mercoledì, luglio 14, 2010

Scusi, ma per l'isola che c'è?

“Seconda stella a destra, 
questo è il cammino e poi dritto, 
fino al mattino. 
Poi la strada la trovi da te. 
Porta all’isola che non c’è”

Canticchio mentre la barca si allontana da San Servolo, abbiamo giocato col titolo di questa canzone e il luogo del libro di Peter Pan.
Noi per arrivare all’isola che c’è non abbiamo dovuto seguire le stelle, ci è bastato seguire la strada disseminata di buone prassi, come molliche fatte cadere delle amministrazioni di centro sinistra. È così che siamo arrivati alla nostra isola che c’è, un luogo possibile perché è possibile impiegare i soldi pubblici in azioni per i cittadini, per fornire servizi e beni necessari a loro, per aiutare chi ha bisogno o per migliorare l’ambiente in cui viviamo.

Come al solito ognuno di queste esperienze ha i suoi aneddoti. Come il clima tropicale in cui io e Ivana abbiamo passato la prima notte, con l'aria condizionata rotta e il pinguino che è venuto ad aprirci la porta della stanza la seconda sera. Però questa volta ci siamo contenute, il disordine della stanza è rimasto sotto i livelli di guardia (il primato di Berlino resterà negli annali!) e io e Ivana siamo riuscite a non perderci.

Un’altra scuola di politica finisce, mentre guardo San Servolo allontanarsi e Venezia sempre più vicina penso all’enorme valore di questi momenti di formazione. “L’isola che c’è” è stata la sesta scuola di formazione organizzata dal Partito Democratico, 6 esperienze preziose perché non solo permettono a molti di venire a contatto con nuove realtà, di imparare e di ascoltare lezioni di ospiti, anche, internazionali. Ma sono un momento di incontro e di scambio di saperi. Stupisce, ogni volta, il numero di visi ormai familiari e di volti nuovi, persone che partecipano per la prima volta, ma che dopo qualche ora sono già di casa. È impressionante trovarsi la mattina a colazione e sentire da un tavolo accanto un’animata discussione sui temi della scuola, fa piacere uscire da una lezione e trovare 2 ragazzi discutere, nell’afa di questo luglio veneto, di federalismo.
3 giorni di incontri con amministratori di piccole e grandi amministrazioni, lezioni e laboratori, spazi per il dibattito e una platea varia. Tanti giovani, molti amministratori e anche il sindaco più giovane d’Italia, a soli 21 anni.

C’è chi dopo l’incontro con D’Alema e Fioroni, protrattosi fino alle soglie della mezzanotte, ha preso il traghetto ed è andato a vedere Venezia con altri compagni di corso, e chi si è fermato nei giardini di San Servolo a chiacchierare, sotto le stelle, di politica e di vita. Nascono nuove amicizie, si consolidano vecchie conoscenze. 
La forza della scuola di politica del PD sta non solo nel progetto formativo portato avanti da Annamaria Parente e i suoi collaboratori, ma anche nella rete sociale che nasce e cresce intorno ad esso.
Canticchio scrollando via la stanchezza dei giorni di lavoro, mi godo il panorama e il sole, conto i visi delle nuove persone conosciute. Ci vediamo dal 30 settembre al 3 ottobre a Cortona, per una nuova scuola di politica. Se ancora non avete mai partecipato iscrivetevi, ne vale la pena.

p.s. Voi ci provereste a fotografare D'Alema col vassoio della mensa che si avvia al tavolo? Io ci ho provato, ma non mi è andata bene. Però è stato molto bello vederlo al tavolo coi ragazzi e non nella saletta riservata, che quella sera è rimasta vuota. Tutti da D'Alema a Fioroni, passando per Emiliano e Spacca sono andati a sedersi ai tavoli chiacchierando coi ragazzi, come si farebbe ad una tavolata tra amici.

Su espressa richiesta di Ivana, che non poteva 
stare senza il mio classico diario post-scuola di politica

Nessun commento: