Accade che dai propri errori non si impari mai abbastanza. E io sono particolarmente recidiva.
L'ho rifatto, ho messo le scarpe malefiche. Ma a giornata lo richiedeva, e io ormai mi sto abituando a portarle... o almeno credo.
Mercoledì a Roma era bello, ed era pure caldo.
Camminavo per il centro, facendo i miei piccoli passetti e fissando i piedi, assicurandomi di non metterli in posizioni che porterebbero la mia caviglia a sicura morte.
A un certo punto il sole sembra riscaldare di più, i capelli sembrano morbidi e ben pettinati e accade un piccolo miracolo... io non fisso più i piedi, la borsa, fregata a mia zia, sembra essere perfetta per la giornta, non faccio più micropassetti, ma falcate sicure. Cammino dritta fissando la meta (la fermata del bus).... 2 minuti di gloria e di sensazione di sicurezza.
Purtroppo io non sono una diva di Hollywood, e Roma e i suoi san pietrini metterebbero a dura prova anche la migliore top model.... così passati i due minuti eccola la scena che i turisti giapponesi che stavano seduti a mangiare il gelato riporteranno con loro (e ringrazio che non avessero le macchinette a portata di mano, o starei tra le foto che mostrano agli amici al loro rientro).
Tra un sanpietrino e l'altro ne manca uno.... della grandezza esatta del mio tacco, così la sicurezza si frantuma in due secondi netti, io sento l'equilibrio venire meno, e allungo un braccio in cerca di appoggio, che trovo prontamente nella fiancata di un furgone, che purtroppo però decide di partire esattamente in quel momento, e rischio di volare a terra. La mia mente vede già immagini di ambulanze, il medico che mi toglie la scarpa e la caviglia che si gonfia all'inverosimile...
Per mia fortuna la caviglia non si storce. Io però riesco ad arrivare a terra e sbattere il sedere su un gradino e scivolare giù sull'altro, e a rovessciarmi addosso metà della bottiglietta d'acqua che mi preparavo a bere...
Vabbè... ma i miei 2 minuti di gloria me li sono goduta!
venerdì, marzo 31, 2006
domenica, marzo 26, 2006
In fondo allo scatolone
Mia madre dice che le fotografie non si buttano. Ha addirittura un album con le fotografie brutte. Quelle col dito davanti l'obiettivo, quelle sfuocate, con l'inquadratura a ramengo oppure io con un occhio gonfissimo.... Ebbene tornata a Bologna per qualche giorno trovo una scatola piena zeppa di fotografie che ho fatto io.La prima macchina fotografica che mi ricordi l'avevo trovata dentro un fustino di detersivo. e la qualità delle foto è veramente pessima, un pò per la macchinetta un pò per la mano.
Mi ricordo la macchina fotografica di mia madre, la marca non mi sovviene, ma era una di quelle semi professioali, fuoco e regolazione dei tempi a mano. Poi quando ho preso la licenza media un mio zio mi regalò una macchinetta tutta mia. Compatta e automatica, una kodak. Mi ha accompagnato fino alla fine delle superiori. poi si è rotta, e qualche anno fa è arrivata la mia digitale.
A guardarle passano davanti agli occhi i ricordi di
quando le ho scattate, i luoghi che difficilmente rivedrò, le imperfezioni della principiante (non che ora sia una professionista, ma almeno riesco a non avere foto con soggetti totalmente sfuocati), gli amici...Sono veramente tante... e ancora di più i negativi. Chissà dove stanno le foto mancanti!
E qualcuno in questi anni è riuscito a rubarmi la macchinetta, perchè ci sono anche foto mie: con un cappellino che non so più che fine abbia fatto, durante una gita scolastica o un viaggio tra amici. Durante le partite di hockey...
Appena riesco le metto sul pc e le inserisco nella mia galleria....

giovedì, marzo 23, 2006
La prima volta...

A volte le cose accadono all'improvviso, e non te la senti di dire di no al'ultimo momento. Così nell'uggiosa mattinata del primo giorno di primavera mi sono ritrovata a fare la mia prima corrispondenza in diretta per una radio... e che radio! "Primi Cittadini", la web radio del comitato Veltroni.
L'occasione era l'inaugurazione dopo i restauri del casino nobile di Villa Torlonia...
I problemi tecnici hanno tentato di mettermi il bastone tra le ruote. Ma quando si è in ballo non si fa più caso a nulla, la faccia me la stavo già giocando, e così ho fatto finta di nulla e sono andata oltre.
Ormai sono avviata per la luminosa strada della radio.... ehm ehm...
giovedì, marzo 16, 2006
Alien Vs Predator
“Metti un indeciso davanti alla tv”, questo l'appello di Forza Italia per l'evento tv della campagna elettorale, il primo duello/scontro/confronto tra i leader delle due coalizioni: Berlusconi e Prodi (in rigoroso ordine alfabetico)
E io sono un'indecisa, infatti ancora non so in che paese emigrare se dovesse vince ancora Berlusconi, e non sono così sicura di volere Prodi capo del prossimo governo (non so quanti parlamentari usciranno vivi dal primo discorso del premier).
