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mercoledì, febbraio 29, 2012

Un pirata piccolo piccolo

Le dittature esistono anche perché dei popoli le hanno permesse,
 i dittatori non nascono dal nulla, ma da contesti “favorevoli” 


Vi siete mai chiesti cosa significhi compiere gli anni il 29 febbraio? è la base del romanzo di Amara Lakhous: "Un pirata piccolo piccolo".
 L'autore di "Scontro di civiltà per un ascensore in Piazza Vittorio" racconta che l'idea per il romanzo viene dal fratello minore, Hamid: «Chi nasce il 29 febbraio vive il tempo in un modo davvero strano: salta da 4 a 8, da 8 a 12, e così via».

venerdì, agosto 19, 2011

EquiLibrismi - letture estive

Estate, vacanze, sole e mare... il mio periodo d'oro per la lettura.
Due settimane di vacanze sono volate, e con loro 4 libri. Anche se poi, come sostiene, Giulia, in spiaggia non si riesce a leggere un granché. Tra bambini urlanti, genitori che urlano ancora più dei bimbi, e le storie di vita dei bagnanti che si mettono di mezzo alla tua lettura.

sabato, agosto 06, 2011

Ma l'anno finisce ad Agosto?

Ed eccole, arrivano. 2 settimane di ferie. Un anticipo l'avevo avuto a luglio. Ma queste sono quelle "vere". Quelle che in realtà chiudono l'anno. Perché, diciamolo, l'anno finisce veramente quando fai le vacanze estive.

martedì, luglio 05, 2011

Equi_librismi - titoli

Pomeriggio, inverno parmigiano (quindi a Parma, non inverno formaggioso), interno libreria. 3 ragazze si sparpagliano cercando tra i titoli il libro che si porteranno a casa e fermandosi insieme ogni tanto a commentarne (o demolirne) qualcuno.
Poi, si ritrovano davanti al ripiano dei gialli. Alcuni libri sugli scaffali altri su un piano, autori vari, le proposte.
Nasce un gioco, unendo i titoli di alcuni libri, si trovano a creare l'incipit di un nuovo racconto.
Faceva, piú o meno, cosí:

"In un luogo incerto, nei boschi eterni, un po' più in lá sulla destra, chi é morto alzi la mano".

All'epoca non ci feci caso, ma l'altro giorno, in libreria, ho trovato tutti i titoli sotto la stessa autrice. Fred Vargas.
Ok, è destino che io la legga.

p.s. la frase è stata anche modificata in "In un luogo incerto, nei boschi eterni, un po' più in lá sulla destra, vedi di non morire". Tanto per variare l'autore


venerdì, giugno 17, 2011

EquiLibrismi - Disordine in libreria

Ok, lo ammetto, l'ho fatto. Ieri ero in libreria, avevo 2 libri in mano, decisa a comprarli.
Poi squilla il telefono e chiacchiero un poco. In quella libreria prende solo in un punto, quindi quando la linea è caduta mi sono affrettata ad uscire per evitare di piantare radici nel reparto cd di fronte alla collezione di Gigi D'Alessio, e poter chiacchierare all'aria aperta.
Ero di fretta e ho deciso di non fare la fila per pagare e di rimandare l'acquisto. Così abbandono "Superwoobinda" e "La sovrana lettrice" su uno scaffale a caso nel settore viaggi, uscendo di fretta,
Sì, sono una disordinatrice da libreria. Ma lo faccio sempre pensando che poi, chissà, magari passerà qualcuno che a quel libro non ci pensava proprio, che davanti allo scaffale di quell'autore non ci sarebbe passato, e invece, grazie al mio disordine, se ne innamorerà.... Pie scuse di una disordinatrice incallita
Però.... poi succede che ci sono libri che decidi che "devi" avere. Così oggi sono tornata.
Vado dritta verso lo scaffale dell'autore ma.... quel libro non c'è. Vado al pc a disposizione dei clienti e cerco, il terminale dice che qualche copia c'è. Giro tra le esposizioni. Ma nulla. Vado dove l'ho abbandonato. Niente. Non c'è.
Non paga provo a fare la vaga con l'addetto, chiedo notizie del libro. Anche a lui risulta qualche copia cerchiamo. Nulla.
Io vorrei dirgli "Guardi, ieri c'era io poi l'ho abbandonato al piano di sopra". Ma ho timore di un rimbrotto, d'altronde il commesso stesso, con aria rassegnata mi dice: "Provi domani, magari qualcuno lo ha lasciato da qualche parte e tra un po' un collega lo rimetterà sugli scaffali. Mi spiace".
E io mi sento un po' in colpa uscendo col mio sacchetto, vorrei dirgli che anche io sono colpevole di quel crimine. Ma pago il reato uscendo senza il libro che ora, lo so, mi tormenterà finché non lo comprerò.

sabato, gennaio 22, 2011

EquiLibrismi - La valigia sul letto....

