martedì, novembre 10, 2009

Soprattutto, l'ignoranza uccide

Sulla questione delle dichiarazioni di Carlo Giovanardi sulla morte di Stefano Cucchi, mi vengono in mente due battute di Paolo Rossi.
La prima è che secondo il sottosegretario all presidenza del Consiglio dei Ministri, Cucchi è morto di "Scajòla". "Quella malattia che si prende soprattutto d'estate, specialmente sul litorale ligure, che si manifesta con lividi, tumefazioni e sanguinamenti, un po' come se ti avessero preso a manganellate".
La seconda è che, mi pare evidente, il Sign. Giovanardi è un eccelente caso di fuga all'estero di cervello, ma che ci ha lasciato qui il corpo, mentre lui sta in una comune francese a farsi le canne, e gli effetti si vedono qui (nell'originale era riferita a Buttiglione).
Perchè solo così si può spiegare quello che questo signore va dicendo.
Sin dalle sue prime dichiarazioni sulla vicenda, non a mai preso in considerazione quello che le foto mostrano in maniera inequivocabile. Ma ha sempre giocato sul fatto che Cucchi avesse dei problemi con la droga, e arrivando a sostenere che "Stefano Cucchi è morto di testamento biologico, non ha voluto essere alimentato nè idratato".
Poi, per non lasciarci immaginare che fosse solo uno scivolone del momento, ieri ha rincarato la dose. "Stefano Cucchi era uno spacciatore abituale, drogato, sieropositivo e anoressico". Ed ecco che qui, entra in campo la Scajòla, che citavo prima. Perchè a vedere le foto di Cucchi morto, beh, a me pare che quelli citati da Giovanardi non possano essere le cause della morte. No, perchè sarà vero che se sei anoressico sei debole... ma sicuramente non ti vengono dei lividi e delle tumefazioni al volto, ed è difficile che una dose di rompa le vertebre....
Ignora, volutamente, Giovanardi, che dalle cartelle cliniche, risulta che Cucchi stesse facendo lo sciopero della fame, perchè chiedeva di poter parlare col suo avvocato, cosa che gli è stata negata. Ignora, il sottosegretario, che in tutta questa storia c'è un ragazzo di 31 anni morto, mentre era sotto la tutela dello stato, che alla sua famiglia è stata negata ogni visita (e non è stata data un'informazione corretta su come poter visitare il proprio parente), ogni informazione sul suo stato di salute e che le cartelle cliniche risultano manomesse.
C'è da capire, approfondire.... e non chiudere ostinatamente occhi e orecchie sul mondo carcerario. Perchè, purtroppo, quello che è accaduto a Stefano Cucchi, non è un caso sporadico e isolato. Qualcosa non va, molto va cambiato.

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