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Necessitano di ripassi

Dialogo con un non precisato impiegato de L'Unità Bologna:
IO-Salve, sono due giorni che usate foto mie senza neanche degnarvi di mettere i credits (figurarsi pagarle).
LUI -Ah, no, guardi, per un errore oggi la foto ha coperto la scritta flaviodelbono.it, vede si intravvede un pò.
IO - No, i credits è la firma del fotografo
LUI - Beh, è uguale
IO - No, le dò una notizia.... le foto non le scatta un sito, ma un persona in carne, ossa e flash (nella fattispecie IO!). Poi non parliamo del fatto che avreste dovuto chiedermi il parere e, particolare non meno importante, pagarmi.
LUI - Eh, si ma lo fanno tutti i giornali
IO - Guardi, infatti sto facendo la gentile e vi chiamo, altri si ritroverebbero la lettera dell'avvocato con fattura allegata.
LUI - ma noi abbiamo chiesto e ci hanno detto che le foto erano su quel sito.
IO- Questo non vuol dire che non dobbiate rispettare il mio lavoro. Io oggi in prima pagina vedo una foto di Berlinguer con accanto il nome del fotografo...
LUI - eh si. Ma quella è pagata.
IO - Bel ragionamento del piffero, a maggior ragione sarebbe il caso di mettere il nome del fotografo se manco la pagate.
LUI - è che siamo in due in questi giorni...
IO - Se vi scordaste la firma di un giornalista sotto un pezzo quello vi ucciderebbe, e nel più dei casi fa copia&incolla da agenzie. Io ho pure i costi dell'attrezzatura.
LUI - Si, vabbeh, cercheremo di non farlo più
IO - Ennò ciccio. Una volta ci passo su, la seconda vi chiamo. La terza c'è l'avvocato. La quarta manco ve lo sto a dire.
LUI - no beh...
IO - penso abbiate un ufficio legale che, se non lo ha studiato all'università, le può spiegare l'esistenza e il significato del Copyright e del diritto d'autore.
LUI - Si, ci scusi. Allora. Non capiterà più.
IO - Bravo.

Ma perchè gli viene così difficile capire che le foto non si scattano da sè, ma c'è una persona che ha speso migliaia di euro, e che non ci stà a farsi prendere in giro così facilmente.
Giornalisti scalzacani.
Però le mie foto stampate su un giornale sono proprio belle.
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Sondaggi dal cielo

Lo sappiamo ormai tutti, no?
L'agenzia Freedom House nel suo rapporto del 2009 ha declassato l'Italia da paese "libero" (free) a "parzialmente libero" (partly free).
E i media italiani? cercano di ribellarsi da questo fastidioso bollino? (io già da cittadina sono schifata, se poi fossi una giornalista professionista, oltre ad esserne schifata, beh, forse tenterei di migliorare le cose).
Invece: Piccolo compito a casa.

Qualche settimana fa il Presidente del Consiglio, a Napoli, parlando ai giornalisti esulta: "I sondaggi che ho io mi danno il 75,1% di consensi, mentre Obama è al 59%. Quindi il mio è un record assoluto".
I dati a cui si riferisce parlano di popolarità per del leader politico, non sono le intenzioni di voto.
Ok, negli ultimi 15 anni abbiamo avuto la dimostrazione che, ahinoi, ci sono molti italiani che apprezzano Berlusconi. Però, la domanda sorge spontanea. Che sondaggi sono? Da dove vengono? Scendono dalla montagna del sapone?
Si è rimesso a chiamare i centralini delle linee Hot, come già nel 2006? Ha mandato i suoi a fare sondaggi?
TV e giornali si sono limitati a prendere per buoni i dati di Silvio, che tanto per cambiare, per dare credibilità ai suoi dati, fornisce dati con la virgola.
Ora. Nessuno si è chiesto che sondaggi siano.
Invece, è interessante notare come sia visto Berlusconi anche dall'estero.
L'emittente televisiva francese France 24 e l'International Herald Tribune, hanno commisionato al'istituto Harris Interactive un sondaggio.
Il sondaggio è stato effettuato su un campione di 6.538 persone (età 16-64) in Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna e Stati Uniti e in Italia, tra il 25 febbraio e il 3 marzo.

