Io ho quasi 29 anni. Sono nata un anno e mezzo dopo la strage. Ma per me, per tutti quelli della mia età è come esserci stati. Siamo tutti consci che i nostri genitori potevano essere lì e magari noi potremmo non esserci, o uno dei nostri genitori porterebbe addosso quelle ferite. Legami col ricordo di quella strage ne abbiamo tanti. La mia scuola elementare, ad esempio, si chiamava proprio: "2 agosto". Poi, in realtà, basta passare in stazione, vedere la sala d'aspetto, con quella ferita sul muro, quella lapide e quel segno per terra. Basta alzare gli occhi quando arrivi in stazione e vedere quell'orologio fermo. Ore 10.25.
No, non è possibile non sapere, non è possibile non ricordare, non è possibile non sentire quella voglia, quella sete di verità.
Quest'anno il governo ha deciso che sarebbe bastato il prefetto a rappresentarlo. Ha deciso che nessun ministro o altro rappresentante sarebbe andato ad incontrare i familiari delle vittime e i sopravvissuti. Ha deciso che nessuno sarebbe salito sul palco. Perché? Per non prendere altri fischi.... motivazione stupida, subdola e inutile. Si impegnassero a mantenere le promesse, si impegnassero a levare il segreto di stato. Si impegnassero a scoprire chi e perché ha ordinato quella strage.
E vengano in piazza, vengano a prendersi i fischi se necessario, ma mostrino il rispetto che si deve alle vittime, a questa città.
Ne ho scritto anche qui

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