Per chi, come me, trova una barbara abitudine quella di far iniziare il natale con mesi d'anticipo, quelli di Caterpillar continuano la loro campagna di Natale a Natale. Il testo della canzone di quest'anno, che verrà cantata il 25 dicembre.
Natale a Natale
La canzone che tutti insieme canteremo il 25 di dicembre!
musica e parole di Marco Ardemagni e Cinzia Poli
Oggi è il ventitré d’agosto
Ma cos’è che c’è nell’aria
Beh, qualcosa è fuori posto
montan già la luminaria
Natale a Natale, ripeto fra me
c’è un caldo epocale, ’sti addobbi, perché?
c’è l’ora legale, il ghiaccio nel tè
Natale a Natale, che scempio che è.
Gli impiegati del comune,
no, è una ditta in subappalto,
fissan stelle, fiocchi e lune,
ne riluce già l’asfalto.
Natale a Natale, ripeto fra me
c’è un caldo epocale, ’sti addobbi, perché?
c’è l’ora legale, il ghiaccio nel tè
Natale a Natale, che scempio che è.
LE NOTE
SI SI DO (alto) SI LA SOL MI RE
SI SI DO (alto) SI LA SOL MI (alto) RE (alto)
SOL SOL LA SOL FA MI MI RE
RE RE MI RE DO RE RE DO
DO DO RE MI DO RE MI FA MI RE RE
MI MI FA SOL MI FA SOL LA SOL FA RE
SOL DO (alto) SI LA DO (alto) SI LA DO (alto) SI LA DO (alto)
MI MI FA SOL MI RE DO MI RE DO DO
Visualizzazione post con etichetta radio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta radio. Mostra tutti i post
mercoledì, dicembre 09, 2009
mercoledì, maggio 14, 2008
Buonasera, ovunque voi siate
Si è sempre parlato di cannibalizzazione dei med
ia. Del fatto che i nuovi mezzi di comunicazione mettano nell'angolino i loro predecessori... Bene, credo che l'esempio lampante che così non è sempre sia lei: La Radio.
Nel 1895 grazie a Guglielo Marconi prendono il via vari esperimenti che, dal telegrafo senza fili, porteranno alla radio, più o meno così come la conosciamo.
"Uno, due, tre, quattro, nevica lì dove siete voi signor Thiesen? Se sì, volete telegrafarmi?". è il 1900, e questo è il primo messaggio sonoro trasmesso attraverso le onde radio, il 24 dicembre 1900 il finlandese Fessenden (che il giorno prima aveva, appunto, mandato il primo messaggio vocale), trasmette il primo programma radiofonico della storia: parole e musica. Riesce a coprire un raggio di 25 Km dalla stazione trasmittente situata a Brant Rock sulla costa del Massachussets.
La radio ha accompagnato le nostre vite, ha raccontato crisi, guerre, periodi positivi e meno. Ha fatto la storia della comunicazione. La seconda guerra mondiale come sarebbe stata raccontata senza Radio Londra?
E senza la "Guerra dei mondi" raccontata da Orson Welles nel 1938, ci saremmo mai accorti di quanto siamo manipolabili e creduloni?
La radio negli anni ha dovuto combattere il cinema, la tv, l'avvento di internet. Ogni volta data per morta, ha sempre saputo reinventarsi ed andare oltre. Li ha inglobati in sè, è stata lei a cannabalizzarsi.
Da mezzo di solo audio, oggi, la radio si vede. Con le web cam in studio, colegandosi al sito dell'emittente, si può sbirciare nella diretta della propria trasmissione preferita. Alcune trasmissioni vengono trasmesse anche in tv, è il caso di "DeeJay chiama Italia", su All Music o di "Viva radio2" su Rai1.
La radio è interattiva, si può telefonare in diretta, inviare sms e mail. E così dire la propria, dedicare o salutare....
Oggi la radio è più viva che mai, nelle sue multiformi varietà. La radio la si ascolta a casa, in macchina, nei lettori mp3 che portiamo quasi sempre addosso, la ascoltiamo dal computer.
E la radio ora non è più transistor, e vinili. Ora la radio trasmette in digitale.
La radio la si fa anche da casa propria ormai, basta un computer un microfono, un software e internet, e si è pronti a trasmettere nella rete.
Se non si riesce a sentire il programma in diretta, o si vuole riascoltare una puntata, ecco il podcast, la possibilità di scaricare sul computer (e poi trasferirla sul supporto che si preferisce), e così la radio non è solo diretta, ma anche un mezzo asincrono.
Sono tanti i podcast, tra quelli delle radio tradizionali e quelli delle radio online, ci si può sbizzarrire, io tra, tra gli altri, ho le lezioni di storia che si tengono all'auditorium di Roma.
La radio riempie senza invadere. Si può scegliere come seguirla che farne. E così, se gli altri mezzi vanno in crisi, lei è sempre lì, da quasi 100 anni, alle manopole ho sostituito i bottoni, alle lancette il display, ma finiamo sempre ad ascoltarla.
Per chi volesse, o fosse curioso, questo è l'audio de "La guerra dei mondi", di Welles
ia. Del fatto che i nuovi mezzi di comunicazione mettano nell'angolino i loro predecessori... Bene, credo che l'esempio lampante che così non è sempre sia lei: La Radio.Nel 1895 grazie a Guglielo Marconi prendono il via vari esperimenti che, dal telegrafo senza fili, porteranno alla radio, più o meno così come la conosciamo.
"Uno, due, tre, quattro, nevica lì dove siete voi signor Thiesen? Se sì, volete telegrafarmi?". è il 1900, e questo è il primo messaggio sonoro trasmesso attraverso le onde radio, il 24 dicembre 1900 il finlandese Fessenden (che il giorno prima aveva, appunto, mandato il primo messaggio vocale), trasmette il primo programma radiofonico della storia: parole e musica. Riesce a coprire un raggio di 25 Km dalla stazione trasmittente situata a Brant Rock sulla costa del Massachussets.