... É quella di un lungo viaggio.
"da martedì vai a Torino", dice. L'ipotesi c'era, ma si é concretizzata solo giovedì. Così ora mi trovo con una valigia aperta da riempire del necessario per, minimo, 2 mesi. Guardo la libreria, e penso: chi mi porto? Lo so, anche a Torino esistono delle librerie, ma non so se e quando avrò il tempo di andarci. Meglio portare un po' di "materiale". Allora: "le mille e una notte" (che leggo a rate, un po' alla volta); "la versione di Barney"; "pastorale americana"; "acciaio". Direi che bastano. Ma sarà il caso di portami un paio dei miei libri preferiti, per i momenti di nostalgia? Qualche consiglio di lettura a tema torinese?

lunedì, dicembre 27, 2010

EquiLibrismi - I top del 2010 e consigli per l'anno nuovo

Colpita nell'orgoglio per non essere stata chiamata da Repubblica per i commenti sui libri da leggere nelle vacanze, mi vendico scrivendo un post che avevo comunque pensato di scrivere (tremassero all'Espresso).
Quindi ora vi dico (anche nel caso in cui non v'importasse nulla!) il mio personalissimo podio dei libri letti quest'anno.
- Zia Mame
- La pioggia prima che cada
- Ata Fedeltà

Con una menzione per "Cattedrale" di Carver e "Il grande elenco telefonico della Terra e pianeti limitrofi (Giove escluso)" di Gianluca Neri.
Mi rendo conto, che l'accostamento possa sembrare "azzardato" ma per motivi diversi sono libri che mi hanno appassionata e mi piace consigliare.

E ora, libri che voglio leggere nell'anno nuovo:
- "Pastorale americana" (iniziato ma perso per qualche mese dietro il letto)
- "Non avevo capito niente"
- "I terribili segreti di Maxwell Slim"
- "La versione di Barney"
- "Trilogia di New Yorik"
- "Momenti di trascurabile felicità"
- "Emmaus" (è una promessa, più che altro)

"Il vangelo secondo Biff", conto di iniziarlo in questi ultimi giorni dell'anno.
Poi, lasciamo un po' di spazio agli sfizi che varranno.

Consigli di lettura?
Oltre alla terzina citata e ovviamente tutti quelli che ho messo nello "zainetto" del 2011, aggiungo un'altra terzina:

- "La casa del sonno" di Coe
- I primi 3 libri della saga di Malausenne
- "Per l'amor di un Dio" di Marie Philips

Buone letture e buon anno. Se volete aggiungere consigli, sono ben accetti (Repubblica, rosica! ;))

venerdì, dicembre 17, 2010

EquiLibrismi - Diffidate dalle recensioni

Come ho già detto. I 10 diritti del lettore di Pennac per me sono legge.
In questi giorni ho deciso di avvalermi in maniera definitiva del "Il diritto di non finire il libro". Contestualmente vorrei tanto complimentarmi con l'uomo che ha scritto la quarta di copertina del libro in question. Complimenti, mi hai fregata. Ci sono cascata. Ho letto quello che hai scritto e ho detto: "Questo libro devo averlo".
Succede poi, però, che il libro non mantenga le promesse. O almeno io non l'ho capito. Ci ho provato, a più riprese, ad andare oltre al punto in cui mi sono arenata (circa la metà), ma non c'è stato nulla da fare.
Così, fino al prossimo appello (ovvero, quando nella mia libreria non ci sarà nulla da leggere), "Biancaneve" di Donald Barthelme, non lo finirò.

