Succede ogni volta. Non c'è scampo. Ci casco sempre.
Mi riprometto di non rimettere mano al portafoglio per comprare libri finché non finirò quelli comprati, poi ogni volta, puntualmente, a tradimento nella casella mail mi arriva l'annuncio: Sconti.
Io alla signora Feltrinelli (sì, lo so che era Giangiacomo, ma la libreria è femminile e quindi per me è la signora) non so resistere. Se poi mi chiama a sè con sconti.... non è proprio possibile.
Io ci provo in realtà, mi dico di no, ma una vocina dice sempre: "eddai, approfittane. C'è lo sconto". E così ci casco e inizio a pianificare gli acquisti.
Che prendere? Di cosa avrei voglia?
Alla fine arrivo al giorno, trionfante entro in libreria e inizio a girare tra gli scaffali. Inizio a scrutare le copertine, leggo le sinossi, mi riempio gli occhi.
L'altro giorno tra il settore poesia e quello teatro si avvicina un signore. Abbiamo entrambi le mani occupate dai libri. Sorride e dice: "Ho ancora libri sulla scrivania da leggere. Ma non ho resistito. E poi ogni volta i libri che vorresti prendere non li trovi. Oppure alla fine non li prendi".
Ed è così. Sono uscita dalla libreria con 4 libri. Di quelli che avevo deciso di comprare.... nessuno.
A trovarli, li avevo trovati tutti e li ho tenuti in mano fino all'ultimo. Poi al momento di dover decidere quale portarmi a casa, li ho rimessi a posto, rimandando l'acquisto. Due perché non ero del tutto convinta e di uno ho rinviato l'acquisto.
E ne ho presi altri.... di tutt'altro genere. Ho preso dei racconti, perché in realtà in questo periodo non ho la concentrazione per un romanzo, e due romanzi, di cui uno giallo.
Raramente compro libri perché mi sono stati consigliati. O almeno, non entro in libreria per prendere proprio quel libro che mi hanno appena consigliato. Di solito mentre giro mi imbatto in quel titolo, mi ricordo e lo prendo.
Resta il mio mistero il modo in cui scelgo i libri. è anche il motivo per cui alle volte (raramente) esco a mani vuote. Non ho trovato il libro che mi abbia "chiamata".
A volte mi capita di scegliere in base alla copertina (Tokyoblues, Norvegian Wood lo presi perché dopo mesi che la copertina mi si piazzava sotto gli occhi ad ogni giro in libreria non ne potevo più). Alcuni perché avevo deciso di leggere quell'autore e quel libro mi sembra giusto.... Però boh, mi sembra che ci sia altro. Ma ogni volta appena esco dalla libreria, mi scordo di quale sia il mix che mi porta a scegliere.
Comunque, chi mi dice che libro di Flaino prendere e com'è "La versione di Barney"?
Visualizzazione post con etichetta gialli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta gialli. Mostra tutti i post
domenica, settembre 26, 2010
martedì, aprile 27, 2010
EquiLibrismi - Di giallo e di nero
Di tanto in tanto mi faccio delle promesse librarie. Tipo, quest'anno ho deciso di prendere sul serio la passione per il noir, e leggere un po' di classici del noi.
Qualche settimana fa ho comprato "Finestra sul vuoto" di Raymond Chandler, ho già letto "Il grande sonno" e "La sorellina", così ho deciso di rimettermi sulle orme del detective Marlowe.
Invece, nell'ultimo sacco da Feltrinelli, ho preso "La sabbia non ricorda", di Giorgio Scerbanenco. Così ricomincio da un big americano e un grande del noir italiano.
Il perché io prediliga il romanzo giallo, a forti tinte noir, non lo so, visto che sono una fifona. Per dire, ho passato un paio di notti con gli occhi sbarrati dopo aver letto "Assassinio sull'oriente express", alle medie. Molte volte mi metto a leggere il tardo pomeriggio, poi il buio arriva e io sono ancora lì, tra sparatorie e intrighi. Magari sono pure in casa da sola. Così, quando poi uno spillo cade per terra, io faccio dei salti di metri dalla poltrona. Eppure non demordo, resto affezionata al genere.
Però, preferisco i detective che usano il cervello o le maniere un po' rudi, alle vecchiette pettegole alla Miss Marple o porta iella alla Jessica Fletcher (si è solo un telefilm, ma ne fecero anche dei libri. E onestamente non ho mai avuto cuore di leggere le avventure della simpatica signora che porta la morte ovunque si rechi).
Ecco, io adoro Poirot, Maigret, Marlowe e L'Alligatore (il personaggio di Massimo Carlotto, uno dei miei autori preferiti), ho una spiccata simpatia per l'ispettore Sarti e per l'imbranato Coliandro e il siciliano Montalbano.
Amo Ellroy, L.A. confidential è molto più bello del film (nonostante Crowe, Spacey e Guy Pearce, siano sempre ottimi motivi per rivedere quel film) e mi riprometto spesso di continuare a leggere Manuel Vasquez Montalban.
Non ho ancora letto Izzo (ma dovrei, uno dei suoi libri è lì che mi attende in libreria) e come ho già scritto non leggerò mai più Faletti. E poi ci sono gli autori strani.
Tipo le prese in giro del classico detective all'americana presentato da Ellis Weiner in "La strana storia del libraio a cui cadde una pila di libri in testa" o la detective in gonnella di Sandra Scopettone.
Voi lo conoscete Qui Xiaolong? Autore dell'ispettore cinese Chen? Beh, io l'ho scoperto un paio di estati fa, ne vale la pena.
Iscriviti a:
Post (Atom)