La radio ha accompagnato le nostre vite, ha raccontato crisi, guerre, periodi positivi e meno. Ha fatto la storia della comunicazione. La seconda guerra mondiale come sarebbe stata raccontata senza Radio Londra?
E senza la "Guerra dei mondi" raccontata da Orson Welles nel 1938, ci saremmo mai accorti di quanto siamo manipolabili e creduloni?
La radio negli anni ha dovuto combattere il cinema, la tv, l'avvento di internet. Ogni volta data per morta, ha sempre saputo reinventarsi ed andare oltre. Li ha inglobati in sè, è stata lei a cannabalizzarsi.
Da mezzo di solo audio, oggi, la radio si vede. Con le web cam in studio, colegandosi al sito dell'emittente, si può sbirciare nella diretta della propria trasmissione preferita. Alcune trasmissioni vengono trasmesse anche in tv, è il caso di "DeeJay chiama Italia", su All Music o di "Viva radio2" su Rai1.
La radio è interattiva, si può telefonare in diretta, inviare sms e mail. E così dire la propria, dedicare o salutare....
Oggi la radio è più viva che mai, nelle sue multiformi varietà. La radio la si ascolta a casa, in macchina, nei lettori mp3 che portiamo quasi sempre addosso, la ascoltiamo dal computer.
E la radio ora non è più transistor, e vinili. Ora la radio trasmette in digitale.
La radio la si fa anche da casa propria ormai, basta un computer un microfono, un software e internet, e si è pronti a trasmettere nella rete.

Se non si riesce a sentire il programma in diretta, o si vuole riascoltare una puntata, ecco il podcast, la possibilità di scaricare sul computer (e poi trasferirla sul supporto che si preferisce), e così la radio non è solo diretta, ma anche un mezzo asincrono.
Sono tanti i podcast, tra quelli delle radio tradizionali e quelli delle radio online, ci si può sbizzarrire, io tra, tra gli altri, ho le lezioni di storia che si tengono all'auditorium di Roma.
La radio riempie senza invadere. Si può scegliere come seguirla che farne. E così, se gli altri mezzi vanno in crisi, lei è sempre lì, da quasi 100 anni, alle manopole ho sostituito i bottoni, alle lancette il display, ma finiamo sempre ad ascoltarla.
Per chi volesse, o fosse curioso, questo è l'audio de "La guerra dei mondi", di Welles
mercoledì, ottobre 11, 2006
parola agli ascoltatori:
"Moggi è stato un capo respiratorio"
martedì, ottobre 10, 2006
Nuove mirabolanti avventure
Da oggi inizio il mio stage a Radio Città Futura nella redazione del programma "Domani è tardi" di Mario Adinolfi... Vediamo che finisco col combinare
martedì, maggio 30, 2006
Palladium
Foto sparse dall'attesa dei risultati elettorali al palladium

La Sala Stampa



Intervista immaginaria di Marco ad Alberto
Iscriviti a:
Post (Atom)