lunedì, luglio 12, 2010

Look Back in anger?


Mi ritrovo ad ascoltare gli Oasis, in una mattina di riposo dopo 3 giorni di lavoro.
Non che sia una fan sfegatata, ma mi piacciono, soprattutto i vecchi album.
Non lavoro oggi, potrei andare in piscina, ma il sole va e viene. Vorrei preparare un dolce, ma fa troppo caldo per accendere il forno. Così ascolto musica e riordino cose sul computer.
Intanto arriva "Don't look back in anger". Una delle mie preferite. La conosco a memoria e la canticchio e la traduco contemporaneamente. E ci penso. Penso, ma io, mi guardo indietro con rabbia? Ci sono rancori che mi porto ancora dietro? Scelte fatte da me o che altri hanno fatto per me che mi rodono ancora?
è che alla fine se non lavori finisci per arrovellarti su queste domande stupide e magari finisci per fare un consuntivo.
Beh, sono fortunata. Non guardo indietro con rabbia. Sono convinta che ogni passo fatto mi abbia fatto crescere, se non nell'immediato a posteriori sì.
Anche quelle scelte che ho creduto difficili da portare avanti, quelle che hanno richiesto forza e decisione, quelle che mi hanno fatto piangere. Anche con quelle, forse per quelle, sono cresciuta. Magari con qualcuno non parlo più lo stesso, perché fa troppo male, perché è ancora troppo presto. Ma non porto rancori, non mi rimprovero nulla e sto serena così.
Ora sto qui e attendo serena il mio Godot.
Intanto la canzone è finita e io cambio musica. Si passa a Max Gazzè, "A cuore scalzo".

1 commento:

Lady Marion ha detto...

Alla fine anch'io sono giunta alla saggia conclusione che tutto quello che abbiamo passato ci ha resi quello che siamo....qs non mi impedisce però di ricordare con rabbia molti e molto!!