martedì, novembre 30, 2010

EquiLibrismi - La nostalgia del lettore

Ieri giornata di shopping. Ovviamente tappa obbligatoria: la Feltrinelli. Vuoi saltarla? Sia mai.
Così dopo aver girovagato, curiosato e cercato sono uscita col mio sacchettino. Il dvd di Zia Mame (tanto per vedere se rispettiamo la teoria) e "L'amore non guasta" di Coe. Perché avevo voglia di qualcosa di Coe, e perché il titolo mi attirava (sull'acquisto dettato dal titolo ci sarà, poi, un EquiLibrismo a parte).
Stamattina ho riferito a Cinzia di aver comprato quel libro, visto che è stata lei ad attaccarmi il morbo di Coe. Cinzia mi scrive: "Ti invidio un po', puoi ancora "scoprirlo". Io avendo letto tutti i suoi libri posso solo aspettare che ne scriva un altro".
Ci riflettevo mentre camminavo verso l'ufficio. Ci sono autori di cui alle volte ti dispiaci di aver già letto tutto. A volte vedo chi inizia a leggere Pennac. E sento nostalgia della famiglia Malausenne. Li invidio, penso a quando sorrideranno scoprendo il mestiere di Benjamin, o la stramba famiglia che si ritrova. Aspetto sempre la nuova uscita di un libro di Carlotto, sperando che si sbrighi a scrivere. Ma, è bello anche aspettare, scoprire che il tal giorno uscirà il nuovo libro di uno dei tuoi autori preferiti. attendere il giorno, precipitarsi in libreria e correre a casa per iniziare a leggerlo (salvo spesso aprirlo già mentre sei sul bus ed immergerti nella novità).
Rileggerli non è come leggerli la prima volta. Quando li scopri, ti sorprendi e ridi. Rileggere è ritrovare alcune emozioni, a volte scoprire passaggi che la prima volta ti erano sfuggiti. Quindi, magari, andrò a riprendere "Il Paradiso degli Orchi" per tornare per un po' a Belleville. Ma continuerò ad invidiare tutti quei lettori che lo aprono per la prima volta.

giovedì, novembre 25, 2010

EquiLibrismi - C'è chi prova ad equilibrarsi

Alessandro ha cambiato blog, e oggi, al suo secondo post, scrive una cosa che è in puro spirito EquiLibrista. Scrive che di aver deciso di provare a leggere sui mezzi pubblici. E inizia proprio con un libro che è già stato citato: "Alta Fedeltà".
Quindi, io qui incollo un pezzo del post, voi andatevelo a leggere tutto di là.

Mi fiondo su un posto libero, bruciando sul tempo un tizio. Caccio fuori il libro, rassegnato all'idea che non riuscirò a leggere più di una pagina. O che mi distrarrò e finirò a Sesto Rondò. Invece mi stupisco e riesco a leggerne cinque, di pagine, azzeccando la fermata giusta.
Sono queste le cose che ti fanno capire che ci stai provando di brutto.
Buone letture in movimento Alessandro.

martedì, novembre 09, 2010

EquiLibrismi - La sindrome di Stoccolma

Portatemi in una libreria e farete la mia felicità.
Mi perdo, giro, sfoglio (quindi siete pregati di portarmi in una libreria dove i commessi non ti stanno col fiato sul collo, dove nessuno dopo 3 secondi dal tuo ingresso esclama: "posso aiutarla!", o non ti guardino storto se sfogli un libro), chiacchiero.
Però, c'è un però. Io soffro della sindrome di Stoccolma, è evidente. Non riesco a comprare, o mi sento molto in colpa se lo faccio, in librerie che non siano Feltrinelli. 
Io ho la tessera, il che significa sconti, punti da accumulare.... Quella tessera blu che trova spesso il modo di  uscire dal mio portafoglio. Io la tessera Feltrinelli ce l'ho da quando era un semplice cartoncino rosso che il commesso forava in base a quanto spendevi. Una stellina ogni 10€ (che poi essendo manuale ogni tanto trovavi quello gentile che ti dava il punto anche se avevi speso 9 euro, o che comunque te ne regalavano uno).
E' più forte di me, se non sono in una Feltrinelli il mio portafogli si intimidisce e non compro (tranne rare eccezioni). In particolare la Feltrinelli della Galleria Colonna è la mia preferita. 4 piani, divanetti, un bar per prendere un caffè, un tè, per fare due chiacchiere e sfogliare libri. Ecco, io lì mi sento a casa, mi sento a mio agio. 
L'eccezione più comune è per le bancarelle di libri che si trovano per strada, ricche di libri, spesso non più in catalogo,  a prezzi stracciati. 
Voi, avete un posto preferito dove comprare i libri. Una libreria che vi fa sentire a casa? Aiutatemi a liberarmi dalla mia sindrome (anche se non mi dispiace tanto esserne affetta)

