mercoledì, aprile 02, 2008

democratic day a bologna

Non è un mistero la mia passione politica, non è un segreto che stimi Veltroni.... quindi vien da sè che sia una dei tantissimi Wolontari.
Così anche io ho partecipato al D-Day, ecco le mie impressioni, che si trovano anche qui

Il d-day bolognese si presenta come una tiepida domenica. Esco di casa armata di macchina fotografica e mappa dei gazebo da visitare, inaspettatamente dietro casa mia mi imbatto nel primo. Ci sono 3 signori impegnati a distribuire materiale del PD e a parlare con le persone, raccogliere dubbi, dare informazioni. È il primo dei 4 banchetti che ho visitato oggi. in tutti una costante, tanta voglia di partecipare, di portare al vicino di casa ancora indeciso un po' di materiale, di aiutare acquistando le spille, i segnalibri, il bloc notes (apprezatissimo dai bambini che si sono avvicinati ai banchetti) o il girasole da far germogliare (il gadget che ha incuriosito di più). Il banchetto più importante è quello allestito sotto le due torri, dalle 11 sono stati presenti personaggi bolognesi della politica, della cultura e dello spettacolo. Il sindaco, Sergio Cofferati è arrivato con il passeggino del figlio, poi c'è l'attore Ivano Marescotti, il comico Vito, Luciano Manzalini (uno dei gemelli Ruggeri) e il cantante Andrea Mingardi. Lì tra gli altri, con il giornale, il volantino riassuntivo dei 12 punti del programma, disponibili a una chiacchiera con tutti. Personalmente ho avuto il piacere di parlare e avere uno scambio di opinioni con Francesca Reggiani e Augusto Barbera. In tutti e 4 i banchetti sono arrivata per fotografare, per vedere come stava andando. in tutti e quattro sono finita dietro il banchetto a distribuire materiale, a parlare con le persone, a discutere. Ad avvicinarsi non sono solo gli elettori che hanno già deciso di votare per il PD, ma anche parte del popolo degli indecisi, qualche ragazzo sconsolato che dice che non sa se andrà a votare: “tanto al mio paese è inutile, votano tutti per gli altri”, e che viene incoraggiato ad andare a votare, perchè il suo voto è importante, ogni voto lo è. Il terzo banchetto apre alle 15, il protagonista qui è il vento, che imperversa e impegna due persone a tenere bloccati i volantini perchè non volino tutti via. Ma il vento non impedisce alle persone di avvicinarsi, c'è chi prende gli adesivi per il pc del lavoro, chi li mette sulla bicicletta, e chi vorrebbe attaccarli sul camper degli avversari politici, che hanno il loro banchetto poco più in là (non so se l'intento sia poi effetivamente andato in porto...). Qui ad aspettare le persone ci sono tre generazioni. Un bimbo sui 10 anni aiuta a preparare i materiali da distribuire, due ragazzi sui 25 anni li distribuiscono e la più attiva è una signora di 80 anni che instancabilmente parla con chiunque si avvicini e fornisce ogni tipo di informazioni, come fare il rappresentante di lista, come può una persona anziana e non autonoma andare al seggio, come possa votare una persona in ospedale. Inaspettatamente arriva a dare il suo contributo al gazebo anche il segretario regionale del Pd, Salvatore Caronna. L'ultimo banchetto è all'insegna del relax. Davanti a uno dei circoli del PD viene offerto un aperitivo, musica e tanto materiale per tutti. Sono le 18.00 e via del Pratello è una delle vie più frequentate dai ragazzi, data l'alta presenza di locali, l'affluenza è assicurata, le copie de l'Unità vanno a ruba, tant'è che uno dei ragazzi del circolo deve correre a mettere al riparo la sua copia, e l'aria è allegra. Si fermano molti ragazzi ma anche molte persone anziane, che questo circolo lo conoscono bene, è una delle sezioni storiche di Bologna. Si parla di politica, si danno informazioni sui prossimi appuntamenti in città, si ricorda quello del 9 aprile in piazza maggiore con Veltroni, anche se una bimba di 8 anni è molto più contenta della presenza di Prodi, lei è una sua fan, e mi dice: “io sono mancina, sono di sinistra”. Sono le 20, è ora di sistemare tutto e chiudere, non senza aver organizzato un'uscita per mercoledì prossimo e la serata di venerdì a vedere la tammuriata in uno dei circoli del PD bolognese. Salgo in macchina per tornare a casa e tiro le somme della giornata. Mi rendo conto che la voglia di farcela è tanta, la voglia di cambiare l'Italia, e la domanda più ricorrente delle persone è stata più o meno la stessa: “Come andrà a finire?” La risposta prevalente è ottimista, si può fare...

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