Tutti i giornali hanno dedicato ampio spazio all'evento, spiegando le regole, con schemi sulla disposizione di duellanti, giornalisti e telecamere e con schede dalle quali si viene a conoscenza di caratteristiche fisiche (possibile che il nano di Arcore sia 1,70? 2 cm più alto di me??!!!), dell'educazione e delle abitudini sui due, tanto da portarmi a chiedere se ci sono gli estremi per una denuncia al redattore del Corriere che ci ha tenuto a farmi sapere che il Presidente del Consiglio va a dormire solo con la biancheria intima...
Ore 21, il tempo di salutarsi di scambiarsi due parole sulla giornata e concordare le pizze da ordinare, e puntuale la trasmissione ha inizio.
Lo studio è bianco, diafano, per non incorrere nel rischio che qualche colore possa richiamare una delle parte politiche, forse solo il partito della scheda bianca...
Il moderatore, Clemente Mimun, illustra le regole del confronto e introduce i giornalisti a cui è affidato il compito di rivolgere le domande ai candidati, allo scopo di guidare la mano degli indecisi da una parte o l'altra della scheda.
Volendo stringere il confronto è deludente, al moderatore non riesce di contenere Berlusconi che spesso sfora. Prodi ci mette un po' a carburare, e noi tifosi cerchiamo di incoraggiarlo, affinchè allo scadere del tempo abbia concluso almeno una frase.
Per tutta la disfida si parla poco di quello che il prossimo governo farà per il Paese, Berlusconi è un torrente di cifre, percentuali e attestati di stima per il lavoro del governo da parte di altri paesi, Prodi di tanto in tanto si anima, ma il tono da prete di campagna non lo abbandona mai, al suo massimo afferma che “Bertinotti è uomo d'onore” (se dice che ti fa cadere il governo non ci sono dubbi, lo farà).
A Berlusconi scappa detto che la Moratti, “che ha lasciato il governo per fare il sindaco di Milano”, ci viene invidiata da molti altri paesi... ci si chiede quale paese sia ansioso di radere al suolo il proprio sistema scolastico.
I giornalisti non fanno domande sulla politica estera (l'unica che vagamente ci si avvicina è l'ultima sull'Iran), chiedono posizioni su temi ma non chiedono cosa intendano, concretamente, fare i due schieramenti una volta al governo.
Attendiamo ansiosi che Berlusconi richiami in causa i Comunisti, come in ogni suo discorso, ma non lo fa, almeno non esplicitamente, certo alla domanda sul conflitto d'interessi gli riesce di dire che lui non se lo sente addosso, che è uscito solo 4 volte perchè in parlamento si prendevano decisioni che lo riguardassero, ma soprattutto il vero conflitto d'interessi non è il suo.... ma quello delle cooperative rosse, ovviamente. E quando Prodi obietta che la legge sulle tasse da imporre alle cooperative è opera proprio del governo uscente per un attimo immagino il cervello di Berlusconi dire: “Cribbio, e io? Dove ero?”
Berlusconi per tutta la durata del confronto mentre parla scrive o disegna su dei fogli, malignamente viene da pensare che sia una strategia per spostare l'attenzione degli spettatori sulle sue mani più che sulle sue parole, oppure che stia prendendo appunti per un discorso futuro, raramente guarda dritto in camera. Nell'appello finale si dichiara deluso dalla serata, perché quel sistema non permette di illustrare i programmi, per circa metà del tempo viene ripreso di profilo, ci si chiede se sia lui che ha sbagliato camera o la regia (ma domani il Processo di Biscardi farà luce su questo incidente).
Prodi appare più sicuro, sembra non leggere da appunti, guarda spesso direttamente in camera, gli interventi restano nel tempo assegnato, sfora di rado e solo di qualche secondo, tal volta anche risparmiando qualche secondo (sicuramente Berlusconi dirà che il motivo è che Prodi non ha argomenti, mentre lui ha tanto da dire)
Il ruolo del moderatore avrebbe potuto essere ricoperto da chiunque altro.
Gli indecisi? Probabilmente hanno già cambiato canale...
E io sono un'indecisa, infatti ancora non so in che paese emigrare se dovesse vince ancora Berlusconi, e non sono così sicura di volere Prodi capo del prossimo governo (non so quanti parlamentari usciranno vivi dal primo discorso del premier).
Tutti i giornali hanno dedicato ampio spazio all'evento, spiegando le regole, con schemi sulla disposizione di duellanti, giornalisti e telecamere e con schede dalle quali si viene a conoscenza di caratteristiche fisiche (possibile che il nano di Arcore sia 1,70? 2 cm più alto di me??!!!), dell'educazione e delle abitudini sui due, tanto da portarmi a chiedere se ci sono gli estremi per una denuncia al redattore del Corriere che ci ha tenuto a farmi sapere che il Presidente del Consiglio va a dormire solo con la biancheria intima...