domenica, ottobre 31, 2010

EquiLibrismi - Libro Vs Film

Ok, è venuto il momento di affrontare l'annosa questione. Un ever green delle discussioni.
"Meglio il libro o il film?" O meglio: "Il film è bello quanto il libro?", perché diciamolo, dei libri che amiamo non saremo mai disposti a dire che il film possa essere meglio, al limite è bello, ma meglio del libro.... NO!
Per me parte del problema sta nei protagonisti. Ovviamente quando leggo io mi creo un mio ritratto dei personaggi e non è detto che sempre gli attori li rispecchino.
Vedere sullo schermo Solfrizzi che interpreta l'avvocato Guerrieri di Carofiglio è stata una fulminazione. Perché lo trovo perfetto, è esattamente quello che avevo immaginato.
Oppure ci sono personaggi che conosci prima sullo schermo e poi su carta. E non riesci a crearti una tua immagine, l'attore interferisce sempre (ed è una cosa che mi infastidisce, per quanto trovi perfetto Zingaretti come Montalbano, ad esempio).
Ho sempre amato costruire i personaggi nella mia testa, mentre leggo. Per questo non amo leggere i libri dopo averne visto la trasposizione cinematografica. Sono irrimediabilmente legati agli attori del film. Magia rovinata.
E poi ci sono film che sono belli come il libro perché sono totalmente diversi. Per me è il caso di "L.A. Confidential". Il film rispecchia le ambientazioni, il clima del libro... Ma sono diversi. Quando mi sono trovata a leggerlo, dopo aver visto il film, alla fine ho avuto modo di ricostruirmi tutti i personaggi, tutte le situazioni con totale libertà, proprio per questa differenza col film.
Alla fine, al cinema, preferisco film che non siano tratti da libri, così da non dovermi arrabbiare con il regista, il produttore, l'attore e il bigliettaio del cinema. Perché a pensarci di film tratti da libri che mi siano veramente piaciuti non me ne vengono in mente.
Aiutatemi a trovarne!

sabato, ottobre 23, 2010

EquiLibrismi - la grammatica e la fantasia (ricordando Rodari)

Non lo so se tutte queste cifre tonde gli sarebbero piaciute. Sta di fatto che in questo 2010 cadono i 90 anni dalla sua nascita (oggi), 30 anni dalla sua scomparsa e i 40 dalla consacrazione europea del premio internazionale Andersen. Tutto un po' troppo tondo, troppo perfetto per l'uomo che ha fatto della fantasia il marchio di fabbrica.
Ho già scritto dell'imprenscindibilità di Rodari, credo sia impossibile immaginare un bambino che non abbia mai sentito una sua filastrocca. Che non abbia imparato una regola grammaticale attraverso quegli strampalati nonsense.

Perché questo era Rodari, non la filastrocca zuccherosa per bambini. Ma le regole della grammatica insegnate attraverso il filtro della fantasia.
Io chiudo le parentesi perché non voglio far prendere il raffreddore alla parentesi rimasta aperta, e presto cura agli accenti per non mandare alla meta chi invece è appena alla metà, o far finire a Como le magliette da mettere nel comò.

Perché a me capita ancora di spiegare a uno dei miei cuginetti che l'apostrofo è la lacrima della lettera che se n'è dovuta andare. 
E ricordarsi che la grammatica non è solo un freddo insieme di regole, non può che essere un EquiLibrismo

venerdì, ottobre 15, 2010

EquiLibrismi - Blacklist

Autori di cui non comprerò e leggerò mai più un libro, quelli da cui giro alla larga negli scaffali della libreria:

- Alessandro Baricco
- Andrea De Carlo
- Giorgio Faletti
- Federico Moccia (a mia discolpa, ho letto 2 suoi libri, ma non li ho comprati, li ho letti in libreria)
-Melissa P. (vale il discorso fatto per Moccia)
- Paulo Cohelo (di cui non ho letto nulla, ma le frasi che girano bastano e avanzano a farmi danzare distante dagli scaffali)

....

