domenica, agosto 29, 2010

Emozioni in note

Come lo spieghi cosa sono quei due per te? Come spieghi il rapporto che hai, quello che il concerto è riuscita a suscitarti?
Boh, perché non posso dire che uno è stato il cantante della mia infanzia, il mio primo cantante preferito, la mia prima cassetta comprata (all'autogrill) e l'altro quello dell'età adulta. No, perché mia mamma le canzoni me le cantava quando ero piccola, perché ho consumato anche la cassetta dell'altro a furia di ascoltarla.
No, non si spiega e basta, come il più delle emozioni. Ci sono e basta, ci si deve adeguare alla loro esistenza. E stop.
Così ieri a Piazza Castello a Torino, ho lasciato riposare un poco la macchina fotografica (ma un poco) e mi sono goduta le note e le voci che due grandi della canzone italiana come Dalla e De Gregori  hanno intrecciato.
Di come sa commuoverti una nuova versione di "Nuvolari", o come "Rimmel" ti dica che tu, i tuoi 4 assi di un colore solo, non sai ancora come impegnarli. Sognare, un giorno, di ritrovarti nelle parole di Futura e di canticchiare a qualcuno "Buona notte Fiorellino" e ridere pensando che tu, a 6 anni, canticchiavi tranquilla "Disperato erotico stomp" senza sapere quello che dicevi.

Mi sono commossa, perché in "Viva l'Italia" ci sei anche io.
Inaspettatamente De Gregori "autorizza" il karaoke su Rimmel, così sulla scenografia, un bellissimo lavoro di Mimmo Paladino, appaiono le parole della canzone e Piazza Castello intona, in coro. E vedi i bimbi sulle spalle dei genitori che cantano che si muovono. Penso che il mio primo concerto l'ho visto sulle spalle di mio zio, ad una Festa dell'Unità. Era Lucio Dalla (o Mucio Dalla, come dicevo io all'epoca). Qui siamo a Torino, all'inaugurazione della Festa Democratica Nazionale e magari anche loro tra qualche anno si ritroveranno ad un concerto di uno dei due artisti e vedendo un altro bimbo sulle spalle del padre, ripenseranno a se stessi anni prima, a quello che la musica sa dare.
No, non posso spiegare cosa sono per me, perché molte volte le emozioni non le puoi spiegare, ti ci devi adeguare e stop. 


venerdì, agosto 27, 2010

EquiLibrismi - Fiabe

Forse è un periodo della vita. Un periodo ciclico, di quelli che ogni tanto torna a fare capolino. Quando ti guardi intorno e dici: "il mio principe azzurro è qui in giro, solo si è mimetizzato dannatamente bene".
O quando pensi che forse non ne vale la pena di starlo ad aspettare sto Principe Azzurro. Che quello arriva tardi, magari la tutina non è azzurra azzurra ed è pure macchiata di sugo. E ti tocca pulirgliela.
O pensi che è molto meglio il ranocchio, che poi è una bella sorpresa.
Insomma, ci sono momenti in cui ripenso alle fiabe. Quelle che mi raccontavano da piccola e quelle che ho iniziato a leggere da me. Le varie trasposizioni in cartoni animati. E tutte le favole che ho letto quest'estate ai miei cuginetti, avidi di sentir storie. Che poi per quante ne abbia lette ne salta fuori sempre qualcuna nuova.
Così è deciso. Mi vado a comprare "Fiabe italiane" di Italo Calvino. Perché ricordo della mia maestra di 3^ elementare che ci fece recitare "Prezzemolina" e ci fece leggere "Giufà", delle letture che mi sono fatta alle superiori, tra una versione di latino e l'altra, tra un filosofo e l'altro, mentre ero in biblioteca a studiare. Perché le fiabe mi mancano, ed è ora di tornarci per un po'. Chi lo ha detto che sono cose per piccoli?

giovedì, agosto 19, 2010

EquiLibrismi - Come Alta Fedeltà

Ok, qualcosa rimane dei libri che leggi no?
Di alta fedeltà può rimanerti la mania della classifiche. Quindi oggi pensavo ai 5 personaggi che, chiuso il libro, mi mancano un po':

- Benjamin Malaussène
- Zia Mame
- L'Alligatore
- Pepe Caravalho
- Novecento

i 5 luoghi di libri in cui vorresti stare:

- Macondo
- Belleville
- Lisbona
- La frontiera scomparsa
- Algeri


Non metto di proposito i titoli :p
Le vostre?

lunedì, agosto 16, 2010

EquiLibrismi - Alta Fedeltà

Ci sono libri che ti aprono gli occhi e ti fanno conoscere il mondo. ci sono libri che ti fanno, semplicemente, conoscere te stesso. altri ancora ti fanno riflettere e qualcuno ti fa capire qualcosa di più.
Ecco, per me Alta Fedeltà fa parte di tutto questo (beh, dai, forse nella prima categoria è un po' esagerato). Comunque. è la prima volta che leggo un libro e metto dei segnalibri in alcune pagine, perché il passaggio in quella pagina mi piace particolarmente. 
Comunque: 
- Anche io penso che quando regali un cd (o un libro) ad una persona cara e prendi uno di quei titoli o autori che tu ami e pensi che non possa non avere, non lo fai per renderla come te, ma per dargli nuovi spunti, nuovi interessi. Per arricchirlo.
- regalerò sicuramente il mio cuore a chi saprà farmi la cassetta perfetta. 
ecco.

