domenica, ottobre 31, 2010

EquiLibrismi - Libro Vs Film

Ok, è venuto il momento di affrontare l'annosa questione. Un ever green delle discussioni.
"Meglio il libro o il film?" O meglio: "Il film è bello quanto il libro?", perché diciamolo, dei libri che amiamo non saremo mai disposti a dire che il film possa essere meglio, al limite è bello, ma meglio del libro.... NO!
Per me parte del problema sta nei protagonisti. Ovviamente quando leggo io mi creo un mio ritratto dei personaggi e non è detto che sempre gli attori li rispecchino.
Vedere sullo schermo Solfrizzi che interpreta l'avvocato Guerrieri di Carofiglio è stata una fulminazione. Perché lo trovo perfetto, è esattamente quello che avevo immaginato.
Oppure ci sono personaggi che conosci prima sullo schermo e poi su carta. E non riesci a crearti una tua immagine, l'attore interferisce sempre (ed è una cosa che mi infastidisce, per quanto trovi perfetto Zingaretti come Montalbano, ad esempio).
Ho sempre amato costruire i personaggi nella mia testa, mentre leggo. Per questo non amo leggere i libri dopo averne visto la trasposizione cinematografica. Sono irrimediabilmente legati agli attori del film. Magia rovinata.
E poi ci sono film che sono belli come il libro perché sono totalmente diversi. Per me è il caso di "L.A. Confidential". Il film rispecchia le ambientazioni, il clima del libro... Ma sono diversi. Quando mi sono trovata a leggerlo, dopo aver visto il film, alla fine ho avuto modo di ricostruirmi tutti i personaggi, tutte le situazioni con totale libertà, proprio per questa differenza col film.
Alla fine, al cinema, preferisco film che non siano tratti da libri, così da non dovermi arrabbiare con il regista, il produttore, l'attore e il bigliettaio del cinema. Perché a pensarci di film tratti da libri che mi siano veramente piaciuti non me ne vengono in mente.
Aiutatemi a trovarne!

mercoledì, ottobre 27, 2010

Bologna, candidato cercasi

Premessa: è possibile che io di politica non ne capisca nulla (parlerò di politica in questo post, se volete andatevene subito).
A Bologna in questi giorni si è ripresentato il problema del candidato sindaco. Eggià, perché a 2 anni dalla campagna elettorale conclusasi festosamente il 22 giugno 2009, e dopo oltre un anno di commissariamento, nella primavera del 2011 Bologna tornerà a votare per il sindaco.
Fino a due settimane fa il candidato del PD per le primarie di coalizione era Maurizio Cevenini. Poi problemi di salute hanno interrotto la sua corsa proprio ai blocchi di partenza.
Così ora dalle pagine dei giornali escono le ipotesi più fantasiose nel toto-candidature. Ovviamente salta di nuovo fuori il nome di Romano Prodi, tra gli altri. Mi auguro che venga il giorno in cui la sinistra italiana sappia dare nomi nuovi e non poggiarsi sempre sugli stessi. Per carità, massimo rispetto e ammirazione per Prodi, ma non lo si può "scongelare" ogni volta che siamo in difficoltà (oltre al fatto che si dovrebbe rispettare la sua scelta di anni fa di voler fare solo il nonno, per una volta che c'è qualcuno che sa dire addio alle poltrone e ritirarsi a vita privata).
Quello che piacerebbe a me? Un nome nuovo, davvero, un volto giovane e competente. Ma non un giovane tanto per dire preso e imposto dall'alto. Mi piacerebbe che fossero i giovani nel PD bolognese a farsi avanti, a portare avanti un loro nome. Forse si può fare di Bologna un cantiere in cui i giovani in politica dimostrino di non essere quelli che stanno lì piagnucolare pretendendo per sè delle poltrone e delle cariche (e ce ne sono, ohhh, se ce ne sono), ma che si facciano avanti, portando energie ed idee fresche in campo. Un modo, anche, per non lasciare che i giovani in politica siano solo quelli del grillismo. Ce ne sono tanti nei circoli PD di giovani, è il momento che abbiano e chiedano un'opportunità.
Ma io, forse, di politica non me ne intendo. Me ne torno di là, a leggere un libro

sabato, ottobre 23, 2010

EquiLibrismi - la grammatica e la fantasia (ricordando Rodari)

