lunedì, giugno 21, 2010

EquiLibrismi - fuoco estivo

Trovarsi a fine giugno su un divano a leggere un libro che la tua amica ti ha piazzato in mano. Perché lei ha deciso di "battersi affinché tu lo legga". è una bella sensazione.
Trovarsi a fine giugno su un divano a leggere un libro alla luce del fuoco.... è strano. Fuori piove e fa freddo. E tu sei dentro, alla luce e al calore di quel fuoco, leggendo l'inizio di un libro che ha, in copertina, un incendio.
Vabbè, alla fine oggi, prima di andare in ufficio, mi sono concessa una breve pausa caffè al bar della Feltrinelli, e mi sono portata a casa "Pastorale americana" di Philip Roth, che mi aspetta accanto alla mia tazza di tè serale.
Perché questo è un equilibrismo? Forse perché nell'ultima settimana il mio equilibrio è un po' andato a farsi benedire e la giornata fuori città mi ha aiutato a ritrovarlo. Perché ho rivisto un'amica che avevo voglia di rivedere, perché in una domenica sola ho visto due mostre fotografiche. Belle. Perché ho parlato di cose che mi piacciono e sono stata bene. Certo, l'Italia ha pareggiato di nuovo. Ma le battute di Cinzia sui nomi dei calciatori valevano la visione.
Nonostante il rientro a Roma non abbia portato nessun cambiamento storico, stasera sto bene lo stesso. Perché mi aspetta il libro consigliato da un'amica con il mio tè.
Grazie a Cinzia e Cristiano per la bella domenica e l'ospitalità. La prossima volta prometto di non portare il brutto tempo. 

sabato, giugno 19, 2010

EquiLibrismi - Libri aperti (e non finiti)

Ci sono alcuni libri che, in un modo o in un altro, ti rappresentano.
Tra i tanti che compongono il mio profilo il saggio di Pennac, "Come un romanzo", è quello che mi descrive meglio come lettrice. Trovo nel decalogo dei 10 diritti del lettore tutti i miei comportamenti da lettrice. Se non ne trovo uno, lo desumo dagli altri 10.


Per dire, in questo momento, in virtù del "diritto a non finire un libro" e  del "diritto a spizzicare", io ho iniziato ben 4 libri:
- L'igiene dell'assassino
- Biancaneve
- Il meglio che possa accadere ad una brioche
- Gli uccelli di Bangkok


.... dovrei sceglierne uno da finire per poi terminare tutti gli altri. Ma non ne ho voglia, al momento.


Quanti libri avete sul comodino? Qual è il vostro massimo di libri iniziati contemporaneamente?


Oggi è morto José Saramago:
Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito. (Viaggio in Portogallo)

lunedì, giugno 14, 2010

L'arte di vedere

Oggi ci ho pensato di nuovo. Ho pensato ancora a quello che vorrei fare da grande. Ma quello che vorrei fare davvero.
Mentre le vuvuzela rompevano l'anima, disturbando la telecronaca di una partita che non stavo seguendo, ho pensato a che farò da grande. Io vorrei fotografare. Vorrei raccontare con delle immagini il mondo. Vorrei raccontare le persone attraverso il loro ritratto. Fermere i loro pensieri con un clic.
Ecco, vorrei farlo davvero. Eppure per un motivo o per un altro nell'ultimo periodo ho messo in dubbio di poterlo davvero fare e di poterci campare.
Ne dubito un po' non credendomi all'altezza, un po' per il solito malcostume che regna incontrastato, un po' per frasi che vengono dall'esterno.
Poi, a partita finita, e ad aggeggi infernali muti, ho sistemato le stampe che ho ritirato dal fotografo. Ho visto una foto di Gino Strada. Una di mio cugino che gioca a palla. E sono andata sul mio flickr.
Per la prima volta ho visto la mia passione. Ho visto le foto frutto di uno studio della persona, quelle che sembrano un gioco, ma nascondono una mia curiosità. Ho visto le foto scattate ad amici, che da quelle foto mi ricordano chi sono.
Poi mi sono ricordata di una frase letta da Francesco Zizola, una citazione di Wim Wenders: "La decisione più politica che possa esser presa è dove dirigere gli occhi della gente".
Ecco. Così ho deciso di continuare per la mia strada. Di continuare a studiare. Studiare le persone che fotografo, studiare gli strumenti con cui fotografo e le regole.
Ma di continuare con maggiore rispetto per quello che faccio, pretendendo maggiore rispetto per quello che faccio.

giovedì, giugno 10, 2010

EquiLibrismi - la medicina

EquiLibrismo è avere 3 libri iniziati sul comodino. Rientrare a casa dopo una giornata storta, guardare la tua libreria, in formazione ridotta, e riprendere un libro letto più e più volte. Perché lì, tra quelle righe, ci sei tu, ci sono delle tue passioni, c'è il respiro che ti riporta un po' di calma. E dopo esserti ritrovata iniziarne un altro perché ti farà ridere. E tu vuoi il sorriso.