando i ringraziamenti sono veramente calorosi

Allora, una settimana fa la stazione Tiburtina è quasi andata a fuoco. Vigili del fuoco, F.S. tutti impegnati a limitare i danni per i passeggeri.
Ora che le cose sono tornate alla normalità l'ufficio stampa FS decide di diramare un comunicato in cui si scusa con i passeggeri e ringrazia chi si è adoperato per ripristinare la normalitò
E non trova di meglio che inviare.... Un caloroso grazie.



martedì, agosto 02, 2011

2 agosto 1980, un dolore senza verità

Tutti noi bolognesi nati dopo il 2 agosto 1980 lo sappiamo, per un motivo o per un altro abbiamo rischiato di non esserci. Spesso i nostri genitori ce lo dicono "Io andavo tutti i giorni in stazione a prendere il giornale" o "io dovevo partire quel giorno, poi sono partita qualche giorno prima (o ha posticipato la partenza)". Insomma, come in molte altre città a stazione non è solo un luogo di partenze, è anche uno snodo della vita quotidiana. E così è a Bologna.

giovedì, luglio 28, 2011

Volevo esserti di peso

Vi è mai capitato? Un periodo in cui una strana sensazione si impossessa di voi. Non capite cosa sia e come descriverla. Poi, improvvisamente, quasi a tradimento, la trovate scritta nelle parole di una canzone. E' lì, è quello che vi tormentava. Ora che ci sono le parole la posso tollerare e vivere meglio.

"Senza nessuno che ti giudica nessuno, intendo, che ti sgrida e si preoccupa.
Sarà senz'altro tutto molto più leggero,
ma sei sicuro che sia meglio per davvero?"

martedì, luglio 19, 2011

Amore sugli scogli

Chi è abituato ad andare al mare sugli scogli lo sa, ci sono regole. Mai entrare se il mare è troppo mosso, o quando esci rischerai una frittata di viso e cozze patelle, attento a dove metti i piedi, alcuni scogli sono estremamente scivolosi e altri sono ricoperti di ricci. E poi ci sono i tuffi. Croce e delizia. I tuffi dagli scogli sono emozionanti ma rischiosi. Un salto più corto o più lungo fanno la differenza, uno scoglio sott'acqua che non ricordavi lì. O una spanciata. Ma i tuffi sono emozioni. C'è da salire fino al "trampolino" di roccia, la vista sulla distesa di blu, c'è il salto nel vuoto. Poi giù, ti aspetta l'acqua, ti risucchiato per poi farti risalire a galla.
Mi è venuto da pensare, boh, forse è come quando ci si innamora. L'euforia della salita, il salto nel vuoto nel fidarsi totalmente dell'altro. E poi quando tutto finisce il risucchio nell'acqua. Che però poi ti rispedisce a galla. Pronto per ricominciare.
Oggi c'era un piccolo tuffatore, 11 anni,forse. Arrivato in alto, prima di tuffarsi, ha cercato di attirare l'attenzione di Ilaria. Ha urlato il nome una decina di volte, poi visto che lei non si girava ha cercato l'amico "Simone, Simone, dì all'Ilaria di girarsi. Simone, Simone!! " cosi per altre 5 volte.  Poi vinto dalla fila che si creava dietro di lui si é tuffato. Tornato a riva ha sperato che la sua bella lo avesse visto "Ilaria, hai visto il mio tuffo??! ", sorride chiudendo gli occhi per il sole. Ilaria lo guarda, sorride e risponde: "no, mi stavo baciando con Simone "


martedì, luglio 05, 2011

Equi_librismi - titoli

Pomeriggio, inverno parmigiano (quindi a Parma, non inverno formaggioso), interno libreria. 3 ragazze si sparpagliano cercando tra i titoli il libro che si porteranno a casa e fermandosi insieme ogni tanto a commentarne (o demolirne) qualcuno.
Poi, si ritrovano davanti al ripiano dei gialli. Alcuni libri sugli scaffali altri su un piano, autori vari, le proposte.
Nasce un gioco, unendo i titoli di alcuni libri, si trovano a creare l'incipit di un nuovo racconto.
Faceva, piú o meno, cosí:

"In un luogo incerto, nei boschi eterni, un po' più in lá sulla destra, chi é morto alzi la mano".