Non lo so se tutte queste cifre tonde gli sarebbero piaciute. Sta di fatto che in questo 2010 cadono i 90 anni dalla sua nascita (oggi), 30 anni dalla sua scomparsa e i 40 dalla consacrazione europea del premio internazionale Andersen. Tutto un po' troppo tondo, troppo perfetto per l'uomo che ha fatto della fantasia il marchio di fabbrica.
Ho già scritto dell'imprenscindibilità di Rodari, credo sia impossibile immaginare un bambino che non abbia mai sentito una sua filastrocca. Che non abbia imparato una regola grammaticale attraverso quegli strampalati nonsense.

Perché questo era Rodari, non la filastrocca zuccherosa per bambini. Ma le regole della grammatica insegnate attraverso il filtro della fantasia.
Io chiudo le parentesi perché non voglio far prendere il raffreddore alla parentesi rimasta aperta, e presto cura agli accenti per non mandare alla meta chi invece è appena alla metà, o far finire a Como le magliette da mettere nel comò.

Perché a me capita ancora di spiegare a uno dei miei cuginetti che l'apostrofo è la lacrima della lettera che se n'è dovuta andare. 
E ricordarsi che la grammatica non è solo un freddo insieme di regole, non può che essere un EquiLibrismo

venerdì, ottobre 15, 2010

EquiLibrismi - Blacklist

Autori di cui non comprerò e leggerò mai più un libro, quelli da cui giro alla larga negli scaffali della libreria:

- Alessandro Baricco
- Andrea De Carlo
- Giorgio Faletti
- Federico Moccia (a mia discolpa, ho letto 2 suoi libri, ma non li ho comprati, li ho letti in libreria)
-Melissa P. (vale il discorso fatto per Moccia)
- Paulo Cohelo (di cui non ho letto nulla, ma le frasi che girano bastano e avanzano a farmi danzare distante dagli scaffali)

....

Elenco in aggiornamento, ora mi vengono in mente questi.
I vostri?

domenica, ottobre 10, 2010

Breve cronaca di una breve trasferta

Breve racconto della trasferta milanese.
Partendo da un mio punto fermo. Io Milano non la sopporto. Non mi ha fatto nulla di particolare (oh vabbè, mi ci mollò un moroso alle superiori, ma nulla di non superabile), è che, semplicemente, a pelle non ci piacciamo.
Così la trasferta non poteva che avere inizio sul filo del fibrillante: "Si parte o no?", dubbio scioltosi solo verso le 2 di notte.
Ovviamente se voli verso Milano la mattina in cui inizia l'assemblea nazionale del PD sul volo ti troverai tra giornalisti e politici. Io ho viaggiato accanto al finestrino di emergenza nella fila dietro a Bersani (Pier Luigi) e divisa da un posto da D'Antoni e poco distante da Letta (il nipote, non lo zio). Roba che se fosse successo qualcosa e mi fossi impanicata ci si giocava mezza assemblea.

Nel momento stesso in cui l'aereo inizia l'atterraggio a me iniziano a bruciare gli occhi. Nel momento in cui tocchiamo terra mi viene mal di gola. Se non è odio questo!

