venerdì, febbraio 06, 2009

Questioni morali


In questo momento sto tutta in questa frase. "Questo blog non si occupa di Eluana Englaro perché ha troppo rispetto per i misteri del dolore, della vita e della morte."
Non voglio entrare nel merito di questa questione. Che ancor prima che spinosa, a rischio di contraddizioni, e difficile, è estremamente delicata. Delicata come quel corpo che da anni si trova in un limbo.
è difficile. Ma penso anche che questa situazione esiste perchè una famiglia ha avuto anche il coraggio di non voler fare tutto alla chetichella. Ma di trovare una soluzione per sè e per altri nelle stesse condizioni.
Gli Englaro avrebbero potuto portarsi la figlia a casa e lì, nel totale silenzio dei media, lei sarebbe morta. E a pochi sarebbe interessato. Hanno, invece, voluto che questo diritto per loro figlia fosse sancito da una legge, da una corte. E stanno, invece, attraversando una pena infinita.
Gentili Tg. é inutile che cerchiate di impietosirmi facendomi vedere e sentire storie di persone che in quel limbo, o in altri simili, ci vivono e vogliono viverci. Nessuno vuole che loro muoiano. Anzi, io provo tanta ammirazione per loro. Ma non voglio credere che se io, o qualche mio caro, esprimesse il desiderio di non essere "torturati" oltre. Vorrei essere sicura che in quel caso nessuno si prendesse la briga di spendere parole pietose sulla mia stupenda "vitalità", essendo venuto a trovarmi per 2 giorni nell'arco di anni di vegetazione.
Ecco, io in quel caso, preferirei che Berlusconi continuasse a farsi gli affari suoi come sempre, invece che i miei. Soprattutto gradirei che non usasse questa vicenda per distogliere il paese dai problemi reali del paese, come l'economia, la giustizia...
Voglio il diritto di decidere cosa sarà di me, nel momento in cui il mio corpo dovesse diventare solo un involucro inerme, che dipende da altri e da macchine per sopravvivere.
Vuol dire che viaggerò con una registrazione delle mie volontà.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono senza parole.

Anonimo ha detto...

Anch'io. Il fatto è che non c'è altro da aggiungere a quello che hai sapientemente scritto.