mercoledì, marzo 11, 2009

Applico alla vita i puntini di sospensione

Oggi ho chiuso un'altra porta. Oggi ho lasciato dietro di me un altro mondo.
Forse ora sono esagerata. Ma al momento sento che è un mondo che ha succhiato le mie forze per 5 mesi, e che a me ha lasciato veramente poco. Quindi si, sono felice di chiuderla quella porta. Anche se forse, dovrei sentirla come una mia piccola sconfitta. Ho lasciato altre cose indietro per questo. E ora, dopo questi mesi mi sono accorta che no, non sono fatta per quel modo di gestire e fare le cose. Anche se, onestamente, penso di aver dato il 100% fino a dicembre. Poi ho visto con occhi diversi alcune cose, alcuni attegiamenti. Ma no, non sono scappata. è stato un caso che un'altra occasione, sinceramente migliore, mi arrivasse in coincidenza con lo scoppio di una sgradevole situazione.
Io so affrontare lo stress, quindi so di non aver ceduto alle prime responsabilità. Semplicemente se devo lavorare preferisco farlo a condizioni che mi aggradino di più.
Io so trattare le persone, e non credo che urlare e insultare alla cieca sia il modo migliore per ottenerle. Bastano poche parole, dette bene e al posto giusto. E non c'è bisogno di urla, basta un tono fermo. Ma questo alcuni non lo sanno comprendere.
I dipendenti vanno trattati con massimo rispetto, e io su questo non transigo.
Così oggi chiudo un'esperienza che nell'insieme reputo negativa. Perchè sento che non mi ha lasciato nulla dentro. Anzi ha tolto spazio a molti delle mie passioni, al mio studio, e mi lascia con forti mal di testa, e qalche diottria in meno.

Scrivo sull'agenda una citazione al giorno (quasi), per riprendermi un mio spazio poetico.
Nelle ultime due sere ho riassaporato vecchi piaceri. Sedersi, accendere la radio e ascoltare "Alle otto della sera". Sarà la sigla, sarà la narrazione degli argomenti (quasi sempre interessanti), o il tono di voce che impongono di tenere al conduttore. Ma ha un effetto balsamico.
Bolle d'aria che rompono la superficie dell'acqua.
Però.... però.... da venerdì parte un'avventura nuova.
Da venerdì verrò pagata, anche, per fare una cosa che amo, anzi due.
Verrò pagata per fotografare e per lavorare alla campagna elettorale del candidato sindaco di Bologna. Quindi foto e politica.
Ho già conosciuto parte dei futuri colleghi. E sento intorno un clima di stima. E questo mi stimola e mi dà energie.
In più in questi giorni Bologna sta per essere tappezzata con nuovi manifesti del candidato. E su quei manifesti la foto, è una di quelle che ho scattato io.
Ieri sera tornando a casa, era quasi l'una, ne ho visto uno. Sono arrivata alla prima rotonda, ho girato e ci sono ripassata, lentamente, davanti. Per poi girarmi alla rotonda successiva e rivederlo di nuovo..... è stata una piccola emozione.
è vero, è un lavoro che mi coprirà fino al 7 giugno, poi chissà. Ma alle volta bisogna rischiarsela.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

PS: la foto l'ho riconosciuta...

Anonimo ha detto...

per caso "alle otto della sera" è condotto da un certo prof di bologna, tale franco farinelli?? no perche se è cosi era unmio prof della triennale, un pazzo furioso...
comunque capisco, sotto ogni punto di vista. ci si puo combattere, ma se le persone vogliono capire certe cose, non c'è nulla che le smuova...

Anonimo ha detto...

Sono orgogliosa di te. Ho sempre sostenuto che la tua strada fosse la fotografia, e non puoi neanche immaginare quanto mi renda contenta constatare che stai realizzando quello che è un po' il sogno di tutti: essere pagata per fare ciò che ami. Ti auguro il meglio in questa nuova avventura, davvero.