Ora, al primo padano leghista che mi viene ad enunciare l'efficienza del Nord giuro che gli tiro un calcio sugli stinchi. L'efficientissima collega (mezza romana, in parte siciliana e pure un po' rumena) aveva contattato il giorno prima l'albergo per avere la navetta che da Malpensa ci portasse nelle sperdute lande in cui si trovano loro. Tutto ok, si sono pure presi il numero del volo, per essere sicuri di non perderci. Usciamo e della navetta non c'è traccia. Aspettiamo 10 minuti e poi chiamiamo... ci dicono che arriva, che ci sarà un po' di traffico. Iniziano così 90 lunghi minuti scanditi dalle telefonate (e dal pensiero di dirottare la navetta di un altro albergo). In questi 90 minuti scopriamo anche che i tassisti milanesi si rifiutano di portarti in un posto troppo vicino, perché non gli conviene....
Alla fine scopriamo che la navetta che avevamo prenotato è stata presa da altre persone e che per un'ora e mezza ci hanno allegramente burlato. Per fortuna sembra che il nostro albergo sia abbastanza distante dall'aeroporto per poter usufruire di un taxi.
Arrivati non resta che scoprire la qualità dell'albergo (immerso nel nulla e nel niente, vista la zona) in cui ci hanno messi.
Bene, la signora mi porta nella mia stanza (la 002) che da fuori sembra più un box per auto. Tipo nei film americani. All'esterno, con spazio per parcheggiare davanti alla porta...
Entro, la stanza è molto bianca, con sedie in stile molto post-moderno... calici su un comodino e un tv ldc  bello grande. Mentre la signora mi avverte che c'è "una porta antipanico che sembra aperta ma non lo è", io mi accorgo di un grande specchio accanto al letto, di una fotografia di "nudo artistico" sulla testiera del letto e un grande specchio pure sul soffitto... il bagno ha una parete (quella verso il letto e il relativo specchio) di vetro opaco.
Apro la porta che "sembra aperta ma non lo è" (credo che il significato fosse che si apre solo dall'interno), e vedo che dà su un'uscita posteriore....
A questo punto di dubbi sul tipo di frequentazioni abituali di questo hotel non ce ne sono molte. Ma come dirà qualcuno, giustamente, più tardi: ma in mezzo a tutto questo nulla, dopo 3 minuti non ti annoia e non viene a fare un po' di sano scambismo?
Però la connessione wi-fi va che è una scheggia (che sia per permettere di vedere youporn al meglio? o per fare video in streaming?). Però ho degli accappatoi morbidissimi e dell'ottimo bagnoschiuma nel bagno (di un colore tra il rosso e l'arancione e con luci soffuse).
C'è poco tempo per rilassarsi, giusto per scoprire che lo struccante per occhi si è aperto in borsa e ha rovinato metà dei trucchi. Si va a lavorare. Rosy Bindi apre i lavori dell'assemblea. Ma pure a lei Milano non dev'essere particolarmente simpatica. Dopo poco la voce inizia a calare. E così Rosy parla con la voce di Paola Concia.
La regia è un filo didascalica. Letta parla di integrazione e immigrazione, dei bambini di oggi che vanno a scuola, fanno merenda, giocano e fanno i compiti con altri bambini, magari di paesi e culture diverse.... e Sbam, sul maxi-schermo chi ti inquadrano? Touadi.
Intanto il mio occhio inizia a bruciare e lacrimare seriamente, così cono costretta a togliermi una lente ed avendo lasciato gli occhiali in albergo, giro per mezza giornata vedendo a metà e facendo l'occhiolino a tutti. Ma la strategia non ha funzionato, non ho trovato marito.