Elenco in aggiornamento, ora mi vengono in mente questi.
I vostri?

domenica, settembre 26, 2010

EquiLibrismi - Saper scegliere

Succede ogni volta. Non c'è scampo. Ci casco sempre.
Mi riprometto di non rimettere mano al portafoglio per comprare libri finché non finirò quelli comprati, poi ogni volta, puntualmente, a tradimento nella casella mail mi arriva l'annuncio: Sconti.
Io alla signora Feltrinelli (sì, lo so che era Giangiacomo, ma la libreria è femminile e quindi per me è la signora) non so resistere. Se poi mi chiama a sè con sconti.... non è proprio possibile.
Io ci provo in realtà, mi dico di no, ma una vocina dice sempre: "eddai, approfittane. C'è lo sconto". E così ci casco e inizio a pianificare gli acquisti.
Che prendere? Di cosa avrei voglia?
Alla fine arrivo al giorno, trionfante entro in libreria e inizio a girare tra gli scaffali. Inizio a scrutare le copertine, leggo le sinossi, mi riempio gli occhi.
L'altro giorno tra il settore poesia e quello teatro si avvicina un signore. Abbiamo entrambi le mani occupate dai libri. Sorride e dice: "Ho ancora libri sulla scrivania da leggere. Ma non ho resistito. E poi ogni volta i libri che vorresti prendere non li trovi. Oppure alla fine non li prendi".
Ed è così. Sono uscita dalla libreria con 4 libri. Di quelli che avevo deciso di comprare.... nessuno.
A trovarli, li avevo trovati tutti e li ho tenuti in mano fino all'ultimo. Poi al momento di dover decidere quale portarmi a casa, li ho rimessi a posto, rimandando l'acquisto. Due perché non ero del tutto convinta e di uno ho rinviato l'acquisto.
E ne ho presi altri.... di tutt'altro genere. Ho preso dei racconti, perché in realtà in questo periodo non ho la concentrazione per un romanzo, e due romanzi, di cui uno giallo.
Raramente compro libri perché mi sono stati consigliati. O almeno, non entro in libreria per prendere proprio quel libro che mi hanno appena consigliato. Di solito mentre giro mi imbatto in quel titolo, mi ricordo e lo prendo.
Resta il mio mistero il modo in cui scelgo i libri. è anche il motivo per cui alle volte (raramente) esco a mani vuote. Non ho trovato il libro che mi abbia "chiamata".
A volte mi capita di scegliere in base alla copertina (Tokyoblues, Norvegian Wood lo presi perché dopo mesi che la copertina mi si piazzava sotto gli occhi ad ogni giro in libreria non ne potevo più). Alcuni perché avevo deciso di leggere quell'autore e quel libro mi sembra giusto.... Però boh, mi sembra che ci sia altro. Ma ogni volta appena esco dalla libreria, mi scordo di quale sia il mix che mi porta a scegliere.

Comunque, chi mi dice che libro di Flaino prendere e com'è "La versione di Barney"?

sabato, giugno 19, 2010

EquiLibrismi - Libri aperti (e non finiti)

Ci sono alcuni libri che, in un modo o in un altro, ti rappresentano.
Tra i tanti che compongono il mio profilo il saggio di Pennac, "Come un romanzo", è quello che mi descrive meglio come lettrice. Trovo nel decalogo dei 10 diritti del lettore tutti i miei comportamenti da lettrice. Se non ne trovo uno, lo desumo dagli altri 10.


Per dire, in questo momento, in virtù del "diritto a non finire un libro" e  del "diritto a spizzicare", io ho iniziato ben 4 libri:
- L'igiene dell'assassino
- Biancaneve
- Il meglio che possa accadere ad una brioche
- Gli uccelli di Bangkok


.... dovrei sceglierne uno da finire per poi terminare tutti gli altri. Ma non ne ho voglia, al momento.


Quanti libri avete sul comodino? Qual è il vostro massimo di libri iniziati contemporaneamente?


Oggi è morto José Saramago:
Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito. (Viaggio in Portogallo)

giovedì, maggio 13, 2010

EquiLibrismi - l'arte di regalare un libro

E' successo. Il motivo per cui di solito si è restii a regalare libri, mi è capitato. Per la prima volta. Di solito ci azzecco. Invece ieri ho regalato ad un amico, per il suo compleanno, un libro che aveva già.
E' difficile regalare libri. Prima di tutto perché devi conoscere la libreria altrui (e qui io introdurrei l'obbligo di iscriversi e aggiornare con cura Anobii), poi devi conoscere i suoi gusti, quello che gli piace leggere, quello che potrebbe piacergli. Oppure devi decidere di fregartene dei gusti e del potrebbe piacerti e regalare un libro a cui tu sei legato o che tu adori.
E poi devi saper accettare di dover tornare in libreria con scontrino e regalo per avere una seconda chance.
Comunque, il Centro per il Libro e la Lettura e Associazione Italiana Editori, in collaborazione con l'Associazione Librai Italiani, Anci e Upi, hanno lanciato per il 23 maggio la campagna: “Se mi vuoi bene regalami un libro”.
Voi, che libro regalereste?
p.s. se volete potete regalarmelo un libro, non m'offendo.... vanno bene pure i bonifici.