Ecco dunque gli indici di popolarità dei principali leader mondiali (media dei sei paesi):

1. Obama 80%
2. Dalai Lama 74%
3. Merkel 51%
4. Blair 48%
5. Sarkozy 40%
6. Ratzinger (Papa Benedetto XVI) 39%
7. Brown 36%
8. Zapatero 35%
9. Ban Ki-Moon 33%
10. Barroso 30%
11. Lula 25%
12. Berlusconi 17%
13. Fidel Castro 16%
14. Putin 16%
15. Chavez 14%
16. Mednev 10%
17. Hu Hintao 9%
18. Al-Assad (Siria) 8%
19. Ahmadinejad 6%

Obama è primo, Berlusconi solo dodicesimo su diciannove.
Parlando a livello europeo: la Merkel è prima (al terzo posto in assoluto) e Silvio è l'ultimo.
Leggendo il documento dell'istituto di ricerca si nota come il gradimento di Berlusconi è buono tra i telespettatori-elettori italiani (38%) ma decisamente più inferiore in Europa e negli Stati Uniti: 16% negli USA e in Spagna, 13% in Inghilterra, 12% in Germania e il 7% in Francia.
Tra tutti i leader occidentali, Berlusconi è quello con la più grande differenza tra la popolarità interna (38%) e quella media tra i sei paesi (17%), ben 21 punti percentuali di differenza.
La Harris International scrive:
"La grande differenza tra la popolarità del Primo Ministro Berlusconi in Italia rispetto agli altri paesi è sicuramente il riflesso del suo controllo sulla gran parte dei media italiani".

Leggendo il rapporto del sondaggio, anche relativamente al calo di gradimento per Berlusconi tra novembre ed aprile, sembra più che opinabile anche ciò che pubblicizzano i diversi giornali della famiglia Berlsuconi, secondo i quali "Con Berlusconi, l’apprezzamento del nostro paese all’estero è aumentato"
Persino in Italia la sua popolarità è diminuita dal 43 al 38%.

Ok. tutto questo per dimostrare che se io, ho potuto trovare questo sondaggio, semplicemente imbattendomici in un semplice giro su internet. Cosa non ha permesso lo stesso alle mille redazioni di tg e giornali italiani?

Ah, in Finlandia un partito candidato alle europee ha perfino lanciato uno slogan: "votateci, fermeremo Berlusconi".

Per chi volesse leggere il sondaggio: Harris Interactive
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Ecco il perchè

Provo a rispondere a chi, nel commento ad un album fotografico su facebook mi chiede: "perchè sprechi del tempo per quel cumulo di pecoroni che io macellerei volentieri"

Non perdo tempo. Lavoro. E lavoro non per una persona, un partito. Lavoro per un progetto, che va oltre l'orticello dei cazzi miei.
Vedi, il punto è questo. Da un lato i politici degli ultimi anni hanno portato avanti un modo di fare politica che ha allontanato la maggiorparte delle persone.
E allora, c'è chi semplicemente decide che di politca non vuole più saperne. Fingendo di non accorgersi che tutto quello che fai è politica. Perchè se tu, o un tuo caro, dall'oggi al domani vi ritrovate in mezzo alla strada, senza neanche uno straccio di cassa integrazione. Anche quello è politica. Se un mese prima ti hanno detassato gli straordinari, che magari la tua azienda te ne ha fatti fare comunque pochi, e poi il mese dopo siete dietro a chiudere, o non ti rinnovano il contratto. Anche quella è politica. Se nelle famiglie da settembre uno dei due coniugi, prevedibilmente la donna, dovrà lasciare il lavoro perchè non c'è più il tempo pieno a scuola, che si occupi di tuo figlio, mentre tu lavori. Anche quella è politica.
Puoi decidere di macellare tutti i pecoroni. E non votare. Ma devi essere coscente che tutto quello che succederà, un pò te lo sarai cercato.
Oppure. Puoi decidere di guardarti intorno, togliendo le fette di prosciutto dagli occhi. E andare oltre le grida populistiche di un comico improvissatosi aizzatore di masse. Che fa indiscriminatamente di tutta l'erba un fascio. Al rogo tutto e tutti. I migliori, quelli senza macchia, siamo solo noi. Io qualcosa lo condivido con Grillo. Ma molte cose no.
Anche io penso che lo stipendio e i privilegi dei nostri rappresentanti siano troppo alti. Ma non credo che SOLO diminuendoli si risolvano i problemi del paese. Una volta che tutti quei soldi restano in cassa, bisogna saperli usare.
Anche io credo che il contributo pubblico ai giornali sia esagerato. Ma lo è solo quando questo contributo viene elargito a fogli pubblicati solo per capriccio di 3 parlamentarucoli, o quando il giornale in questione stampa migliaia di copie in più (che poi regala o vanno al macero), solo per poter avere un contributo più alto. Quel contributo statale garantisce a certi giornali di andare in edicola, e di informare. Giornali che da quando quel contributo non c'è più, rischiano di chiudere, impoverendo il nostro panorama informativo (già fin troppo scarso e controllato).
Ci vogliono progetti concreti. Non solo urla contro questo o quell'altro.