Ore 21, il tempo di salutarsi di scambiarsi due parole sulla giornata e concordare le pizze da ordinare, e puntuale la trasmissione ha inizio.
Lo studio è bianco, diafano, per non incorrere nel rischio che qualche colore possa richiamare una delle parte politiche, forse solo il partito della scheda bianca...
Il moderatore, Clemente Mimun, illustra le regole del confronto e introduce i giornalisti a cui è affidato il compito di rivolgere le domande ai candidati, allo scopo di guidare la mano degli indecisi da una parte o l'altra della scheda.
Volendo stringere il confronto è deludente, al moderatore non riesce di contenere Berlusconi che spesso sfora. Prodi ci mette un po' a carburare, e noi tifosi cerchiamo di incoraggiarlo, affinchè allo scadere del tempo abbia concluso almeno una frase.
Per tutta la disfida si parla poco di quello che il prossimo governo farà per il Paese, Berlusconi è un torrente di cifre, percentuali e attestati di stima per il lavoro del governo da parte di altri paesi, Prodi di tanto in tanto si anima, ma il tono da prete di campagna non lo abbandona mai, al suo massimo afferma che “Bertinotti è uomo d'onore” (se dice che ti fa cadere il governo non ci sono dubbi, lo farà).
A Berlusconi scappa detto che la Moratti, “che ha lasciato il governo per fare il sindaco di Milano”, ci viene invidiata da molti altri paesi... ci si chiede quale paese sia ansioso di radere al suolo il proprio sistema scolastico.
I giornalisti non fanno domande sulla politica estera (l'unica che vagamente ci si avvicina è l'ultima sull'Iran), chiedono posizioni su temi ma non chiedono cosa intendano, concretamente, fare i due schieramenti una volta al governo.
Attendiamo ansiosi che Berlusconi richiami in causa i Comunisti, come in ogni suo discorso, ma non lo fa, almeno non esplicitamente, certo alla domanda sul conflitto d'interessi gli riesce di dire che lui non se lo sente addosso, che è uscito solo 4 volte perchè in parlamento si prendevano decisioni che lo riguardassero, ma soprattutto il vero conflitto d'interessi non è il suo.... ma quello delle cooperative rosse, ovviamente. E quando Prodi obietta che la legge sulle tasse da imporre alle cooperative è opera proprio del governo uscente per un attimo immagino il cervello di Berlusconi dire: “Cribbio, e io? Dove ero?”
Berlusconi per tutta la durata del confronto mentre parla scrive o disegna su dei fogli, malignamente viene da pensare che sia una strategia per spostare l'attenzione degli spettatori sulle sue mani più che sulle sue parole, oppure che stia prendendo appunti per un discorso futuro, raramente guarda dritto in camera. Nell'appello finale si dichiara deluso dalla serata, perché quel sistema non permette di illustrare i programmi, per circa metà del tempo viene ripreso di profilo, ci si chiede se sia lui che ha sbagliato camera o la regia (ma domani il Processo di Biscardi farà luce su questo incidente).Prodi appare più sicuro, sembra non leggere da appunti, guarda spesso direttamente in camera, gli interventi restano nel tempo assegnato, sfora di rado e solo di qualche secondo, tal volta anche risparmiando qualche secondo (sicuramente Berlusconi dirà che il motivo è che Prodi non ha argomenti, mentre lui ha tanto da dire)
Il ruolo del moderatore avrebbe potuto essere ricoperto da chiunque altro.
Gli indecisi? Probabilmente hanno già cambiato canale...
Io sto qua

Io sto lì, tra Rifondazione e i Verdi, lontana da Margherita, e il resto del Centro-Destra.... e voi?
martedì, marzo 14, 2006
La terra che fa morire
Come già detto qui, per l'80%, si cazzeggia, ma ogni tanto dal mondo reale arriva qualche cosa che lascia basiti e che fa pensare... e allora un post è doveroso, per dare un megafono a notizie importanti.
Di storie così ce ne sono altre nel nostro Paese, ce ne sono state e, purtroppo, ce ne saranno ancora.
è una storia che mi avevano già raccontato, perchè sotto il sole estivo, tra un bagno e un altro avevo conosciuto una persona del posto.
Una storia che parte da Monfalcone e Porto Marghera, passa per il Kossovo e, in questo caso, fa una fermata in un paesino della Campania, dove si muore giovanissimi perchè l'aria è malata.
O meglio, qualcuno l'avvelena...
leggere per credere
p.s. grazie a Luca per la segnalazione
Di storie così ce ne sono altre nel nostro Paese, ce ne sono state e, purtroppo, ce ne saranno ancora.
è una storia che mi avevano già raccontato, perchè sotto il sole estivo, tra un bagno e un altro avevo conosciuto una persona del posto.
Una storia che parte da Monfalcone e Porto Marghera, passa per il Kossovo e, in questo caso, fa una fermata in un paesino della Campania, dove si muore giovanissimi perchè l'aria è malata.
O meglio, qualcuno l'avvelena...
leggere per credere
p.s. grazie a Luca per la segnalazione
mercoledì, marzo 08, 2006
8 marzo
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