In genere non sono un'appassionata di libri di ricette. Non quelli classici alla Suor Germana o Wilma de Angelis. In cucina io armeggio, sperimento, brucio, faccio cose buone. Ma di testa mia.
Eppure qualche libro di questo genere c'è nella mia libreria, perché alcuni sono "nascosti" da romanzo o fatti semplicemente molto bene.
Tipo le "Ricette immorali" di Manuel Vázquez Montalbán, o quelle presenti in "Come l'acqua per il cioccolato". Molto spesso anche Montalbano parla di cucina. Ma lui tende a mangiare i manicaretti fatti da altri.
Montalbàn, in realtà, cita spesso delle ricette nei suoi libri, visto che la cucina è una passione per Pepe Caravalho, il "suo" ispettore.
Ultimamente ho comprato "Due cuori e un fornello. Convivenza in cucina" di Ilaria Mazzarotta. Non l'ho finito, perché in realtà lo spizzico di tanto in tanto (altra mia abitudine, raramente leggo un libro per volta), ma ci sono un pò di ricette pratiche che dovrò sperimentare.
Tutto questo mi veniva in mente, mentre l'autista guidava, insultando autisti a destra e a manca, e di fronte un signore sbocconcellava la sua colazione: Un panino alla porchetta (ore 9 del mattino, circa)
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