E allora. L'altra scelta è lavorarci. Tenendo sempre presente un orizzonte che scavalca, come dicevo, il nostro cortile. Perchè la verità è che parte della disaffezione politica che c'è, è dovuta ad un eccesso di individualismo. Il sindaco, il parlamentare o chi per essi non è in grado di risolvere il mio problema? E allora sono tutti degli incapaci.
è un lavoro che si fa perchè un domani, si spera non troppo lontano, tutte le donne possano decidere, in piena libertà, se andare a lavorare o stare in casa coi figli. E sia una scelta non dettata dai conti che ci si fanno in casa (il mio stipendio, e qualcosa in più, va tutto alla baby sitter). Perchè ci sia l'accesso reale, per chi vuole, all'università. Perchè una volta finiti gli studi ci si possa realizzare nel proprio campo. E non fare i precari a vita. Perchè più nessun genitore debba andare a prendere la spesa alla Caritas, e poi, tornato a casa, fingere di essere stato al supermercato. Solo per dignità.

Da entrambe le parti ci sono politici che pensano solo ai loro affari, e a se stessi. Ma c'è anche chi lavora, e pensa seriamente al paese.
è per il progetto che presenta una di queste persone che io lavoro.
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Ammettiamolo. Sono l'unica inviata a Bologna. C'era poco scampo. Ma una può fare, almeno per mezza giornata, l'orgogliona?
Ecco. Io oggi lo sono. Perchè ieri Mr. Dario Franceschini, alias il SegreDario, era a Bologna. E io ho scritto 4 cose per il sito del pd.
Ed eccole qui.
Grazie a Marco, il miglior Pr che si possa avere ;D.
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Un treno si aggira per l'Europa.

