venerdì, maggio 26, 2006

Remember

Va di moda. Ultimamente i revival sulla generazione che negli anni ‘80 era piccina picciò li sento ovunque. A Sabatonotte Gianluca Neri ha rispolverato un vecchio post di Luca Sofri sull’argomento, tempo due giorni e Federico mi invia una mail sul tema. E io mi lascio trascinare…
I miei ricordi d’infanzia sono molto legati al cortile del mio palazzo a Bologna. Eravamo una mezza dozzina di bambini più o meno della stessa età, io ero la più piccola, poi c’era il “gruppo B”, quello dei fratellini/sorelline che ci portavamo dietro.
Un’associazione a delinquere, un mese fa con la mia vicina di casa abbiamo ripensato a tutto quello che abbiamo combinato e siamo finite con le lacrime agli occhi. Abbiamo bucato con la punta degli ombrelli il soffitto dell’atrio del palazzo, dove passavano i tubi del riscaldamento. Abbiamo tolto alcune mattonelle alla pavimentazione vicino a dove iniziava il prato per avere un gradino più basso che ci facesse scorazzare con le bici sull’erba.
Le nostre mamme che ci chiamavano dal balcone per farci tornare a mangiare e noi a urlare “Mamy. Altri 5 minuti…. TI PREGOOOO!”, che poi erano un’altra mezz’ora. Le partite a pallavolo col pallone che finiva regolarmente o nei garage o nella spietatissima siepe che è stata causa della morte di centinaia di palloni, le liti tra maschi e femmine. Nascondino, con Manuel che puntualmente si nascondeva sull’albero per scenderti poi alle spalle e fare tana libera-tutti.
Un due tre stella, campana, il salto della corda e le petizioni all’assemblea condominiale per chiedere di mettere nel cortile uno scivolo, un’altalena e una volta abbiamo pure provato a chiedere una piscina… ovviamente non abbiamo ottenuto neanche un palloncino!
I banchetti sulla strada per vedere fumetti, braccialetti fatti col cotone e altre cianfrusaglie che puntualmente non comprava nessuno, i giochi inventati, come quando fingevamo di essere Occhi di Gatto, però essendo in 4 inventammo una quarta sorella.
Siamo tutti sopravvissuti a cadute rocambolesche, al terrore delle siringhe nel cortile, alle macchine che sfrecciavano sulla strada e agli autisti incarogniti per qualche nostra marachellata, all’acqua bevuta dal rubinetto della cantina, ai gavettoni in estate e alle palle di neve in inverno.

Quanta nostalgia… posso tornare piccola?

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