Grazie a Ivana per avermi fatto una "testa tanta" con 'sto libro

Assenze

Rallenti un attimo e guardi verso un tavolino del bar. Ti aspetti di vederlo lì, con gli altri, a giocare a carte. Ma, ovviamente, non c'è. Ci pensi mentre continui a camminare. Pensi che in realtà erano almeno 6 o 7 anni che non andava più al bar. Eppure questa volta quell'assenza ti ha provocato una fitta. 
Ti affacci al balcone e guardi le luci dei paesi vicini. Vedi i fuochi d'artificio più in là. E ti chiedi che paese sia. Per un attimo ti giri per chiederglielo. Ma non c'è più e non ti dirà che paese è e chi ci stà, chi conosce lì. Non lo facevamo più da anni questo gioco. Ma oggi quell'assenza è una fitta, è un nodo in gola che piano piano si scioglie diventando lacrime.

sabato, agosto 07, 2010

EquiLibrismi - sotto l'ombrellone (libri da non leggere?)

Ci siamo. L'ultimo giorno in ufficio è stato archiviato, con tanto di torta. Ora mi aspettano gli ultimi 2 giorni nella capitale (il tempo di dare una pulita, svuotare il frigo e fare le lavatrici arretrate e godermi la piscina) e poi si parte per 2 settimane di mare.
Parte quindi il classico tormentone: Che leggere sotto l'ombrellone?
In realtà è una frase falsa, di solito di ombrelloni non ne uso e per restare fedele al titolo di questa "rubrichetta" sto in equilibrio sugli scogli. Ma comunque leggo e tanto. Quindi ho guardato la mia mini-libreria romana e ieri nel mio passaggio da Feltrinelli ho portato a casa "Alta Fedeltà" di Hornby, visto che in tanti continuano a consigliarmelo.
Porto anche Pastorale Americana di Roth, lo avevo iniziato ma poi è rimasto vittima di un esame universitario.
Ok, ho 2 libri (quasi). Ma visto che il viaggio durerà 8 ore (per quanto in notturna) non bastano per le 2 settimane, visto che probabilmente la voce "internet" sparirà dalle ore giornaliere e che ci sono le ore del riposino pomeridiano da riempire (io raramente dormo il pomeriggio). Forse prenderò anche un libro per l'infanzia, qualche romanzo che non ho letto da piccola, visto che avrò anche i miei cuginetti intorno.
Però ho deciso di farla difficile. Non quale libro portarmi dietro, ma quale libro evitare di comprare (perché è troppo pesante per la lettura estiva, perché è proprio brutto... .etc).

venerdì, agosto 06, 2010

Cartoline da L'Aquila

La ricostruzione che non c'è





Tanti saluti a L'Aquila - Cartolina dai vicoli della città - 2







Tanti saluti a L'Aquila - Cartolina dai vicoli della città






Tanti saluti a L'Aquila - Cartolina da Piazza San Pietro






Tanti saluti a L'Aquila - Cartolina notturna da Piazza Palazzo






Tanti saluti a L'Aquila - Cartolina da Piazza Palazzo





Tanti saluti a L'Aquila - Cartolina dal Palazzo del Governo






Tanti saluti a L'Aquila - Cartolina dal Duomo

lunedì, agosto 02, 2010

2 agosto 1980. 30 anni alla ricerca della verità


Io ho quasi 29 anni. Sono nata un anno e mezzo dopo la strage. Ma per me, per tutti quelli della mia età è come esserci stati. Siamo tutti consci che i nostri genitori potevano essere lì e magari noi potremmo non esserci, o uno dei nostri genitori porterebbe addosso quelle ferite. Legami col ricordo di quella strage ne abbiamo tanti. La mia scuola elementare, ad esempio, si chiamava proprio: "2 agosto". Poi, in realtà, basta passare in stazione, vedere la sala d'aspetto, con quella ferita sul muro, quella lapide e quel segno per terra. Basta alzare gli occhi quando arrivi in stazione e vedere quell'orologio fermo. Ore 10.25. 
No, non è possibile non sapere, non è possibile non ricordare, non è possibile non sentire quella voglia, quella sete di verità.
Quest'anno il governo ha deciso che sarebbe bastato il prefetto a rappresentarlo. Ha deciso che nessun ministro o altro rappresentante sarebbe andato ad incontrare i familiari delle vittime e i sopravvissuti. Ha deciso che nessuno sarebbe salito sul palco. Perché? Per non prendere altri fischi.... motivazione stupida, subdola e inutile. Si impegnassero a mantenere le promesse, si impegnassero a levare il segreto di stato. Si impegnassero a scoprire chi e perché ha ordinato quella strage. 
E vengano in piazza, vengano a prendersi i fischi se necessario, ma mostrino il rispetto che si deve alle vittime, a questa città.
Ne ho scritto anche qui