Ci sono cose difficili da riassumere.
Tra queste c'è sicuramente la 5 giorni in treno con il Partito Democratico.
Progetto ambizioso. Una scuola di formazione itinerante, 5 grandi città europee: Torino, Parigi, Berlino, Praga e Venezia. 400 ragazzi...
Partenza alle ore 6 da Bologna. Un piccolo trauma, soprattutto perchè la sera prima ho lavorato e sono rientrata tardi. Nina attende con me sul marciapiede che arrivi il mio taxi. Quando salgo lei miagola e se ne va.
Sul binario trovo Silvia. Mia compagna di classe della materna ed elementari, dividiamo insieme questa prima parte di viaggio fino a Torino. Si parla di politica, persone normali dormirebbero... ma forse non lo siamo tanto normali...
Alla stazione di Torino mi attende la redazione web al gran completo: Giacomo e Ivana. Sarà dura senza il Capo, ma ce la faremo. Forse.
Difficile riassumerli, questi 5 giorni. Ci sono immagini, sensazioni e odori (e quando 400 persone non hanno una doccia a disposizione per 2 giorni, si ci sono odori!).
Posso raccontare della faccia che ho fatto quando Vania mi ha fatto notare che la vista del nostro hotel parigino era costituita da un cimitero... e visto che la stanza era la 666, ho detto tutto! Del bar parigino dove, dietro al bancone, con la barista angloignorante (frase magica di Ivana, per far capire che voleva una bottiglia d'acqua: "bottiglia.... tappo (mimando il gesto di svitare un tappo dalal bottiglia)"), è apparso un cane, che tutti si fermavano ad accarezzare, per poi tornare ad occuparsi dei cibi altrui.
Se ad Amalfi con Ivana abbiamo partecipato al campionato mondiale di disordine, questa volta c'è stato quello per le figuracce.
Non si contano...
Oppure dal taxista tedesco, che faceva manovre improbabili ad alta velocità, e che per tranquillizarci dice: "I've two kids", "italiani: pasta, pizza and ferrari". Si ok, hai due figli, ma non mi hai detto se gli vuoi bene, o se piuttosto che vederli ti uccidi. E la Ferrari preferisco che a guidarla siano altri, non tu.
Sono rimasta affascinata da Berlino. Dalla sua architettura. Dalle vetrata della Humboldt University, un mosaico, in cui trovano posto anche Marx e Gagarin.
Ed eccolo, che torna. Uolly. Tiene una lezione. E i ragazzi. alal fine, gli tributano una standing ovation. E lui si commuove. E anche qualcuno in sala.
La mia rincorsa ad uno Starbucks... che si è conclusa solo a Praga, con un frappuccino. Che vabbè, posso vivere anche senza.
Le tante persone conosciute. Quelle ritrovate.
La stanza di Berlino diventata la sede della redazione web. Primo avanposto europeo in cui abbiamo avuto una connessione internet. Stanza 125, in Alle der Kosmonauten! Che ancora oggi vado ripetendo, come un soldato di Sturtruppen.
Nuovi amori che nascono, ma che giacomo si ostina a non ammettere. Forse per paura di essere etichettato come raccomandato.
L'unica presa elettrica del treno, che si rompe. non permettendoci neanche più di usare il computer. Meno male che a Berlino ho occupato tutte le prese presenti, per caricare i 300 accrocchi tecnologici che mi tiro dietro.
E nuovi fredifaghi, che si raccomandano con la fotografa. Che non pubblichi foto di lui con la bionda ragazza del treno. Che a casa c'è la fidanzata.
E Ivana istiga: "fotografalo e taggalo!".
La partenza all'alba da Berlino. E il conseguente sonnecchiamento sul vagone ristorante. Giacomo sostiene che mi sia addormentata mentre parlavo, con la scusa che indossavo gli occhiali da sole. Mah, non confermo nulla!
La magia di Praga, e la follia dell'ultima notte in treno....

Il triste rientro a casa. Perchè seppure con un pò di problemi organizzativi, e una folle corsa nelle città. è stata un'esperienza bellissima.
Come al solito ringrazio chi mi ha permesso di viverla, e chi l'ha resa così divertente.

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Cheers from Berlin



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Offesi

Tanto per chiarire, che quello che mi offende non è una vignetta (per altro io continuo a guardarla e a cercarci l'offesa), ma ben altro....

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Ipse Dixit



E non può nemmeno denunciarmi. Il permesso me lo ha dato lui stesso.
Non ti ricandidi a Bologna perchè devi occuparti di tuo figlio. Poi, da un mese non fai che sbattere i piedini per andare in Europa. A chi ti fa notare che Bruxelles è più lontano di Bologna rispondi "che non è lo stesso peso". Non sarà lo stesso peso. Ma io ti pago comunque, e di essere presa per o fondelli non ne ho molta voglia.
Alla fine tra rompi di qua, rompi di là, attacca il candidato del tuo schieramento. Da Roma hanno deciso che è meglio spedirti in Europa. A chi ancora esprime perplessita rispondi che "ti sei rotto".
Beh, che dire. Io fossi in Franceschini non ti mettereio capolista. Che almeno la tua posizione un pò te la devi sudare. Detto questo, io in Europa non ti manderei, a quel paese si!
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Amalfi on my mind

