Era domenica, 18 anni fa.
Era domenica e io avevo 10 anni e mezzo. La scuola era finita da poco e io ero appena rientrata da una giornata in bici al parco.
è una di quelle giornate di cui ho, ancora oggi, ricordi nitidi. Ricordo la posizione del divano davanti alla tv, il calendario appeso in cucina (in realtà era di qualche anno prima, ma era un bel manifesto e lo tenemmo per tempo appeso), ricordo il cocomero sul tavolo e ricordo benissimo le immagini in tv, le parole del giornalista. Ricordo che capii quello che stavano dicendo, perché era già successo qualche mese prima. Con Falcone. E quella domenica di luglio parlava di Borsellino.
Ricordo, ancora oggi con la stessa sensazione di ansia, le parole di Giuseppe Ayala, che prometteva a Cosa Nostra che li avrebbero trovati, che non si sarebbero fermati.
Quell'anno nel mio vocabolario di bambina entrò la parola Mafia, con prepotenza. Per me esisteva, ma era una parola tra tante nei tg o nei film. Quell'anno diventò una parola pesante, tangibile. E ancora lo è.
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