sabato, giugno 07, 2008

Terremoto? quale terremoto?

Come volevasi dimostrare.
Per qualche tempo in Cina si era aperta una piccola, rivoluzionaria, parentesi.
In seguito al terremoto del 12 maggio il dipartimento della propaganda e censura aveva inviato un divieto a recarsi nell’epicentro del disastro.
Però, molti giornalisti erano già in viaggio verso le zone del sisma e hanno, volutamente, ignorato il diktat governativo trasmesso alle loro redazioni.
Diversi quotidiani sono usciti con le cronache integrali (qualcuno per precauzione, senza la firma degli autori), e a quel punto il governo ha corretto il tiro.
Ora però, forse anche perchè è un pò calata l'attenzione generale, le cose ricominciano a girare per il solito verso. Da oggi la polizia ha ricominciato ad allontanare i giornalisti stranieri dalle zone del sisma.
In tutto questo tra poco iniziano le Olimpiadi di Pechino. E vanno aumentando le richieste di molti comitati affinchè il Cio pretenda che la Cina onori il "falling short", l'impegno preso nel 2001 di non applicare nessuna censura ai media, e che le consentì di ospitare le Olimpiadi.
Si è ancora molto lontani da quel patto, tant'è che molti giornalisti in partenza per la Cina vengono avvisati di quali sono i pericoli che potrebbero far correre ai collaboratori cinesi, agli intervistati e che loro stessi potrebbero correre.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Quando leggo queste cose devo guardare il calendario per ricordarmi che siamo nel terzo millennio...

Noi stiamo qui a dibattere sul fatto che la stampa sia o non sia condizionata da poteri politici o economici,ma di fronte alla CENSURA, quella vera, verrebbe solo voglia di star zitti e ringraziare la sorte per il luogo in cui si è nati.