Il treno corre, verso Bologna e verso il Lunedì. I miei pensieri stanchi si sparpagliano, i miei ricordi mi cullano. è un misto di stanchezza e vigore, di gioia punteggiata di delusione, che ,i riaccompagna a casa.
Questa volta la divisione è stata fatta con una scientificità perfetta. Così hanno messo in stanza insieme 2 disordinate. Che più che un scuola sull'ambiente poteva essere il ritiro per i campionati del mondo del disordine.
Amalfi ci accoglie col sole. Il mare scintilla, invitante. è una ragnatela di vicoli, di voci.
Cortona è stata salite, Amalfi scale. Che ho fatto 2 - 3 volte al giorno, per fotografare da una sala all'altra. Ascoltando spezzoni di relazioni, osservando l'attenzione sui volti dei ragazzi.
E penso che, se nella mia campagna elettorale a Bologna di ragazzi ne sto trovando pochi, grazie al cielo pare che non siamo una razza in via d'estinzione.
Ho rischiato di essere investita più o meno 5 volte al giorno. Senza contare che appena scesa dalla macchina per poco non mi prende sotto un pullman con la scritta "margherita", e si, forse alla guida c'era un sosia di Rutelli.
Sono stati giorni un pò faticosi, ho scattato centinaia (forse migliaia) di foto. Scaricate, scelte, caricate, taggate, discusse...
Sono riuscita a ritagliarmi una mezz'ora per sedermi in riva al mare, sentirne l'odoro, leggere e fare qualche scatto.
Ma ne è valsa la pena. Per conoscere persone nuove, per passare del tempo con vecchi amici, per raccontare a chi non è potuto esserci cosa stava accadendo.
Così ringrazio il Pd per la scuola politica ad Amalfi, Ivana, Giuseppe, Emilio, Marco, Antonella, Stefano e Andrea per la compagnia. Laudo per avermi fatto partecipare e questa bellissima esperienza.


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In bilico, fra tutti i miei vorrei.


Una levataccia oggi. Per essere alle 7 all'appuntamento che mi ha condotta ad Amalfi.
Certo, una conferma che Roma ti riempie gli occhi di bellezza, anche quando sono assonnati.
Viaggio in macchina, tra giornali, chiacchiere e sonnecchiamenti.
Piano piano si scorge il mare, e poi la costiera.
Amalfi è bella. E io avevo proprio voglia di vedere il mare. Per fortuna è uscito il sole, speriamo che regga anche per i prossimi giorni.
Passare accanto al tuo paese mi ha scosso per un pò. Ma forse è peggio vedere le cartoline di Pompei, ricordarmi di quella giornata, in cui forse avrei dovuto capire che era meglio chiudere tutto, piuttosto che trascinarla oltre per anni.
Ed è dolorosa la tua sorda indifferenza e le mie lacrime, che vorrebbero urlare, ma restano mute
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Protagonisti


Sempre per la serie "coccoliamo l'ego", oggi su Repubblica.it una foto del manifesto per la campagna elettorale di Bologna. Con la foto scattata dalla scrivente. Io non avevo ancora trovato il tempo di fermarmi in mezzo alla strada a scattare la foto al cartellone. così ringrazio l'ignoto fotografo ri repubblica....
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Aborti di società