Ribadisco che oltre a non essere organizzatissimi i milanesi sono pure un po' stronzetti. Arrivati a sera, al momento di rientrare in albergo troviamo una navetta. Ma scopriamo che è solo per i giornalisti. Quindi noi, poveri affaticati che ci occupiamo del sito web ma non abbiamo il tesserino (e non lavoriamo per una testata esterna al PD), ci attacchiamo. O meglio, pur avendo un po' di posti disponibili sulla navetta, che va al nostro albergo, il gentile signore è disposto a portarci con l'altra macchina. Ma a pagamento. A questo punto ci vado a piedi, piuttosto. Saranno 10 minuti, peccato ci sia uno stradone di mezzo. Così chiamiamo un taxi. Che ci costa 19 euro, di cui 4 di corsa effettiva. Il resto era già lì sul tassametro quando siamo saliti.
Passo la notte sentendo porte che si aprono e si chiudono. E visto il luogo c'è poco spazio per l'immaginazione.
Per la gioia di Ivana posso dire di essere riuscita a fare un disordine infernale in stanza pur avendo solo il necessario per un giorno... ma c'è dell'arte e dell'allenamento nel mio disordine.

Per i fan del genere. Nel PD ci sono Fassino e Fassina, Bianco e Bianchi, l'altro Letta.... ma io ho visto pure un delegato che è Civati con 20 anni di più.

Bersani inizia a parlare e io giuro di aver sentito: "Cari deficienti". M'è venuto un coccolone. Va bene essere dei sinceri democratici. Ma così era un po' esagerato.
Per la seconda assemblea nazionale di seguito mentre fotografo il discorso del segretario qualcuno mi tocca il sedere, cosa che fa il paio col "collega" milanese che ci ha tenuto a fare un paio di battutine senza doppi sensi, ma con uno solo, su di me impegnata a cambiare l'obiettivo, viso che si trattava dello zoom...
Informo che dopo 3 anni con l'occhio nel mirino queste battute lasciano il tempo che trovano, e inquadrano il soggetto come un pirla. alla milanese.

Malpensa Fiere è un posto schifato pure dai tassisti. Ho aspettato un taxi 20 minuti, dopo aver chiamato 4 compagnie diverse.... Nel frattempo ho assistito al corteo di persone che arrivavano e chiedevano di poter assistere all'assemblea.... 2 ore dopo la sua chiusura. Quando io o il custode gli dicevamo: "è finita alle 15" loro ribattevano: "Ma dice 8 e 9 ottobre!". Forse si aspettavano che facessimo un rave, o che andassimo avanti ad oltranza fino a mezzanotte. Il concetto di "programma", questo sconosciuto.

Finalmente incontro un tassista gentile, che mi accompagna alla stazione di Gallarate chiacchierando di politica (non è leghista e non è del pdl...) di donne che vanno con uomini improponibili (Tulliani con Gaucci e la Gregoraci con Briatore) e mi racconta che ogni tanto qualche ragazza prova a concedersi pur di non pagare la corsa (a distanza di un giorno mi sovviene un dubbio.... ci stava provando?). Mi fa pure lo sconto di 3 euro.

Quando finalmente mi accascio sul mio posto in treno sogno solo un po' di pace, poter guardare fuori dal finestrino e rilassarmi. Ma mi ritrovo accerchiata da persone al telefono che parlano senza sosta. Poi nei posto accanto si alternano: la famiglia milanese più chiassosa del mondo (ed erano solo in tre) appassionata di fitness, che a Bologna cede il posto a due ragazze che ci hanno tenuto ad aggiornare lo scompartimento sulle loro conquiste e non solo, che scese a Firenze sono state sostituite da una coppia inglese in cui lui parlava a non finire a voce alta e lei o non lo guardava facendo altro o continuava a dirgli: "Shut up!". Insomma, i posti accanto a me erano più trafficati delle stanze in cui ho dormito a Milano.

In tutto questo, però a Bologna ho recuperato il mio nuovo telefonino. Da oggi sono un'androide

venerdì, ottobre 01, 2010

Cose che succedono se.

A volte basta ricordarsi che oggi è "una anno da..." o guardare un servizio televisivo su una particolare situazione, per mettere in moto le rotelle del cervello e dare il via ad un progetto.
Ti trovi sui siti di offerte per i voli. contatti persone. Immagini come e cosa fare.
Con la fotografia accade anche questo.