martedì, maggio 04, 2010

EquiLibrismi- Curiosità


Ieri una persona, a cui rispondevo per lavoro, ha citato un libro di Haruki Murakami "L'uccello che girava le viti del mondo". 
Così ho sbirciato su Anobii e nei vari siti di libri di che si trattasse. Ora sono curiosa, ho voglia di leggerlo.
Un libro di l'ho già letto: "Tokyo Blues, Norwegian Wood", dopo essere stata perseguitata per mesi dalla copertina del libro in libreria ho ceduto e l'ho comprato. E mi piacque parecchio, nonostante lo annoveri tra uno dei libri più tristi della mia personale biblioteca. Ma non ho mai letto un altro suo libro. Così ora mi divoro nella curiosità. Ma ho tanti libri da leggere prima.... starà lì nella mia wish list per un po'.
Poi stamattina, mentre il bus procedeva con lentezza inesorabile nel traffico piovoso della capitale, mi è caduto l'occhio su una collega lettrice. Aveva in mano un libro dalla copertina bianca, ho aguzzato la vista, e ho letto: "Dance Dance Dance" Haruki Murakami...... 
Ok, toccherà leggerli, mi arrendo alla legge del caso. Ma sono ben accetti dei pareri in merito.

venerdì, aprile 30, 2010

EquiLibrismi - Il bus di Babele


Una cosa ben detta conserva il suo sapore in tutte le lingue.
John Dryden, Saggio sulla poesia drammatica,



A volte capita che la città, per qualche motivo oscuro, si "blocchi". Tu sei sul tuo bel bestione arancione, seduta per fortuna, ma non ci si muove. Guardi fuori dal finestrino. Macchine davanti, macchine dietro, macchine ai lati… e qualche motorino che dribla. Bloccati. Perdi ogni speranza di riuscire a fare la spesa, perdi ogni sogno di accendere la tv, guardarla un po', poi cucinare e poi rimetterti davanti alla tv. Come al solito cucina e tv insieme, perché il tempo se l'è rubato il traffico.
E intanto ti chiedi, perché suonano tutti? C'è qualche legge della fisica per cui suonando tutti contemporaneamente il clacson, il traffico si dilegui? E se è così, chi è il pirla che non suona a tempo permettendo questo miracolo?
Ecco, mentre i miei pensieri si dividono equamente tra Philip Marlowe e il traffico, una brusca frenata spezza il mio incantesimo di isolamento, e vengo investita da un fiume di parole (cit. Jalisse). Il problema è che queste parole si aggrovigliano tra loro e non si fondono. Ognuna proviene da una lingua diversa. Un bus di Babele.
Ogni tanto ci provo ad immaginare che cosa si dicano, di cosa stiano parlando al telefono. Ma soprattutto se si esce dalla triade inglese, francese e spagnolo è molto difficile provare a comprendere….
Però questo mi fa venire in mente che, come per i film, molte volte è bello scoprire le parole con cui è stato originariamente scritto il libro che amo.
Certo, la lettura per me è un po' più lenta, visto che non conosco tutte le parole, e o cerco di capirle in base al senso della frase, o mi allungo verso il mio federe dizionarietto. 
L'ho fatto per "The House of sleep" di Coe, per molte delle tragedie di Shakespeare, e per le poesie. 
Ecco, ad esempio, c'è Funeral Blues di Auden, è la poesia che viene letta al funerale in "4 matrimoni e un funerale". è bella. Ma letta in inglese, lo è veramente molto di più.



Stop all the clocks, cut off the telephone, 
Prevent the dog from barking with a juicy bone, 
Silence the pianos and with muffled drum 
Bring out the coffin, let the mourners come. 


Let aeroplanes circle moaning overhead 
Scribbling on the sky the message He is Dead. 
Put crepe bows round the white necks of the public doves, 
Let the traffic policemen wear black cotton gloves. 


He was my North, my South, my East and West, 
My working week and my Sunday rest, 
My noon, my midnight, my talk, my song; 
I thought that love would last forever: I was wrong. 


The stars are not wanted now; put out every one, 
Pack up the moon and dismantle the sun, 
Pour away the ocean and sweep up the woods; 
For nothing now can ever come to any goo