All'epoca non ci feci caso, ma l'altro giorno, in libreria, ho trovato tutti i titoli sotto la stessa autrice. Fred Vargas.
Ok, è destino che io la legga.

p.s. la frase è stata anche modificata in "In un luogo incerto, nei boschi eterni, un po' più in lá sulla destra, vedi di non morire". Tanto per variare l'autore


venerdì, giugno 17, 2011

EquiLibrismi - Disordine in libreria

Ok, lo ammetto, l'ho fatto. Ieri ero in libreria, avevo 2 libri in mano, decisa a comprarli.
Poi squilla il telefono e chiacchiero un poco. In quella libreria prende solo in un punto, quindi quando la linea è caduta mi sono affrettata ad uscire per evitare di piantare radici nel reparto cd di fronte alla collezione di Gigi D'Alessio, e poter chiacchierare all'aria aperta.
Ero di fretta e ho deciso di non fare la fila per pagare e di rimandare l'acquisto. Così abbandono "Superwoobinda" e "La sovrana lettrice" su uno scaffale a caso nel settore viaggi, uscendo di fretta,
Sì, sono una disordinatrice da libreria. Ma lo faccio sempre pensando che poi, chissà, magari passerà qualcuno che a quel libro non ci pensava proprio, che davanti allo scaffale di quell'autore non ci sarebbe passato, e invece, grazie al mio disordine, se ne innamorerà.... Pie scuse di una disordinatrice incallita
Però.... poi succede che ci sono libri che decidi che "devi" avere. Così oggi sono tornata.
Vado dritta verso lo scaffale dell'autore ma.... quel libro non c'è. Vado al pc a disposizione dei clienti e cerco, il terminale dice che qualche copia c'è. Giro tra le esposizioni. Ma nulla. Vado dove l'ho abbandonato. Niente. Non c'è.
Non paga provo a fare la vaga con l'addetto, chiedo notizie del libro. Anche a lui risulta qualche copia cerchiamo. Nulla.
Io vorrei dirgli "Guardi, ieri c'era io poi l'ho abbandonato al piano di sopra". Ma ho timore di un rimbrotto, d'altronde il commesso stesso, con aria rassegnata mi dice: "Provi domani, magari qualcuno lo ha lasciato da qualche parte e tra un po' un collega lo rimetterà sugli scaffali. Mi spiace".
E io mi sento un po' in colpa uscendo col mio sacchetto, vorrei dirgli che anche io sono colpevole di quel crimine. Ma pago il reato uscendo senza il libro che ora, lo so, mi tormenterà finché non lo comprerò.

giovedì, giugno 09, 2011

EquiLibrismi - Leggere con lentezza

4 mesi senza libri. O quasi.
Sì, strano a dirsi, ma in 4 mesi e mezzo ho finito 2 libri.
Perché? Forse perché quando lavori con certi ritmi (leggasi senza sosta e con una media di 14 ore al giorno...) la sera (leggasi notte) quando finalmente rientri e ti poggi sul letto... beh, a fatica vedi il cuscino, figurarsi quel minimo di concentrazione per leggere.
Poi, però, capita che sull'onda di un'antica abitudine, appena esce il libro del tuo autore preferito corri a comprarlo e una volta in stanza lo apri. E non c'è stanchezza che regga, ne divori un terzo prima di addormentarti, e nel giro di 2 giorni lo hai finito. E lì, riprendi. E riapri il libro che ti ha accompagnato per due mesi senza riuscire a finirlo, e ti dai tempo. Per leggere con calma.
E in questa lentezza un pezzetto ti entra in testa...

"Sono convinto che le persone davvero libere, uomini e donne, che sono capaci di concedere e cedere a tentazioni, che vivono passioni e amano il sesso, per la maggior parte sono belli che sono diventati belli, che hanno acquistato una loro bellezza, alle volte anche oggettiva, ma che non sono nati così, erano brutti (o quantomeno: non belli) e hanno faticato e sofferto da bambini o adolescenti e adesso è rimasto loro dentro quel desiderio di rivalsa, di riscatto, come se la bellezza così come è apparsa possa svanire e devono approfittarne per conquistare e godere. A me sembra di essere stato così, e di aver incontrato e amato e desiderato soltanto persone così."
 – Francesco Piccolo, La separazione del maschio, Torino, Einaudi, 2008


Perché a volte bisogna saper leggere con lentezza.

sabato, maggio 28, 2011

.... il meglio sta arrivando

Qualcuno si stupisce quando racconto della fatica che sto facendo a ripartire da Torino. Sono solo 4 mesi, in fondo.
Sono volati. Faticosi, esaltanti, stancanti, allegri e intensissimi. Se mi fermo, mi sembra siano passate 2 settimane da quando ho imbarcato la mia valigia rossa a Roma per volare a Torino.

sabato, maggio 21, 2011

Elenco delle cose fatte per amicizia (e ricevute)

