venerdì, giugno 17, 2011

EquiLibrismi - Disordine in libreria

Ok, lo ammetto, l'ho fatto. Ieri ero in libreria, avevo 2 libri in mano, decisa a comprarli.
Poi squilla il telefono e chiacchiero un poco. In quella libreria prende solo in un punto, quindi quando la linea è caduta mi sono affrettata ad uscire per evitare di piantare radici nel reparto cd di fronte alla collezione di Gigi D'Alessio, e poter chiacchierare all'aria aperta.
Ero di fretta e ho deciso di non fare la fila per pagare e di rimandare l'acquisto. Così abbandono "Superwoobinda" e "La sovrana lettrice" su uno scaffale a caso nel settore viaggi, uscendo di fretta,
Sì, sono una disordinatrice da libreria. Ma lo faccio sempre pensando che poi, chissà, magari passerà qualcuno che a quel libro non ci pensava proprio, che davanti allo scaffale di quell'autore non ci sarebbe passato, e invece, grazie al mio disordine, se ne innamorerà.... Pie scuse di una disordinatrice incallita
Però.... poi succede che ci sono libri che decidi che "devi" avere. Così oggi sono tornata.
Vado dritta verso lo scaffale dell'autore ma.... quel libro non c'è. Vado al pc a disposizione dei clienti e cerco, il terminale dice che qualche copia c'è. Giro tra le esposizioni. Ma nulla. Vado dove l'ho abbandonato. Niente. Non c'è.
Non paga provo a fare la vaga con l'addetto, chiedo notizie del libro. Anche a lui risulta qualche copia cerchiamo. Nulla.
Io vorrei dirgli "Guardi, ieri c'era io poi l'ho abbandonato al piano di sopra". Ma ho timore di un rimbrotto, d'altronde il commesso stesso, con aria rassegnata mi dice: "Provi domani, magari qualcuno lo ha lasciato da qualche parte e tra un po' un collega lo rimetterà sugli scaffali. Mi spiace".
E io mi sento un po' in colpa uscendo col mio sacchetto, vorrei dirgli che anche io sono colpevole di quel crimine. Ma pago il reato uscendo senza il libro che ora, lo so, mi tormenterà finché non lo comprerò.

giovedì, giugno 09, 2011

EquiLibrismi - Leggere con lentezza

4 mesi senza libri. O quasi.
Sì, strano a dirsi, ma in 4 mesi e mezzo ho finito 2 libri.
Perché? Forse perché quando lavori con certi ritmi (leggasi senza sosta e con una media di 14 ore al giorno...) la sera (leggasi notte) quando finalmente rientri e ti poggi sul letto... beh, a fatica vedi il cuscino, figurarsi quel minimo di concentrazione per leggere.
Poi, però, capita che sull'onda di un'antica abitudine, appena esce il libro del tuo autore preferito corri a comprarlo e una volta in stanza lo apri. E non c'è stanchezza che regga, ne divori un terzo prima di addormentarti, e nel giro di 2 giorni lo hai finito. E lì, riprendi. E riapri il libro che ti ha accompagnato per due mesi senza riuscire a finirlo, e ti dai tempo. Per leggere con calma.
E in questa lentezza un pezzetto ti entra in testa...

"Sono convinto che le persone davvero libere, uomini e donne, che sono capaci di concedere e cedere a tentazioni, che vivono passioni e amano il sesso, per la maggior parte sono belli che sono diventati belli, che hanno acquistato una loro bellezza, alle volte anche oggettiva, ma che non sono nati così, erano brutti (o quantomeno: non belli) e hanno faticato e sofferto da bambini o adolescenti e adesso è rimasto loro dentro quel desiderio di rivalsa, di riscatto, come se la bellezza così come è apparsa possa svanire e devono approfittarne per conquistare e godere. A me sembra di essere stato così, e di aver incontrato e amato e desiderato soltanto persone così."
 – Francesco Piccolo, La separazione del maschio, Torino, Einaudi, 2008


Perché a volte bisogna saper leggere con lentezza.