venerdì, agosto 27, 2010

EquiLibrismi - Fiabe

Forse è un periodo della vita. Un periodo ciclico, di quelli che ogni tanto torna a fare capolino. Quando ti guardi intorno e dici: "il mio principe azzurro è qui in giro, solo si è mimetizzato dannatamente bene".
O quando pensi che forse non ne vale la pena di starlo ad aspettare sto Principe Azzurro. Che quello arriva tardi, magari la tutina non è azzurra azzurra ed è pure macchiata di sugo. E ti tocca pulirgliela.
O pensi che è molto meglio il ranocchio, che poi è una bella sorpresa.
Insomma, ci sono momenti in cui ripenso alle fiabe. Quelle che mi raccontavano da piccola e quelle che ho iniziato a leggere da me. Le varie trasposizioni in cartoni animati. E tutte le favole che ho letto quest'estate ai miei cuginetti, avidi di sentir storie. Che poi per quante ne abbia lette ne salta fuori sempre qualcuna nuova.
Così è deciso. Mi vado a comprare "Fiabe italiane" di Italo Calvino. Perché ricordo della mia maestra di 3^ elementare che ci fece recitare "Prezzemolina" e ci fece leggere "Giufà", delle letture che mi sono fatta alle superiori, tra una versione di latino e l'altra, tra un filosofo e l'altro, mentre ero in biblioteca a studiare. Perché le fiabe mi mancano, ed è ora di tornarci per un po'. Chi lo ha detto che sono cose per piccoli?

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