- Consigli richiesti
- Consigli non richiesti
- Una spinta verso una nuova avventura
- Una mano tesa per non cadere (sia in senso metaforico che fisico)
- L'insistenza nel farti leggere un libro per fartene innamorare
- La compagnia di lunghe chiacchierate guardando il cielo
- Una seduta di "analisi" al costo di un panino
- Un bernoccolo
- Mille risate
- La voglia di restare ore a dire cazzate senza senso, solo per ridere ancora
- I ricordi dell'infanzia
- Le cose che non conoscevi
- Ore al telefono ad ascoltarti parlare solo dei tuoi problemi.
- Ore al telefono passate ad ascoltarli parlare solo dei loro problemi
- Un paio di orecchini "preziosi"
- "Avanti, spara, dimmi tutto" come unica frase per accogliere il tuo fiume di parole
- "é uno stronzo", a priori
- "al rogo le .... " (il colore di capelli della "stronza" di turno)
- Qualche minuto in più a piedi per restare a parlare
- Sms rincuoranti
- Elogi non richiesti ma veri
- Nomignoli fantasiosi e affettuosi
- Una famiglia adottiva in una città non tua
- Un sorriso senza motivo che ti solleva il morale
- Un'agenda per essere con te tutto l'anno
- Fare l'alba per ascoltarti parlare

martedì, maggio 17, 2011

Piccolo, spazio, pubblicità

Nulla, sono tempi duri.
Il tempo per aggiornare il blog manca... si accumulano post su post nella mia testa e sulla mia Moleskine. Prima o poi troveranno la via per i Bit.
Intanto trovo un minuto per segnalare il blog interessante di un amico. Caffeinomani. Come non potrei segnalarlo io??
Esco, vado a prendere un caffè

sabato, aprile 23, 2011

Illusioni


.
Passeggiando nella nebbia
Originally uploaded by framino
Penso di poter disporre del mio cuore. Poi ogni volta che manchi, ogni volta che mi sorridi.... capisco che non è così


p.s. No, non sto leggendo Moccia.

giovedì, marzo 24, 2011

Elenco (parziale) delle cose più o meno stupide, che una donna innamorata fa


- Abbassarsi l'età
- Alzarsi l'età
- Aspettare ore in strada sotto la pioggia, senza ombrello
- Alzarsi all'alba per prendere un treno che porta da te e tornare a casa a notte fonda
- Scrivere lettere che non manderò
- Mandare lettere che non avresti dovuto
- Chiamarti senza avere un motivo preciso
- Dormire poco per guardarti dormire
- Seguirti per fingere di incontrarti
- Sognarti
- Lasciarti partire
- Salire su un tetto pur soffrendo di vertigini
- Nuotare per ore per dimenticarti
- Non dimenticarti
- Scrivere il tuo nome nei cuoricini
- Avere gli occhi a forma di cuoricini
- Passare giorni a guardare il telefono per imporgli di suonare
- Addormentarsi serena dopo un sms della buonanotte
- Sorridere appena sveglia per un sms del buongiorno
- Ringraziare le lezioni di letteratura perché so scrivere sms romantici
- Essere l'altra
- Fare sorrisi ebeti
- Stare una notte al freddo per guardare le stelle
- Una notte sugli scogli
- Fare uno sport per vederti
- Canticchiare felice allo specchio di lunedì mattina, perché ti vedrò
- Imparare ricette speciali, solo per te
- Lasciarmi prendere in giro
- Imparare a stare sui tacchi
- Scoprire il proprio lato "bimbaminkia"
- Ascoltarti parlare per ore di cose che non conosco, ma che ti fanno brillare gli occhi
- Scoprire che è bello, ogni volta, innamorarsi


Alzi la mano chi non ha fatto per amore cose che, viste col senno di poi, risultano assolutamente stupide.
Se sei il ragazzo per cui le ho fatte, se sei l'amica che mi ha visto farle.... taci, che mi sono già sputtanata da sola.

sabato, marzo 19, 2011

EquiLibrismi - Educazione

Me lo hanno insegnato fin da piccola: "A tavola non si legge!". Via i libri, giornali e altro.
Fino ad oggi ho sempre pensato che fosse una questione di bon ton, Galateo, del dimostrarsi disposte alla conversazione con gli altri commensali...
Ieri sera ho deciso di fregarmene del bon ton, e mentre ero al ristorante da sola a cena, per spezzare la noia e la solitudine (sì, quadretto decisamente triste, me ne rendo conto. Ma in questo momento sono sprovvista di cucina e sono in "terreno straniero", quindi la cena al ristorante è la norma) ho deciso di aprire il libro e leggere.
Ebbene, ho finalmente capito perché non si deve leggere a tavola.
Perché ti si macchia la pagina di sugo.

mercoledì, febbraio 23, 2011

EquiLibrismi - Tristezze stanche

A Torino la luna è piena. Illumina la mia strada mentre, nervosa e stanca mi avvio verso una cena solitaria, per poi salire in camera.
Niente Tv stasera, malumore e occhi stanchi mi scoraggiano. Accendo la luce del comodino, basta quella per il mio umore e per me,  metto un po' di musica (santo Bollani, subito) e apro il libro.
Il mio toccasana, la mia panacea. Mi tuffo nelle pagine di  Soriano. "Triste, solitario y final". Che, per fortuna di triste ha ben poco, perché, come sostiene un mio amico, le mie labbra non sono fatte per tenere il broncio.

