sabato, agosto 16, 2008

La voce della luna


La voce della luna
Originally uploaded by framino.
Stasera ero al cinema. Sono uscita tardi, e ho chiamato mia madre, che aveva cercato di contattarmi mentre ero in sala.
Ho sentito la sua voce strana, e un rumore di fondo che non era quello di casa. "Sono in stazione, vado a Lecce", perchè? è l'unica domanda che so fare, sapendo che è successo qualcosa, "Antonio ha avuto un piccolo incidente, io parto". Non sono lontana dalla stazione, e maledicendo i mille semafori rossi riesco ad arrivare mezz'ora prima che il treno parta.
Trovo sul binario, seduti, mia madre e mio padre. Corro, con il panico che si fa sempre più largo, con il terrore, perchè so solo che mio fratello è in ospedale.
Vorrei partire io, perchè stare qui mi farebbe impazzire, ma mia madre è irremovibile, parte lei.
Io ho preso da mia madre, in questi momenti diciamo cose che dall'esterno gli altri scambiano per freddezza, mi dice che ha lasciato delle cose da mettere in lavatrice, che poi devo lavare anche il piumone, "a 20°, mi raccomando", cose della quotidianità, di cui altri, in un momento del genere, se ne fotterebbero. Ma a noi, in quel contesto, essere pragmatiche aiuta a tenere a bada la paura.
Allora capisco che deve partire lei, che io resterò qui, in ansia per mio fratello e per lei, ma è giusto che vada lei.
La luna è piena e si riflette sui nostri volti. Siamo lì, seduti su una panchina di un binario, alle 2.30 di notte. Se non parliamo di lavatrici e di divani da ritirare stiamo in silenzio, fissiamo davanti a noi, o guardiamo la luna, stringendoci la mano, trasferendoci così la forza.
Il treno arriva, metto la valigia di mia madre su, aspetto che salga e trovi il suo posto. La guardo dal finestrino e ci salutiamo di nuovo.
Io e mio padre usciamo dalla stazione, ancora cose stupide da dire: "Dove sei parcheggiato? ti ci porto io in macchina?".
Poi arriva il peggio, entro in macchina, chiudo lo sportello, e le lacrime scendono senza sosta, respiro a lungo, cercando la calma, giro la chiave e torno a casa. Sentiamo una zia che è a Lecce, lo dovranno operare, ma non è una cosa grave.
Poi, ognuno nella sua stanza, ognuno nel suo silenzio.
Mentre la luna illumina il cielo.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Molto toccante, questo post. Sento che qualsiasi cosa potrei dire adesso suonerebbe scontata. Perciò sappi soltanto che ti sono vicina, e che spero con tutto il cuore che tuo fratello si rimetta in forze al più presto. Un bacio.

Anonimo ha detto...

Dai Francy, fatti forza! L'importante è che l'operazione vada bene, ma a quanto ho capito non è grave...facci sapere!
Mi dispiace davvero tanto...so cosa significa essere a km di distanza e non poter fare niente. Anche se fossi a Lecce non potresti fare molto, ma so benissimo che ti sentiresti meno impotente. Un bacio grande grande!
Giulia

Unknown ha detto...

grazie veramente tanto.
Si, è andato tutto bene. Resta la sensazione che tutto questo ha portato con sè, e il sentirsi frastornata per una notte con 2 ore scarse di sonno e la giornata passata al telefonino con parenti, con mia madre e il tirare su il telefono a qualcuno solo per dire "no, guarda ora non è il momento" per avere a linea libera.
Ora, passata la giornata, si torna ad un'apparente normalità, e io crollo sul letto.
Ancora grazie, a chi mi ha lasciato un commento qui, a chi ha letto e mi ha mandato un messaggio per altri canali, e a chi ha letto, ma non sapendo che scrivere ha scelto il silenzio.
Era uno sfogo notturno, dovuto all'ansia del momento.
ancora grazie.

Anonimo ha detto...

Sono contenta che sia andato tutto bene! :)

Anonimo ha detto...

Ciao Francy, "arrivo tardi" causa connessione. Mi spiace per le brutte sensazioni che hai dovuto sopportare in questi giorni. Spero stiate tutti meglio adesso.
Baci.