"Corrado Augias, nei primi mesi del 2009, sta raccogliendo una serie di lettere su aborti volontari, terapeutici e spontanei. Le donne che hanno abortito scrivono ad Augias e raccontano quello che di tremendo hanno vissuto nei reparti di ostetricia e ginecologia degli ospedali italiani, dove lo stato etico mostra la sua faccia più vera e spaventosa. (...) A scrivere ad Augias ieri è stata una donna di Milano, che all’ospedale Fatebenefratelli è andata per una gravidanza che si è interrotta di colpo, al quarto mese, con la rottura delle acque. Purtroppo non ho trovato la lettera online e quindi ve la racconto a memoria. Le hanno fatto una puntura, l’hanno lasciata sola mentre aspettavano che si dilatasse, l’hanno toccata in tre o quattro senza presentarsi, medici diversi ogni mezz’ora. Poi, dopo averla lasciata in corsia per un po’, l’hanno portata in ambulatorio, e lì, finalmente, ha lei espulso il feto. Dopodiché l’hanno messa in una stanza con una mamma che allattava. Un’infermiera è entrata a chiederle come volesse chiamare il bambino. Lei per un attimo ha creduto che fosse vivo. L’infermiera le ha poi detto che era per un registro amministrativo. A Milano, in Italia, nel 2009, una donna che abortisce, volontariamente o no, la paga cara. Prendere atto, leggere le lettere ad Augias, alzarsi in piedi urlando la prossima volta che qualcuno si dice preoccupato per il numero degli aborti".
Dal Blog di Matteo Bordone. Grazie a Ludik per la segnalazione
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"A furia di pija iniziative. Ha preso l'iniziativa di fermare la registrazione"

... O della festa della Donna....

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Applico alla vita i puntini di sospensione

Oggi ho chiuso un'altra porta. Oggi ho lasciato dietro di me un altro mondo.
Forse ora sono esagerata. Ma al momento sento che è un mondo che ha succhiato le mie forze per 5 mesi, e che a me ha lasciato veramente poco. Quindi si, sono felice di chiuderla quella porta. Anche se forse, dovrei sentirla come una mia piccola sconfitta. Ho lasciato altre cose indietro per questo. E ora, dopo questi mesi mi sono accorta che no, non sono fatta per quel modo di gestire e fare le cose. Anche se, onestamente, penso di aver dato il 100% fino a dicembre. Poi ho visto con occhi diversi alcune cose, alcuni attegiamenti. Ma no, non sono scappata. è stato un caso che un'altra occasione, sinceramente migliore, mi arrivasse in coincidenza con lo scoppio di una sgradevole situazione.
Io so affrontare lo stress, quindi so di non aver ceduto alle prime responsabilità. Semplicemente se devo lavorare preferisco farlo a condizioni che mi aggradino di più.
Io so trattare le persone, e non credo che urlare e insultare alla cieca sia il modo migliore per ottenerle. Bastano poche parole, dette bene e al posto giusto. E non c'è bisogno di urla, basta un tono fermo. Ma questo alcuni non lo sanno comprendere.
I dipendenti vanno trattati con massimo rispetto, e io su questo non transigo.
Così oggi chiudo un'esperienza che nell'insieme reputo negativa. Perchè sento che non mi ha lasciato nulla dentro. Anzi ha tolto spazio a molti delle mie passioni, al mio studio, e mi lascia con forti mal di testa, e qalche diottria in meno.

Scrivo sull'agenda una citazione al giorno (quasi), per riprendermi un mio spazio poetico.
Nelle ultime due sere ho riassaporato vecchi piaceri. Sedersi, accendere la radio e ascoltare "Alle otto della sera". Sarà la sigla, sarà la narrazione degli argomenti (quasi sempre interessanti), o il tono di voce che impongono di tenere al conduttore. Ma ha un effetto balsamico.
Bolle d'aria che rompono la superficie dell'acqua.
Però.... però.... da venerdì parte un'avventura nuova.
Da venerdì verrò pagata, anche, per fare una cosa che amo, anzi due.
Verrò pagata per fotografare e per lavorare alla campagna elettorale del candidato sindaco di Bologna. Quindi foto e politica.
Ho già conosciuto parte dei futuri colleghi. E sento intorno un clima di stima. E questo mi stimola e mi dà energie.
In più in questi giorni Bologna sta per essere tappezzata con nuovi manifesti del candidato. E su quei manifesti la foto, è una di quelle che ho scattato io.
Ieri sera tornando a casa, era quasi l'una, ne ho visto uno. Sono arrivata alla prima rotonda, ho girato e ci sono ripassata, lentamente, davanti. Per poi girarmi alla rotonda successiva e rivederlo di nuovo..... è stata una piccola emozione.
è vero, è un lavoro che mi coprirà fino al 7 giugno, poi chissà. Ma alle volta bisogna rischiarsela.
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A volte la follia, sembra l'unica via...