lunedì, febbraio 14, 2011

Difficili decisioni

Ci metto sempre un po' a prendere certe decisioni.
Per me è difficile. Difficile ammettere di essermi sbagliata su qualcuno, difficile ammettere di aver accordato la mia fiducia per tanto tempo a chi, evidentemente, non se la meritava, difficile averci condiviso pensieri, tristezze e sorrisi.
Poi arriva il punto di non ritorno, quello in cui non puoi più fare altrimenti. Quel punto, a me, fa male.
Così ieri ho avuto bisogno di una candela, un bicchiere di Aglianico e una pizza. Per stare con me, per scrollarmi di dosso il cattivo umore e ritrovare il mio sorriso.
Perdere un'amicizia fa male, ma è peggio circondarsi di chi non merita tutto quello che tu dai in un'amicizia.
Sadness.

sabato, gennaio 22, 2011

EquiLibrismi - La valigia sul letto....

... É quella di un lungo viaggio.
"da martedì vai a Torino", dice. L'ipotesi c'era, ma si é concretizzata solo giovedì. Così ora mi trovo con una valigia aperta da riempire del necessario per, minimo, 2 mesi. Guardo la libreria, e penso: chi mi porto? Lo so, anche a Torino esistono delle librerie, ma non so se e quando avrò il tempo di andarci. Meglio portare un po' di "materiale". Allora: "le mille e una notte" (che leggo a rate, un po' alla volta); "la versione di Barney"; "pastorale americana"; "acciaio". Direi che bastano. Ma sarà il caso di portami un paio dei miei libri preferiti, per i momenti di nostalgia? Qualche consiglio di lettura a tema torinese?

martedì, gennaio 11, 2011

Pier Luigi, quando mi chiami?


Qualche sera fa a Roma hanno aggredito Mario Adinolfi. Un casco in faccia da un ragazzino. Mi spiace, ma come mi spiace per ogni persona che conosco o meno e che mi racconti di aver subito un'aggressione. 
Chiariamo le cose. No, non è un'aggressione politica. Sicuramente quel sedicenne non ha guardato Agorà quando Sallusti si è augurato che qualcuno menasse Adinolfi, che quasi certamente non ha rivisto la cosa su Blob né è andato a cercarla su youtube.
E' stato aggredito perché a volte succede che si incontrino dei pirla per strada che reagiscono ad un tuo vaffanculo (a volte reagiscono anche al tuo silenzio. Sono pirla e basta).
Per questo ieri ho trovato fastidioso questo passaggio della sua nota in cui annuncia l'individuazione del suo aggressore:
"Magari se Pierluigi Bersani mi faceva una telefonata, invece di far fare a Di Traglia un comunicato di 139 caratteri (era pensato per Twitter?) la cui freddezza era imbarazzante per loro, m'avrebbe regalato un gesto d'affetto di cui forse ieri avevo bisogno, dal segretario del mio partito."
(Tralasciando il commento che la nazista della grammatica che è in me farebbe sull'uso dei tempi verbali. "Magari se Pierluigi Bersani mi avesse fatto una telefonata" pare brutto?), c'è questo pretendere che il segretario del tuo partito ti chiami e criticare il numero di caratteri usati per esprimere la propria solidarietà.
Un mese fa sono stata "molestata" su un tram. Come Adinolfi ha fatto per la sua aggressione ci ho scritto un post.
Adinolfi fa parte dei "fondatori del PD". Io sul Partito Democratico ci ho buttato ore ed ore di volontariato e passione. La differenza tra noi due è che io non sono famosa. Ma a 'sto punto, visto che è anche il mio di partito, sarebbe toccata di diritto anche a me una telefonata da Bersani e un comunicato di stampa di almeno 138 caratteri da poter mettere su twitter. 
Onestamente, quando è successo a me ho scritto un post per sfogarmi e anche le due sillabe di un amico o di uno sconosciuto che è passato per il web mi hanno fatto piacere. 

domenica, gennaio 02, 2011

Il mio augurio

Ci siamo, siamo sbarcati nel 2011. L'overdose di pandori, cioccolata e torroncini non termina ancora, ma mentre preparo la valigia per tornare a Roma, e spero che ci stia tutto, voglio fare a chi passa di qui i miei auguri.
Di solito su Facebook, in questo periodo, girano immagini molto natalizie per augurare un buon anno. Io ho deciso di fare gli auguri con un'immagine che di natalizio non hanno nulla, ma che sono un augurio e un "piccolo" aiuto.
Per non perdersi in un bicchiere d'acqua, due piccole barchette di noci, che vi traghettino sulla riva e vi diano modo di ripartire.
Buon Anno!